Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
Aspergimi con rami d’issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione;
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male
Amen.
Ave o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù.
Santa Maria, madre di Dio,
prega per noi peccatori adesso
e nell’ora della nostra morte.
Amen
Gloria al Padre, al Figlio,
allo Spririto Santo
come era nel principio, ora e sempre,
nei secoli dei secoli.
Amen
Salve, Regina,
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!
Angelo di Dio,
che sei il mio custode
illumina, custodisci,
reggi e governa me
che ti fui affidato
dalla pietà celeste.
Amen.
L’eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.
Mio Dio, perché sei verità infallibile credo tutto quello che Tu hai rivelato
e la Santa Chiesa ci propone a credere.
Credo in Te, unico vero Dio, in tre persone uguali e distinte,
Padre e Figlio e Spirito Santo.
Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio,
incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno,
secondo i meriti, il premio o la pena eterna.
Conforme a questa fede voglio sempre vivere.
Signore accresci la mia fede. Amen.
Mio Dio,
spero nella tua bontà,
per le tue promesse
e per i meriti di Gesù Cristo,
nostro Salvatore,
la vita eterna
e le grazie necessarie per meritarla
con le buone opere
che io debbo e voglio fare,
Signore, che io possa goderti in eterno.
Amen.
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa,
perché sei bene infinito e nostra eterna felicità;
e per amor tuo amo il prossimo come me stesso
e perdono le offese ricevute.
Signore, che io ti ami sempre più.
Amen.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi,
e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo, con il tuo santo aiuto, di non offenderti mai più,
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
Signore, purché la mia volontà sia continuamente retta e ferma in te, fai di me quello che ti piace. Giacché, qualunque cosa avrai fatto di me non può essere che per il bene. Se mi vuoi nelle tenebre, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nella luce, che tu sia ancora benedetto. Se ti degni di darmi consolazione, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nelle tribolazione, che tu sia egualmente benedetto. Signore, qualunque cosa vorrai che mi succeda, la sopporterò di buon grado per tuo amore. Con lo stesso animo voglio accettare dalla tua mano bene e male, dolcezza e amarezza, gioia e tristezza; e voglio renderti grazie per ogni cosa che mi accada. Preservami da tutti i peccati, e non temerò né la morte né l’inferno. Purché tu non mi respinga per sempre cancellandomi dal libro della vita, qualunque tribolazione mi piombi addosso non mi farà alcun male.
(Dall’Imitazione di Cristo)
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
Amen.
Al sorger della luce,
ascolta, o Padre santo,
la preghiera degli umili.
Dona un linguaggio mite,
che non conosca i frèmiti
dell’orgoglio e dell’ira.
Donaci occhi limpidi,
che vincano le torbide
suggestioni del male.
Donaci un cuore puro,
fedele nel servizio,
ardente nella lode.
A te sia gloria, o Padre,
al Figlio e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli.
Amen.
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia
e la forza della tua destra mi sostiene.
(Salmo 69, di Davide)
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
(Salmo 8, di Davide)
Padre mio, io mi abbandono a Te,
fa’ di me ciò che ti piace.
Qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purché la tua volontà
si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, Dio mio;
rimetto l’anima mia nelle tue mani
te la dono, Dio mio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore
il darmi,
il rimettermi nelle tue mani,
senza misura,
con una confidenza infinita,
poiché Tu sei il Padre mio.
(Charles de Foucauld)
Consapevole della mia vocazione cristiana,
io rinnovo oggi,
nelle tue mani, o Maria,
gli impegni del mio Battesimo.
Rinuncio a satana,
alle sue seduzioni,
alle sue opere,
e mi consacro a Gesù Cristo per portare
con lui la mia croce nella fedeltà di ogni giorno
alla volontà del Padre.
Alla presenza di tutta la Chiesa ti riconosco per mia madre
e sovrana.
A te offro e consacro la mia persona, la mia vita
e il valore delle mie buone opere, passate, presenti e future. Disponi di me
e di quanto mi appartiene alla maggior gloria di Dio
nel tempo e nell’eternità.
Amen.
O Cuore di Cristo,
forza che attrae ogni cosa,
in te si rinnova l’abbraccio del Padre:
nel tuo amore si abbandona l’anima fedele,
in te si rifugia l’umanità peccatrice.
Ogni tuo sentimento divenga mio affetto,
ogni tuo fremito mio desiderio,
ogni tuo accento in me volontà.
In te crocifisso è compreso ogni dolore,
in te risorto ogni vita risorge.
Davanti alla croce,
dove Tu riunisci ogni bellezza
e ogni carne elevi e trasfiguri,
donando i tesori del tuo cuore aperto
e rivelandoti sorgente viva di eterna carità,
dall’intimo del mio cuore,
unendomi all’afflato del tuo Cuore,
e alla Chiesa che hai consacrato nel tuo amore,
rinnovo la mia umile offerta:
«Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà,
la mia memoria, la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridóno;
tutto è tuo, di tutto disponi secondo la tua volontà:
dammi solo il tuo amore e la tua grazia;
questo mi basta».
Vergine Santissima, Madre mia, Immacolata Maria,
io mi consacro per tutta la vita, per tutta l’eternità
al Tuo bellissimo Cuore.
(S. Pio da Pietralcina)
Principe nobilissimo delle angeliche gerarchie, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli Angeli giusti, Arcangelo San Michele, desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti a te oggi mi offro e mi dono.
Pongo me stesso, il mio lavoro, la mia famiglia, gli amici e quanto a me appartiene sotto la tua vigile protezione. E’ piccola la mia offerta essendo io un misero peccatore, ma tu gradisci l’affetto del mio cuore. Confido che Tu assisterai per tutta la vita me, che da quest’oggi sono sotto la Tua protezione.
Procurami il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare dì cuore il mio Dio, il mio caro Salvatore Gesù, la mia dolce Madre Maria, e tutti gli uomini miei Fratelli amati dal Padre e redenti dal Figlio.
Impetrami quegli aiuti che sono necessari per arrivare alla corona della gloria.
Difendimi sempre dai nemici dell’anima mia, specialmente nell’ultimo istante della mia vita. Vieni in quell’ora o glorioso Arcangelo, assistimi nella lotta e respingi lontano da me, negli abissi dell’inferno, quell’angelo prevaricatore e superbo che già prostrasti nel combattimento in Cielo. Presentami, allora, al trono di Dio per cantare con te, Arcangelo San Michele, e con tutti gli Angeli lode, onore e gloria a Colui che regna nei secoli eterni.
Amen.
Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dov’è discordia ch’io porti l’Unione,
dov’è dubbio fa’ ch’io porti la Fede,
dove è l’errore, ch’io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto.
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poiché:
Si è Dando, che si riceve.
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.
(San Francesco d’Assisi)
Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra,
Padre, che sei amore e vita,
fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi,
mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, “nato da donna”,
e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità,
un vero santuario della vita e dell’amore
per le generazioni che sempre si rinnovano.
Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi
verso il bene delle loro famiglie
e di tutte le famiglie del mondo.
Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno
per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore.
Fa’ che l’amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio,
si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi,
attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.
Fa’ infine, te lo chiediamo per intercessione della sacra famiglia di Nazaret,
che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra
possa compiere fruttuosamente la sua missione
nella famiglia e mediante la famiglia.
Tu, che sei la vita, la verità e l’amore,
nell’unità del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
(S. Giovanni Paolo II)
O Dio, che sei Padre di tutti, ascolta la preghiera che innalzo per i miei genitori. Essi, partecipando alla Tua paternità creatrice, mi hanno fatto esistere e sostengono e formano la mia vita.
Ricompensai delle preoccupazioni e dei sacrifici che fanno per me, donando loro salute e gioia.
Rendimi docile ai loro comandi, consapevole delle loro continue premure, riconoscente per i loro sacrifici.
Fà che nella mia famiglia regni l’amore armonioso e fedele che rende più facile ogni difficoltà.
Amen
Ti prego, Signore, per i miei cari nonni. Benedicili e dona loro pace e gioia.
Attraverso le esperienze, le gioie e le tribolazioni della loro lunga vita, essi hanno imparato la saggezza. Rendimi capace di ascoltarli con attenzione e con rispetto, per crescere anch’io saggio e buono, come mi desiderano, e per essere loro motivo di conforto.
Amen.
O Dio, che per la grazia dello Spirito Santo, effondi sui credenti i doni del Tuo amore, concedi ai miei parenti ed amici la salute dell’anima e del corpo, perché Ti amino con tutto il cuore, e compiano con amore ciò che è gradito alla Tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Madonna Nera della «Chiara Montagna», volgi il tuo sguardo materno ai giovani di tutto il mondo, a chi già crede nel tuo Figlio e a chi non l’ha ancora incontrato sul suo cammino. Ascolta, o Maria, le loro aspirazioni, chiarisci i loro dubbi, da’ vigore ai loro propositi, fa’ che vivano in se stessi i sentimenti di un vero «spirito da figli», per contribuire efficacemente all’edificazione di un mondo più giusto. Tu vedi la loro disponibilità, tu conosci il loro cuore. Tu sei Madre di tutti!
In questa collina di luce, dove forte è l’invito alla fede e alla conversione del cuore, Maria vi accoglie con Materna premura. Madonna «dal dolce volto», ella distende da questo antico Santuario il suo sguardo vigile e provvidente su tutti i popoli del mondo, desideroso di pace.
Di questo mondo voi, giovani, siete l’avvenire e la speranza. Proprio per questo Cristo ha bisogno di voi: per far giungere in ogni angolo della terra il Vangelo della salvezza.
Siate disposti e pronti a compiere tale missione con vero «spirito di figli». Siate gli apostoli, siate i messaggeri generosi della soprannaturale speranza che dà nuovo slancio al cammino dell’uomo.
(S. Giovanni Paolo II)
Dio dei nostri Padri,
grande e misericordioso,
Signore della pace e della vita,
Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l’orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
in una sola famiglia.
Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l’umanità:
mai più la guerra, avventura senza ritorno,
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;
minaccia per le tue creature, in cielo, in terra ed in mare.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù,
ancora ti supplichiamo:
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,
gesti generosi ed onorevoli, spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.
Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra.
Amen.
(S. Giovanni Paolo II)
Ricordati, Signore, della Tua Chiesa diffusa su tutta la Terra: rendila perfetta nell’amore, in unione con il nostro Papa e con tutti i Vescovi.
Benedici o Signore, il nostro Santo Padre, il Papa; assistilo nel suo ufficio di pastore universale; sii la sua luce, la sua forza e la sua consolazione: E a noi concedi di ascoltare, con docilità di cuore, la sua voce come ascoltiamo la tua. Amen
Abbiamo bisogno di preti, Signore, ma di preti fatti sul tuo stampo; non vogliamo sgorbi, non vogliamo “occasionali”, ma preti autentici, che ci trasmettano te senza mezzi termini, senza ristrettezze, senza paure. Vogliamo preti “a tempo pieno”, che consacrino ostie, ma soprattutto anime, trasformandole in te; preti che parlino con la vita, più che con la parola e gli scritti; preti che spendano il loro sacerdozio anziché studiare di salvaguardarne la dignità.
Sai bene, Signore, che l’uomo della strada non è molto cambiato da quello dei tuoi tempi; ha ancora fame; ha ancora sete; fame e sete di te, che solo tu puoi appagare. Allora donaci preti stracolmi di te, come il santo Curato d’Ars, preti che sappiano irradiarti; preti che ci diano te. Di questo, solo di questo noi abbiamo bisogno.
Perdona la mia impertinenza: tieniti i preti dotti, tieniti i preti specializzati, i preti eloquenti, i preti che san fare schemi, inchieste, rilievi. A noi, Signore, bastano i preti dal cuore aperto, dalle mani forate, dallo sguardo limpido. Cerchiamo preti che sappiano pregare più che organizzare, preti che sappiano parlare con te, perché quando un prete prega, il popolo è sicuro.
Oggi si fanno richieste, si fanno sondaggi su come sarà, su come la gente vuole il prete. Non ho mai risposto a queste inchieste, ma a te, Signore, posso e voglio dirlo: il prete io lo voglio impastato di preghiera.
Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che sappiano sostare davanti a te, preti che sappiano adorare, impetrare, espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo tabernacolo. E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti.
(don Andrea Gasparino)
Signore Gesù,
come un giorno hai chiamato i primi discepoli
per farne pescatori di uomini,
così continua a far risuonare anche oggi
il tuo dolce invito: “Vieni e seguimi”!
Dona ai giovani e alle giovani
la grazia di rispondere prontamente alla Tua voce!
Sostieni nelle loro fatiche apostoliche
i nostri vescovi, i sacerdoti, le persone consacrate.
Dona perseveranza ai nostri seminaristi
e a tutti coloro che stanno realizzando
un ideale di vita totalmente consacrato al Tuo servizio.
Risveglia nelle nostre comunità
L’impegno missionario.
Manda, Signore, operai nella tua messe
e non permettere che l’umanità si perda
per mancanza di pastori, di missionari
e di persone votate alla causa del Vangelo.
Maria, Madre della Chiesa, modello di ogni vocazione,
aiutaci a rispondere di “sì” al Signore che ci chiama
per collaborare al disegno divino di salvezza.
Amen.
(S. Giovanni Paolo II)
O Dio, provvido rifugio dei sofferenti, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per colore che soffrono. Rasserena e conforta i malati e gli infermi, i vecchi e i moribondi. Dona a coloro che li curano scienza e pazienza, amabilità e compassione. Ispira ad essi gesti che diano sollievo, le parole che illuminano e l’amore che conforta. Ti raccomandiamo i cuori scoraggiati, in rivolta, lacerati dalla tentazione, tormentati dalla passione, feriti o profanati dalla malvagità degli uomini. Poni dentro di noi, Signore, il Tuo Spirito d’amore, di comprensione e di sacrificio, perché portiamo un aiuto efficace a quelli che troviamo sul nostro cammino sofferenti. Aiutaci a rispondere alla loro invocazione: essa è la Tua.
Amen
Desidero aiutare Gesù e Maria, affinché quanti più fratelli e sorelle conoscano la via della santità.
Silenzio e ascolto davanti alla Croce.
I cieli narrano la gloria di Dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.
Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.
Anche il tuo servo in essi è istruito,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze chi le discerne?
Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro dal grande peccato.
Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.
(Salmo. 19 di Davide)
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.
Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d’Israele le sue opere.
Buono e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.
Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;
come dista l’oriente dall’occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Come l’erba sono i giorni dell’uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.
Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,
per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l’universo.
Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi
,
pronti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.
Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.
(Sal. 103 di Davide)
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfàno
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli che ‘l sosterrano in pace,
ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò scappare:
guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
(S. Francesco d’Assisi)
Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio, ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono,
fa’ che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni.
Fiat!
Fiat!
Amen
(S. Francesco d’Assisi)
Preghiera personale di ringraziamento per tutti i benefici, i doni, gli aiuti e le protezioni ricevuti, e, soprattutto, per quelli di cui neanche ci siamo accorti.
(Preghiera degli Angeli a Maria)
Ave, Maria, Madre dell’Uomo come Eva, più di Eva, che hai riportato l’uomo, attraverso l’Uomo, alla sua Patria, alla sua eredità, alla sua figliolanza, alla sua gioia.
Ave, Maria, Seno di santità in cui è rideposto il seme della Specie, perché l’eterno Abramo abbia i figli di cui l’invidia satanica lo aveva reso sterile.
Ave, Maria, Madre Deipara del Primogenito eterno, Madre pietosa dell’Umanità, lavata nel tuo pianto e nel Sangue che è il tuo sangue.
Ave, Maria, Perla del Cielo, Luce di Stella, Bellezza soave, Pace di Dio.
Ave, Maria, piena di Grazia, in cui è il Signore, mai divisa da Lui che in te prende le sue delizie e i suoi riposi.
Ave, Maria, donna benedetta fra tutte le donne, Amore vivente, fatta dall’Amore, Sposa all’Amore, Madre dell’Amore.
In te purezza, in te Pace, in te Sapienza, in te ubbidienza, in te umiltà, in te perfette le tre e le quattro virtù.
Maria, il Cielo delira d’amore nel contemplare Maria. Il suo canto aumenta sino a note incomparabili. Nessun mortale, per santo che sia, può comprendere cosa sia per tutto il Cielo Maria.
Tutte le cose sono state fatte per il Verbo. Ma anche tutte le opere più grandi sono state fatte dall’Amore eterno in Maria e per Maria. Perchè Colui che è potente l’ha amata senza limite, e l’ama. E la Potenza di Dio sta nelle sue mani di Giglio purissimo per essere sparsa su chi a Lei ricorre.
Ave! Ave! Ave! Maria!
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà
della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente e santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua
misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen.
Cuore divino di Gesù,
a te consacriamo la nostra famiglia.
Fa’ che essa, nata da un sacramento da te istituito,
sia immagine viva della tua unione con la Chiesa,
fa’ che sia cenacolo di carità e di preghiera,
dove il mutuo amore si esprima nel saperci aiutare l’un l’altro
con la stessa dedizione e lo stesso amore
con il quale tu ti sei sacrificato per la Chiesa e per le anime nostre.
Tu proteggila nei pericoli,
aiutala nelle avversità,
confortala nelle tribolazioni,
concedile quanto ha bisogno nelle sue necessità spirituali e materiali
e la tua benedizione e il tuo amore siano sempre su di lei,
finché, riunita con te in cielo,
lodi in eterno l’infinita bontà del tuo amatissimo Cuore.
Amen.
Padre Nostro.
Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa.
Come già al tuo Cuore Immacolato fu consacrata la Chiesa e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo, affidiamo e consacriamo al tuo Cuore Immacolato la nostra famiglia.
Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi.
Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell’eternità.
Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana; come fosti madre per l’Apostolo Giovanni. Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Allontana da noi il peccato e ogni male.
In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina.
Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità.
Suscita tra i nostri cari sante vocazioni.
Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa’ che, un giorno, tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.
5 minuti dedicati al Sacro Cuore
Dio sia benedetto
Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi Santi.
Visita, o Signore, te ne preghiamo, questa abitazione
ed allontana da essa ogni insidia del nemico;
vi abitino i tuoi santi Angeli e ci custodiscano in pace.
La tua benedizione sia sempre su di noi.
Per Cristo, nostro Signore.
Amen.
Il Signore ti benedica e ti protegga!
Il Signore faccia risplendere il Suo Volto su di te e ti sia propizio!
Il Signore rivolga verso di te il Suo Volto e ti dia la pace!
La benedizione di Dio Onnipotente scenda su di me e sulla mia famiglia, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Nome del Padre
Richiesta di perdono e perdono agli altri.
L’Angelo del Signore
portò l’annunzio a Maria
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave Maria
Eccomi, sono la serva del Signore.
Si compia in me la tua parola.
Ave Maria
E il Verbo si fece carne.
E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave Maria
Prega per noi, santa Madre di Dio.
Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la Tua grazia, o Padre; Tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del Tuo Figlio, per la Sua passione e la Sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
3 Gloria
Credo
5 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
In onore della Passione di Gesù (possibilmente tenendo in mano la Croce)
1 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
Per il Papa
1 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
Per l’effusione dello Spirito Santo
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cieloun raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,vieni datore dei doni,vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,nella calura, riparo,nel pianto, conforto.
O luce beatissima,invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,nulla è nell’uomo,nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,bagna ciò che è arido,sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,scalda ciò che è gelido,raddrizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa,dona gioia eterna.
Amen.
Nome del Padre
Richiesta di perdono e perdono agli altri.
Credo
7 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
Per le anime del Purgatorio
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. 7Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.
Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo.
Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
(1Cor. 13,1-13)
Preghiera personale per chiedere grazie
(Gesù rivelò a San Bernardo di Chiaravalle che, durante la Sua Passione, ebbe una piaga sulla spalla profonda tre dita, e tre ossa scoperte, per portare la Croce. Questa piaga Gli dette maggior pena e dolore di tutte le altre. Essa non è conosciuta dagli uomini, ma fu rivelata ai fedeli cristiani. Qualunque grazia verrà chiesta a Gesù in virtù di questa piaga, verrà concessa. E a tutti quelli che Lo onoreranno con tre Pater, Ave e Gloria al giorno, perdonerà i peccati veniali, e non ricorderà i peccati mortali. Costoro non moriranno di morte subitanea, e, in punto di morte, saranno visitati dalla Beata Vergine, e conseguiranno ancora le grazie e la misericordia.)
Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la Santissima Tua Piaga che ricevesti sulla Spalla nel portare la pesantissima Croce al Calvario nella quale restarono scoperte tre sacratissime Ossa, tollerando in essa un immenso dolore: Ti supplico, in virtù e meriti di detta Piaga ad avere di me misericordia col perdonarmi tutti i miei peccati sia mortali che veniali e ad assistermi nell’ora della morte, e di condurmi nel Tuo Regno beato. Amen.
3 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
Gesù raccomando a Santa Faustina Kowalska di implorare la Sua Misericordia, specialmente per i peccatori, immergendosi anche per un breve momento nella Sua Passione, e, particolarmente, nel Suo abbandono nel momento della morte, alle tre del pomeriggio.
Tale è un’ora di grande misericordia per il mondo intero.
Le grazie richieste in tale ora, purché richieste con perseveranza, e conformi alla Santa Vilontà di Gesù, verranno concesse.
Per onorare la Divina Misericordia:
Recitare la Coroncina della Divina Misericordia; oppure
Meditare la Passione di Gesù; oppure
(se ciò non è possibile per mancanza di tempo) recitare:
O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te
Per recitare la Coroncina della Divina Misericordia si può usare una semplice corona del Rosario.
Si segue questa sequenza:
Segno della Croce
Padre Nostro
Ave Maria
Credo
Su ogni grano maggiore del Rosario (quando si dice normalmente il Padre Nostro), si dica:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Su ogni grano minore del Rosario (quando si dice normalmente l’Ave Maria), si dica:
Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Alla fine della corona, si dice la preghiera seguente tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa’ che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza.
Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Resurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Amen.
Nome Del Padre
Richiesta di perdono e perdono agli altri.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Signore, perdona i miei molti peccati, come io voglio perdonare chiunque abbia fatto qualcosa contro di me.
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male
Amen.
Ave o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù.
Santa Maria, madre di Dio,
prega per noi peccatori adesso
e nell’ora della nostra morte.
Amen
Gloria al Padre, al Figlio,
allo Spririto Santo
come era nel principio, ora e sempre,
nei secoli dei secoli.
Amen
Salve, Regina,
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!
Angelo di Dio,
che sei il mio custode
illumina, custodisci,
reggi e governa me
che ti fui affidato
dalla pietà celeste.
Amen.
L’eterno riposo dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.
Mio Dio, perché sei verità infallibile credo tutto quello che Tu hai rivelato
e la Santa Chiesa ci propone a credere.
Credo in Te, unico vero Dio, in tre persone uguali e distinte,
Padre e Figlio e Spirito Santo.
Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio,
incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno,
secondo i meriti, il premio o la pena eterna.
Conforme a questa fede voglio sempre vivere.
Signore accresci la mia fede. Amen.
Mio Dio,
spero nella tua bontà,
per le tue promesse
e per i meriti di Gesù Cristo,
nostro Salvatore,
la vita eterna
e le grazie necessarie per meritarla
con le buone opere
che io debbo e voglio fare,
Signore, che io possa goderti in eterno.
Amen.
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa,
perché sei bene infinito e nostra eterna felicità;
e per amor tuo amo il prossimo come me stesso
e perdono le offese ricevute.
Signore, che io ti ami sempre più.
Amen.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi,
e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo, con il tuo santo aiuto, di non offenderti mai più,
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
Signore, purché la mia volontà sia continuamente retta e ferma in te, fai di me quello che ti piace. Giacché, qualunque cosa avrai fatto di me non può essere che per il bene. Se mi vuoi nelle tenebre, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nella luce, che tu sia ancora benedetto. Se ti degni di darmi consolazione, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nelle tribolazione, che tu sia egualmente benedetto. Signore, qualunque cosa vorrai che mi succeda, la sopporterò di buon grado per tuo amore. Con lo stesso animo voglio accettare dalla tua mano bene e male, dolcezza e amarezza, gioia e tristezza; e voglio renderti grazie per ogni cosa che mi accada. Preservami da tutti i peccati, e non temerò né la morte né l’inferno. Purché tu non mi respinga per sempre cancellandomi dal libro della vita, qualunque tribolazione mi piombi addosso non mi farà alcun male.
(Dall’Imitazione di Cristo)
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno.
Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene compiuto, accettalo.
Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli.
La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen.
O Cuore di Gesù, a Te raccomando in questa notte l’anima e il corpo, affinché dolcemente in Te riposino.
E poiché durante il sonno non potrò lodare il mio Dio, Tu degnati di farlo per me, in modo che quanti saranno i battiti del mio cuore in questa notte,
tante siano le lodi che Tu darai alla Santissima Trinità.
Amen.
Accogli o padre buono
il canto dei fedeli
nel giorno che declina.
Tu al sorgere della luce
ci chiamasti al lavoro
nella mistica vigna.
Or che il sole tramonta
largisce agli operai
la mercede promessa.
Da ristoro alle membra
e diffondi nei cuori
la pace del tuo spirito.
La tua grazia sia pegno
della gioia perfetta
nella gloria dei santi.
A te sia la lode o padre
al figlio e al santo spirito
nei secoli dei secoli.
Amen.
Gesù, buono e misericordioso, Via, Verità e Vita, per il Tuo Sacro Cuore, sede della Tua Misericordia, aiutami:
Donami lo Spirito di Verità per conoscere i miei peccati;
Donami un cuore puro, occhi limpidi, memoria ferma ed onestà per riconoscerli e ricordarli;
Donami umiltà invincibile per ammettere i miei sbagli con te e con coloro che ho offeso;
Donami di avere tanto amore da sentire pieno pentimento per le mie mancanze, ferma volontà ed intelligenza per rimediare al male commesso, fortezza per cambiarmi.
Donami il tuo perdono, senza il quale non c’è speranza e non c’è luce.
Tienimi per mano, affinché sia capace di perdonare di cuore e pienamente chiunque abbia fatto qualcosa contro di me, dimenticando per sempre ogni torto, abbandonando ogni risentimento o rancore, rinunciando ad ogni vendetta o ritorsione.
Signore, tieni sveglia e vigile la mia coscienza.
Tienimi stretto a Te, e impediscimi di allontanarmi da Te.
Io ti dono tutto il mio amore, la mia volontà, la mia libertà e tutto me stesso.
Perdona la mia inadeguatezza.
GESÙ, CONFIDO IN TE.
1. Primo comandamento
Non avrai altri Dio all’infuori di me
2. Secondo comandamento
Non nominare il nome di Dio invano
3. Terzo comandamento
Ricordati di santificare le feste
4. Quarto comandamento
Onora il padre e la madre
5. Quinto comandamento
Non uccidere
6. Sesto comandamento
Non commettere atti impuri
7. Settimo comandamento
Non rubare
8. Ottavo comandamento
Non dire falsa testimonianza
9. Nono comandamento
Non desiderare la donna d’altri
10. Decimo comandamento
Non desiderare la roba d’altri
Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi».
(Mc. 12, 28-31)
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
(Gv. 15,12)
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
(Mt. 7, 12)
superbia,
avarizia,
invidia,
ira,
lussuria,
golosità,
pigrizia o accidia
Disperazione della salvezza
Presunzione di salvarsi senza merito
Impugnare la verità conosciuta
Invidia della grazia altrui
Ostinazione nei peccati
Impenitenza finale
Tratto dai supporti per prepararsi alla confessione predisposti dalla Basilica di San Francesco ad Assisi e dalla Basilica della Casa di Loreto, nonché dai libri “Pregate, Pregate, Pregate”, e “Le preghiere del cristiano”.
Atto di dolore
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
Preghiera personale di ringraziamento per la vita, e per ogni beneficio (specialmente famiglia, ambiente, lavoro, ed ogni persona incontrata), e tutto ciò che Dio ci ha donato.
Santissima Vergine Immacolata e Madre mia Maria, io, il più miserabile di tutti i peccatori, ricorro oggi a te, Madre del mio Signore, Regina del mondo, Avvocata, Speranza e Rifugio dei peccatori.
Ti venero, grande Regina, e ti ringrazio di tutti i doni che mi hai concesso finora, specialmente di avermi liberato dall’ inferno che tante volte ho meritato.
Ti amo, Signora amabilissima, e per l’ amore che ho per te prometto di volerti sempre servire e di fare quanto posso affinché anche gli altri ti amino.Ripongo in te tutte le mie speranze, la mia salvezza. O Madre di misericordia, accettami come tuo servo, accoglimi sotto il tuo mantello, e poiché sei tanto potente in Dio, liberami da tutte le tentazioni, oppure ottienimi la forza di vincerle fino alla morte. A te chiedo il vero amore a Gesù Cristo e da te spero di ottenere l’ aiuto necessario per morire santamente.Madre mia, per il tuo amore a Dio, ti prego di aiutarmi sempre, ma particolarmente nell’ultimo momento della mia vita. Non lasciarmi finché non mi vedrai salvo in cielo a benedirti ed a cantare le tue misericordie per l’eternità.
Amen.
(Sant’Alfonso Maria de Liguori)
Offrirsi alla Madonna come vittima davanti a Dio (affinché si realizzino i piani che Lui ha programmato per noi e per il mondo intero).
Mio Dio, credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano».
Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, io Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso ê offeso. E per i meriti infiniti dei Suo Cuore Santissimo e dei Cuore Immacolato di Maria, Ti domando la conversione dei poveri peccatori.
Nel nome del Padre
Credo
È opportuno dedicare l’intero Rosario alla conversione dei peccatori.
Le singole decine possono essere dedicate alle intenzioni di preghiera indicate dalla Madonnina.
O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria
Lodato sempre sia il Santissimo Nome di Gesù, Giuseppe e Maria.
Enunciazione del “mistero.
Lettura biblica, riflessione e intenzione di preghiera
1 Padre Nostro,
10 Ave Maria, e
1 Gloria.
Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Santa Maria, Regina della Pace, terrore del demonio,
prega per noi.
Pregati i cinque misteri, si recita
Salve Regina
Padre nostro
Ave Maria
Gloria
Per il Papa, secondo le sue intenzioni, per la Santa Chiesa e le sue esigenze, per le Anime del Purgatorio e per le sante indulgenze.
(lunedì e sabato)
Primo Mistero
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
Secondo Mistero
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo . Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo
. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.
Allora Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre”.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Terzo Mistero
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”.
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quarto Mistero
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”.
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quinto Mistero
I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.
Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.
Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
(martedì e venerdì)
Primo Mistero
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.
E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”.
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”.
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.
Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà”.
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti.
Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.
Secondo Mistero
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: “Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?”.
Allora essi gridarono di nuovo: “Non costui, ma Barabba!”.
Barabba era un brigante.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.
Terzo Mistero
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora.
Poi gli si avvicinavano e dicevano: “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: “Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna”.
Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora.
E Pilato disse loro: “Ecco l’uomo!”.
Quarto Mistero
Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano.
Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere. Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quinto Mistero
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra.
Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto”.
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”.
Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei Giudei”.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà.
Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò.
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: “Veramente quest’uomo era giusto”. Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto.
Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
(mercoledì e domenica)
Primo Mistero
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”.
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.
Secondo Mistero
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.
Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, “quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo”.
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”.
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.
Terzo Mistero
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”. Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: “Che cosa significa questo?”. Altri invece li deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di vino dolce”.
Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: “Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole. Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino; accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:
Avverrà: negli ultimi giorni - dice Dio -
su tutti effonderò il mio Spirito;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno sogni.
E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito
ed essi profeteranno.
Farò prodigi lassù nel cielo
e segni quaggiù sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
Il sole si muterà in tenebra
e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e glorioso.
E avverrà:
chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
Quarto Mistero
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono».
Quinto Mistero
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
(giovedì)
Primo Mistero
Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui.
Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.
Secondo Mistero
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”. E Gesù le rispose: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le anfore”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto”. Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua - chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”.
Terzo Mistero
Espose loro un’altra parabola, dicendo: “Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.
Espose loro un’altra parabola, dicendo: “Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami “.
Disse loro un’altra parabola: “Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata”.
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: “Spiegaci la parabola della zizzania nel campo”. Ed egli rispose: “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!
Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Quarto Mistero
Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!”. Appena la voce cessò, restò Gesù solo.
Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Quinto Mistero
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: “In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà”. Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: “Sono forse io?”. Egli disse loro: “Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”.
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: “Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio”.
Alla fine del Rosario vengono recitate le Litanie Lauretane, o altre preghiere mariane.
Signore, pietà
Signore, pietà
Cristo, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà.
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Cristo, esaudiscici.
Padre del cielo, che sei Dio,
abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio,
abbi pietà di noi.
Spirito Santo, che sei Dio,
abbi pietà di noi.
Santa Trinità, unico Dio,
abbi pietà di noi.
Santa Maria,
prega per noi.
Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini,
Madre di Cristo,
Madre della Chiesa,
Madre di misericordia,
Madre della divina grazia,
Madre della speranza,
Madre purissima,
Madre castissima,
Madre sempre vergine,
Madre immacolata,
Madre degna d’amore,
Madre ammirabile,
Madre del buon consiglio,
Madre del Creatore,
Madre del Salvatore,
Vergine prudente,
Vergine degna di onore,
Vergine degna di lode,
Vergine potente,
Vergine clemente,
Vergine fedele,
Specchio di perfezione,
Sede della Sapienza,
Fonte della nostra gioia,
Tempio dello Spirito Santo,
Tabernacolo dell’eterna gloria,
Dimora consacrata di Dio,
Rosa mistica,
Torre della santa città di Davide,
Fortezza inespugnabile,
Santuario della divina presenza,
Arca dell’alleanza,
Porta del cielo,
Stella del mattino,
Salute degli infermi,
Rifugio dei peccatori,
Conforto dei migranti,
Consolatrice degli afflitti,
Aiuto dei cristiani,
Regina degli angeli,
Regina dei patriarchi,
Regina dei profeti,
Regina degli Apostoli,
Regina dei martiri,
Regina dei confessori della fede,
Regina delle vergini,
Regina di tutti i santi,
Regina concepita senza peccato,
Regina assunta in cielo,
Regina del rosario,
Regina della famiglia,
Regina della pace,
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni
delle promesse di Cristo.
PREGHIAMO
Concedi ai tuoi fedeli,
Signore Dio nostro, di godere sempre
la salute del corpo e dello spirito,
per la gloriosa intercessione
di Maria santissima, sempre vergine,
salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Signore Buono e Misericordioso, la cui infinita potestà si stende invincibile su ogni creatura, in virtù della Tua insondabile Misericordia, appiglio di salvezza per ogni uomo, apri i cuori di coloro che sono lontani da Te, degli atei, di chi non ti ha mai conosciuto, di chi si è allontanato da Te, di chi è schiavo del demonio.
Dona loro luce, grazia e libertà, perché possano trovarTi e scieglierTi come Padre, e tornare ad essere Tuoi figli in eterno.
Non permettere che creature figlie del Tuo Amore si perdano.
La Tua volontà vince ogni altra. Trionfa sul demonio e riporta nel Tuo gregge le pecore disperse, affinché tutti uniti possiamo essere fratelli e Tuoi figli.
E insegna a noi come collaborare alla realizzazione della Tua volontà.
Amen.
Lettura della Bibbia.
Signore Dio, creatore dell’universo e mio creatore. Oggi Ti voglio ringraziare perché hai impresso nel mondo un ordine così meraviglioso. Grazie per avere dato fertilità alla madre Terra, che produce per noi ogni sorta di frutti! Grazie per il cibo che viene preparato coi frutti della terra! Padre, sono pieno di gioia per tutte le tue creature, per tutti i frutti, e Ti rendo grazie! Grazie, perché ogni giorno abbiamo bisogno di pane e perché ogni giorno abbiamo bisogno di dissetarci. Padre, grazie perché hai creato il mio organismo in modo tale che possa servirsi ogni giorno dei frutti della terra, per potersi così sviluppare e servirti. Ti rendo grazie, Padre, per coloro che, con la loro intelligenza e con le loro fatiche, scoprono nuove possibilità di vita sulla terra. Grazie per coloro che posseggono tanti beni e ne danno agli altri. Grazie per coloro che nel momento stesso di mangiare questo pane terreno, sentono anche la fame del Pane celeste. Padre, grazie anche per quelli che oggi non hanno di che nutrirsi, poiché sono convinto che manderai loro il tuo aiuto tramite persone piene di bontà! Padre, oggi mi sono deciso a fare il digiuno. Con ciò non intendo disprezzare le cose che Tu hai creato, non intendo rinunciarvi, ma soltanto desidero scoprirle nuovamente. Mi sono deciso per il digiuno, perché hanno digiunato anche i tuoi profeti, perché ha digiunato anche il tuo Figlio Gesù Cristo, i suoi apostoli e i suoi discepoli. Mi sono deciso per il digiuno particolarmente perché ha digiunato anche la tua serva, la beata Vergine Maria Lei stessa mi ha invitato al digiuno:
“Cari figli! Oggi vi invito a cominciare a digiunare con il cuore. Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventata un’abitudine, che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così a lungo in questa parrocchia. Cari figli, digiunate e pregate con il cuore! Grazie per avere risposto alla mia chiamata!”. (20-9-1984)
Padre, Ti offro oggi questa giornata di digiuno. Attraverso il digiuno desidero ascoltare e vivere con pio impegno la tua parola. Desidero, nel corso di questa giornata, imparare ad essere rivolto di più a Te, nonostante le cose che mi circondano. Con questo digiuno, che spontaneamente decido di fare, Ti prego per tutti coloro che soffrono di fame e che a causa di essa fomentano agitazioni nel mondo...
Ti offro questo digiuno anche per la pace del mondo. Le guerre arrivano perché siamo attaccati ai beni materiali: per difenderli o procurarceli, siamo pronti anche ad uccidere. Padre, Ti offro questo digiuno per coloro che sono totalmente schiavi delle cose materiali e non vedono alcun altro valore.
Ti prego per coloro che vivono in contrasto con gli altri, perché sono accecati dalle loro ricchezze. Padre, con questo digiuno aprimi gli occhi, perché possa vedere come tuo dono le cose che ho.
Mi pento per tanta cecità che si è impadronita anche dei miei sensi, per cui non so rendere grazie per le cose che possiedo. Mi pento di ogni cattivo uso dei beni materiali, perché ho apprezzato in modo sbagliato il loro valore. Attraverso il digiuno odierno rendimi capace di vedere più chiaramente Te e gli uomini che mi stanno intorno! Rendimi idoneo ad ascoltare più attentamente la tua parola! Fa che, tramite questo digiuno, cresca oggi il mio amore per Te e per il prossimo! Padre, ho deciso di nutrirmi oggi di solo pane, per comprendere meglio il valore del Pane celeste, la presenza del tuo Figlio nell’Eucaristia. Fa che attraverso il digiuno crescano in me la fede e la fiducia! Padre, mi sono deciso per il digiuno e lo accetto, perché so che in tal modo crescerà in me il desiderio di Te. Con gioia e gratitudine ripenso alle parole del tuo Figlio: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”. Padre, rendimi povero davanti a Te. Dammi la grazia di capire, per mezzo del digiuno, come Tu mi sei necessario! Fa che tramite il digiuno cresca il mio desiderio per Te, che il mio cuore aneli verso di Te, come la cerva anela alle sorgenti dell’acqua e il deserto sospira le nuvole cariche di pioggia!
Padre, fa che attraverso questo digiuno cresca particolarmente in me la comprensione e la solidarietà verso chi ha fame e sete, verso coloro che hanno sufficienti beni materiali! Aiutami a capire ciò che non mi serve delle cose che possiedo, perché me ne possa privare in favore dei miei fratelli e sorelle bisognosi! Padre, Ti prego in special modo di concedermi la grazia di essere cosciente della mia condizione di pellegrino sulla terra, condizione che non mi permetterà, nel momento del passaggio all’altro mondo, di prendere con me nessuna cosa, tranne l’amore e le opere! Fa che, anche quando possiedo dei beni, cresca in me la consapevolezza di non avere nulla di mio, ma che tutto ho ricevuto soltanto per esserne un amministratore fedele. Dammi la grazia, attraverso il digiuno, di diventare più umile e più pronto a compiere la tua volontà! Perciò purificami dall’egoismo e dalla superbia! Con questo digiuno liberami da ogni cattiva abitudine le mie passioni, fa che in me crescano le virtù. Fa che con il digiuno la profondità della mia anima si apra alla tua grazia che questa mi purifichi e mi riempia completamente! Aiutami ad essere sempre simile a tuo Figlio, in ogni azione e in ogni prova, a respingere ogni seduzione, per poter di giorno in giorno divenire sempre più simile a Te e con maggior desiderio ricercare la tua parola!
O Maria, Tu eri completamente libera nel tuo cuore; legata ad alcuna cosa, se non alla volontà del Padre. Implora per me la grazia di fare un digiuno gioioso, nel corso del quale il mio cuore possa cantare con Te il cantico della riconoscenza! Fa che la mia decisione relativa al digiuno sia forte e duratura! Le difficoltà e la fame che sentirò oggi, le voglio offrire per tutti gli uomini, Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione, si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica! Insegnami, o Maria, a digiunare e a pregare, perché un giorno divenga sempre più simile a Te e al tuo Figlio Gesù Cristo, nello Spirito Santo. Amen.
(Padre Slavko Barbaric, OFM.)
Credo mio Dio, - di essere innanzi a te - che mi guardi ed ascolti le mie preghiere.
Tu sei tanto grande e tanto santo: - io ti adoro.
Tu mi hai dato tutto: - io ti ringrazio.
Tu sei stato tanto offeso da me: - io ti chiedo perdono con tutto il cuore.
Tu sei tanto misericordioso: - io ti domando tutte le grazie che vedi utili per me.
Gesù mio, credo che Tu sei nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te;
non permettere che io mi abbia mai a separare da Te.
(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)
Ai tuoi piedi, o mio Gesù,
mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.
Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore,
desidero riceverti nella povera dimora
che ti offre il mio cuore.
In attesa della felicità della comunione sacramentale,
voglio possederti in spirito.
Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te.
Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere,
per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo.
Così sia.
(Card. Rafael Merry del Val)
Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore, ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua Presenza.
Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.
Gesù, Speranza per quelli che si pentono, quanto Pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto Buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?
Né la lingua basta a dirlo, né lo scritto ad esprimere: chi ha provato… può credere che cosa sia amare Gesù!
Sii, Gesù, nostra Gioia, Tu che sei il Premio futuro.
La nostra gloria sia in Te, sempre, per tutti i Secoli.
Amen.
Gesù, ricordo di dolcezza
Sorgente di forza vera al cuore
Ma sopra ogni dolcezza
Dolcezza è la Sua Presenza.
Nulla si canta di più soave
Nulla si ode di più giocondo
Nulla di più dolce si pensa
Che Gesù, Figlio di Dio.
Gesù, speranza di chi ritorna al bene
Quanto sei pietoso verso chi Ti desidera
Quanto sei buono verso chi ti cerca
Ma che sarai per chi ti trova?
Gesù, dolcezza del cuore
Fonte viva, luce della mente
Al di là di qualsiasi gioia
E qualsiasi desiderio.
La bocca non sa dire
La parola non sa esprimere
Solo chi lo prova può credere
Ciò che sia amare Gesù.
Gesù Re ammirabile
E nobile trionfatore,
Dolcezza ineffabile,
Totalmente desiderabile!
Rimani con noi Signore
E illuminaci con la Tua luce,
Dissipa l’oscurità della mente;
Reso puro, riempimi di dolcezza!
Quando visiti il nostro cuore,
Allora brilla su di esso la verità,
Perde valore la vanità del mondo
E dentro arde la Carità.
Riconoscete tutti Gesù,
Chiedete il Suo amore,
Cercate ardentemente Gesù,
Infiammatevi nel cercarLo!
Gesù fiore di Madre Vergine,
Amore della nostra dolcezza:
A Te la lode e l’onore della potenza
E il Regno della beatitudine.
Gesù, suprema bontà,
Gioia straordinaria del cuore,
E insieme tenera benevolenza:
La Tua Carità mi strugge.
Vedo già ciò che ho cercato
Possiedo ciò che ho desiderato;
Languo d’amore, Gesù,
E ardo tutto in cuore.
O Gesù mio dolcissimo
Speranza dell’anima che sospira
Ti cercano le lacrime pietose
E il grido del profondo dell’animo.
Sii, o Gesù, la nostra gioia,
Tu che sarai l’eterno premio;
In te sia la nostra gloria
Per ogni tempo.
Amen.
(San Bernardo di Chiaravalle)
Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.
Signore Dio, creatore dell’universo e mio creatore. Oggi Ti voglio ringraziare perché hai impresso nel mondo un ordine così meraviglioso. Grazie per avere dato fertilità alla madre Terra, che produce per noi ogni sorta di frutti! Grazie per il cibo che viene preparato coi frutti della terra! Padre, sono pieno di gioia per tutte le tue creature, per tutti i frutti, e Ti rendo grazie! Grazie, perché ogni giorno abbiamo bisogno di pane e perché ogni giorno abbiamo bisogno di dissetarci. Padre, grazie perché hai creato il mio organismo in modo tale che possa servirsi ogni giorno dei frutti della terra, per potersi così sviluppare e servirti. Ti rendo grazie, Padre, per coloro che, con la loro intelligenza e con le loro fatiche, scoprono nuove possibilità di vita sulla terra. Grazie per coloro che posseggono tanti beni e ne danno agli altri. Grazie per coloro che nel momento stesso di mangiare questo pane terreno, sentono anche la fame del Pane celeste. Padre, grazie anche per quelli che oggi non hanno di che nutrirsi, poiché sono convinto che manderai loro il tuo aiuto tramite persone piene di bontà! Padre, oggi mi sono deciso a fare il digiuno. Con ciò non intendo disprezzare le cose che Tu hai creato, non intendo rinunciarvi, ma soltanto desidero scoprirle nuovamente. Mi sono deciso per il digiuno, perché hanno digiunato anche i tuoi profeti, perché ha digiunato anche il tuo Figlio Gesù Cristo, i suoi apostoli e i suoi discepoli. Mi sono deciso per il digiuno particolarmente perché ha digiunato anche la tua serva, la beata Vergine Maria Lei stessa mi ha invitato al digiuno:
“Cari figli! Oggi vi invito a cominciare a digiunare con il cuore. Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventata un’abitudine, che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così a lungo in questa parrocchia. Cari figli, digiunate e pregate con il cuore! Grazie per avere risposto alla mia chiamata!”. (20-9-1984)
Padre, Ti offro oggi questa giornata di digiuno. Attraverso il digiuno desidero ascoltare e vivere con pio impegno la tua parola. Desidero, nel corso di questa giornata, imparare ad essere rivolto di più a Te, nonostante le cose che mi circondano. Con questo digiuno, che spontaneamente decido di fare, Ti prego per tutti coloro che soffrono di fame e che a causa di essa fomentano agitazioni nel mondo...
Ti offro questo digiuno anche per la pace del mondo. Le guerre arrivano perché siamo attaccati ai beni materiali: per difenderli o procurarceli, siamo pronti anche ad uccidere. Padre, Ti offro questo digiuno per coloro che sono totalmente schiavi delle cose materiali e non vedono alcun altro valore.
Ti prego per coloro che vivono in contrasto con gli altri, perché sono accecati dalle loro ricchezze. Padre, con questo digiuno aprimi gli occhi, perché possa vedere come tuo dono le cose che ho.
Mi pento per tanta cecità che si è impadronita anche dei miei sensi, per cui non so rendere grazie per le cose che possiedo. Mi pento di ogni cattivo uso dei beni materiali, perché ho apprezzato in modo sbagliato il loro valore. Attraverso il digiuno odierno rendimi capace di vedere più chiaramente Te e gli uomini che mi stanno intorno! Rendimi idoneo ad ascoltare più attentamente la tua parola! Fa che, tramite questo digiuno, cresca oggi il mio amore per Te e per il prossimo! Padre, ho deciso di nutrirmi oggi di solo pane, per comprendere meglio il valore del Pane celeste, la presenza del tuo Figlio nell’Eucaristia. Fa che attraverso il digiuno crescano in me la fede e la fiducia! Padre, mi sono deciso per il digiuno e lo accetto, perché so che in tal modo crescerà in me il desiderio di Te. Con gioia e gratitudine ripenso alle parole del tuo Figlio: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”. Padre, rendimi povero davanti a Te. Dammi la grazia di capire, per mezzo del digiuno, come Tu mi sei necessario! Fa che tramite il digiuno cresca il mio desiderio per Te, che il mio cuore aneli verso di Te, come la cerva anela alle sorgenti dell’acqua e il deserto sospira le nuvole cariche di pioggia!
Padre, fa che attraverso questo digiuno cresca particolarmente in me la comprensione e la solidarietà verso chi ha fame e sete, verso coloro che hanno sufficienti beni materiali! Aiutami a capire ciò che non mi serve delle cose che possiedo, perché me ne possa privare in favore dei miei fratelli e sorelle bisognosi! Padre, Ti prego in special modo di concedermi la grazia di essere cosciente della mia condizione di pellegrino sulla terra, condizione che non mi permetterà, nel momento del passaggio all’altro mondo, di prendere con me nessuna cosa, tranne l’amore e le opere! Fa che, anche quando possiedo dei beni, cresca in me la consapevolezza di non avere nulla di mio, ma che tutto ho ricevuto soltanto per esserne un amministratore fedele. Dammi la grazia, attraverso il digiuno, di diventare più umile e più pronto a compiere la tua volontà! Perciò purificami dall’egoismo e dalla superbia! Con questo digiuno liberami da ogni cattiva abitudine le mie passioni, fa che in me crescano le virtù. Fa che con il digiuno la profondità della mia anima si apra alla tua grazia che questa mi purifichi e mi riempia completamente! Aiutami ad essere sempre simile a tuo Figlio, in ogni azione e in ogni prova, a respingere ogni seduzione, per poter di giorno in giorno divenire sempre più simile a Te e con maggior desiderio ricercare la tua parola!
O Maria, Tu eri completamente libera nel tuo cuore; legata ad alcuna cosa, se non alla volontà del Padre. Implora per me la grazia di fare un digiuno gioioso, nel corso del quale il mio cuore possa cantare con Te il cantico della riconoscenza! Fa che la mia decisione relativa al digiuno sia forte e duratura! Le difficoltà e la fame che sentirò oggi, le voglio offrire per tutti gli uomini, Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione, si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica! Insegnami, o Maria, a digiunare e a pregare, perché un giorno divenga sempre più simile a Te e al tuo Figlio Gesù Cristo, nello Spirito Santo. Amen.
(Padre Slavko Barbaric, OFM.)
Nome del Padre
Richiesta di perdono e perdono agli altri.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
Nome del Padre
Credo
7 Padre Nostro, Ave Maria, Gloria
Cerchiamo di distribuire il libro "Pregare secondo i Messaggi della Madonna a Medjugorje" gratis. Ciò vuol dire che non abbiamo risorse economiche per promuovere e pubblicizzare il progetto, e abbiamo bisogno del tuo aiuto per farlo conoscere a chi possa essere interessato.
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Preghiera, penitenza e opere di carità in preparazione del Natale. Non guardare alle cose materiali.
(per tutto il periodo dell’Avvento)
O Dio eterno, che nella venuta del Tuo Figlio hai riconciliato il mondo lontano dal Tuo Amore, sciogli la durezza del nostro egoismo, perché possiamo celebrare con cuore libero e gioioso il mistero della nascita di Cristo.
Amen.
Celebriamo la Novena di Natale, invocando il Signore, Dio della pace, della misericordia, della carità, del perdono e della bontà.
Lo preghiamo dicendo: “Dio e Signore dell’Universo, nella Tua bontà, fa che siamo uniti, senza falsità e senza finzione, gli uni con gli altri, con il legame della pace e della carità. Consolida la nostra unione con l’azione santificante della Tua conoscenza, con l’aiuto del Tuo unico Figlio, Signore nostro Gesù Cristo.
Amen”
Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Rit. Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Spunterà la radice di Iesse che verrà a giudicare i popoli: i popoli in lui potranno sperare.
Rit. Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Cercate il Signore e confortatevi: cercate sempre il Suo Volto.
Rit. Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Suonate la tromba, o fondamenta della terra: gridate, o monti, nell’Avvento del Signore.
Rit. Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Dite alla figlia di Sion: ecco, il nostro Salvatore verrà con potenza.
Rit. Stillate cieli dall’alto, e le nubi piovano la giustizia, si apra la terra e produca la salvezza.
Preghiamo
Aiuta il Tuo popolo, o Dio di bontà infinita, e donaci di arrivare con gioia alla nascita gloriosa del Figlio Tuo unigenito.
Amen.
29 novembre – primo giorno
Invocazione d’aiuto a Maria
O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mira mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza.
Amen.
3 Ave Maria
30 novembre – secondo giorno
Ti saluto, o Maria
Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode. Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l’infermità dell’anima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi.
Amen.
3 Ave Maria
1 dicembre – terzo giorno
Ottienimi un cuore fedele
Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo.
Amen.
3 Ave Maria
2 dicembre – quarto giorno
Aiutaci, o Madre
Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli.
Amen.
3 Ave Maria
3 dicembre – quinto giorno
Salvaci, o Maria!
O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa’ che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità. O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore. Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgi-da come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore.
Amen.
3 Ave Maria
4 dicembre – sesto giorno
Tu, o Maria
Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fragranza, giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude a salute dei mortali. Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie. Ave purissima! Vergine Madre! Degna di lode e di venerazione, fonte d’acque zampillanti, tesoro d’innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo.
Amen.
3 Ave Maria
5 dicembre – settimo giorno
Ricordati dei tuoi figli
Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata “aiuto dei Pastori”, proteggi e assisti i vescovi nella loro missione apostolica, e quanti, sacerdoti, religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica. Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora presso Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità. Ricordati di coloro che versano nelle tribo-lazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono perse-cuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà.
Amen.
3 Ave Maria
6 dicembre – ottavo giorno
O Padre Misericordioso
Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Ver-gine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo. Ti ringraziamo perché l’hai preservata da ogni peccato, l’hai riempita di ogni dono di grazia, l’hai congiunta all’opera di redenzione del tuo Figlio e l’hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristia-na, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato.
Amen.
3 Ave Maria
7 dicembre – nono giorno
Chinati su di noi
Ascolta, o prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe dolo-ranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custo-disci il fiore della purezza nei giovani, pro-teggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà... Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo.
Amen.
3 Ave Maria
Primo giorno – 16 dicembre
Siate forti, non temete. Dio viene e vi salva
Proposta di lettura
Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saròn.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
“Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.
(Is. 35, 1- 4.10)
Signore Gesù, mancano ancora pochi giorni alla tua venuta. Noi tutti ti aspettiamo con gioia. Vieni presto, Gesù e resta sempre con noi.
Secondo giorno – 17 dicembre
Eccomi. Sono la serva del Signore.
Proposta di lettura
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.
(Lc 1,26-38)
O Maria, Mamma di Gesù e Mamma nostra, prepara il nostro cuore ad accogliere Gesù, nostro Salvatore e Fratello.
Terzo giorno – 18 dicembre
Giuseppe fece come l’Angelo gli aveva ordinato.
Proposta di lettura
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
(Mt. 1,18-24)
San Giuseppe, tu hai atteso con trepidazione e con amore la nascita del bambino Gesù. Fa’ che anche noi ci prepariamo ad accoglierlo come te. Grazie.
Quarto giorno – 19 dicembre
Io sarò con voi.
Proposta di lettura
Gioisci, figlia di Sion,
esulta, Israele,
e rallegrati con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non vedrai più la sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
“Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente.
Esulterà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
si rallegrerà per te con grida di gioia,
In quel tempo io vi guiderò,
in quel tempo vi radunerò
e vi darò fama e lode
fra tutti i popoli della terra,
quando, davanti ai vostri occhi,
ristabilirò le vostre sorti, dice il Signore
(Sof. 3,14-17.20)
Vieni presto, Gesù. Tutta la Chiesa è unita nella preghiera, in preparazione della tua venuta. Dacci un cuore puro e colmo di amore perché tu possa trovarti bene in mezzo a noi.
Quinto giorno – 20 dicembre
Gesù porterà la giustizia ai popoli.
Proposta di lettura
Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.
Proclamerà il diritto con fermezza;
non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra;
e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
Così dice il Signore Dio
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
da’ il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
“Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
(Is. 42,1-7)
Gesù, si avvicina sempre più il giorno del tuo arrivo. Tu vieni per la salvezza nostra e di tutti gli uomini del mondo. Ti preghiamo, Gesù, fa’ che tutti ti accolgano con gioia come loro Signore e Salvatore.
Sesto giorno – 21 dicembre
Gesù abitò fra noi.
Proposta di lettura
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
(Gv. 1,1-14)
O Gesù, quando sei venuto nel mondo non hai trovato chi fosse pronto a riceverti. Non vogliamo che succeda ancora così. Non vogliamo che ci sia chi dice: «Non c’è posto per te». Per questo ti preghiamo.
Settimo giorno – 22 dicembre
Ecco il vostro Dio viene.
Proposta di lettura
Sali su un alto monte,
tu che rechi liete notizie in Sion;
alza la voce con forza,
tu che rechi liete notizie in Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annunzia alle città di Giuda: “Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
con il braccio egli detiene il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e i suoi trofei lo precedono.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul seno
e conduce pian piano le pecore madri”.
(Is. 40,9-11)
Gesù, il nostro cuore è in festa perché siamo ormai vicini al tuo Natale. Vogliamo ringraziarti per la tua venuta e ti diciamo: «Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli».
Ottavo giorno – 23 dicembre
Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo.
Proposta di lettura
Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene.
(Rm.10,13-15)
Noi siamo fortunati, Gesù, perché ti conosciamo e siamo felici di aspettarti. Ma ci sono tanti fratelli nel mondo che ancora non sanno niente di te. Manda loro santi missionari a farti conoscere e accogliere perché tu sei il Salvatore di tutti.
Nono giorno – 24 dicembre
Maria diede alla luce Gesù.
Proposta di lettura
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
(Lc. 2,1-7)
Noi ti lodiamo e ti benediciamo, Gesù. Ti diciamo con il cuore in festa: «Benvenuto nel mondo». E, insieme ai tuoi angeli, cantiamo:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati da Dio». Amen. Alleluia.
O santa Madre di Dio che, accogliendo il messaggio dell’angelo, hai concepito il Verbo, hai dato il consenso con la fede, hai generato il Figlio con la carne, trepidando per la presenza divina, ma fiduciosa nell’aiuto della grazia: accogli le richieste del tuo popolo, tu che puoi, ed esaudisci ampiamente le preghiere di ciascuno, affinché, accogliendo nel tuo grembo materno tutti coloro che, esuli nel viaggio della vita, si rifugiano in te con speranza sicura, li presenti salvi al Signore Gesù Cristo, tuo Figlio.
Alcune indicazioni pratiche prima della preghiera:
Scegliamo adeguatamente il luogo della preghiera, consigliamo di tenere la casa in penombra, possibilmente illuminata con dei ceri o candele. La preghiera può avere luogo o vicino al presepe o in altro luogo, e da qui muovere verso il presepe in processione.
Lo schema è pensato per essere pregato da più persone, affidando ad una il ruolo di guida e alle altre alcune parti da leggere, però potrebbe essere pregato anche tutto di seguito nel caso di una preghiera personale.
Guida: Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Guida: Sia benedetto Dio che ci illumina con la Nascita del Cristo,
e ci offre la gioia di essere figli nel Figlio.
Sia benedetto ora e sempre.
Tutti ripetono: Sia benedetto ora e sempre.
Guida: Il Natale è la celebrazione del mistero dell’incarnazione di Dio, Egli si rivela a noi nel volto e nella storia di Gesù: Natale è Lui, il Dio con noi, l’Emmanuele. Ponendo il Bambinello nel presepe ci ricordiamo che Dio viene a noi, ma noi siamo disposti ad accoglierlo? Apriamo il cuore, la mente, le mani per incontrare il Salvatore. Insieme preghiamo questo inno.
Tutti:O Redentore dell’uomo discendi vieni e rivela il mistero, cosa si celi in un cuore di carne, quanto egli ami la nostra natura.
Il Padre, il Verbo, lo Spirito dicano: “Facciamo l’uomo ancora e per sempre”! È lui l’immagine vera, perfetta, l’ultimo frutto, il nato da Vergine.
Ormai la terra, il mare, le stelle e quanto vive quaggiù sotto il cielo il canto innalzino a lui che viene, al benedetto nel nome di Dio.
A te, Gesù, che il Padre riveli e sveli insieme il nostro destino. A te che nuove le cose rifai
il nostro canto di grazie e di lode.
Guida: ascoltiamo ora il brano del Vangelo di Luca che ci racconta la nascita di Gesù.
Un lettore: Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per Maria i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»
(Lc 2,5-14)
Noi ti lodiamo e ti benediciamo, Gesù. Ti diciamo con il cuore in festa: «Benvenuto nel mondo». E, insieme ai tuoi angeli, cantiamo:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati da Dio». Amen. Alleluia.
O santa Madre di Dio che, accogliendo il messaggio dell’angelo, hai concepito il Verbo, hai dato il consenso con la fede, hai generato il Figlio con la carne, trepidando per la presenza divina, ma fiduciosa nell’aiuto della grazia: accogli le richieste del tuo popolo, tu che puoi, ed esaudisci ampiamente le preghiere di ciascuno, affinché, accogliendo nel tuo grembo materno tutti coloro che, esuli nel viaggio della vita, si rifugiano in te con speranza sicura, li presenti salvi al Signore Gesù Cristo, tuo Figlio.
Se è il caso possiamo leggere anche questo breve commento di san Leone Magno Papa.
Un lettore: Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.
A questo punto si può vivere la processione del Bambinello fino al luogo del presepe, oppure semplicemente deporre il Bambinello nel presepe, senza processione.
Sarebbe opportuno accompagnare questo momento cantando insieme un brano tradizionale (Tu scendi dalle stelle, Astro del Ciel, o altro).
Di fronte al presepe ci fermiamo qualche istante in silenzio e in contemplazione poi riprendiamo la preghiera.
Guida: In questa notte inizia il tempo nuovo per noi. Il Padre, in Gesù, ha uno sguardo nuovo verso la nostra umanità. Ora, attraverso gli occhi del Figlio, anche noi avremo la possibilità di guardare con uno sguardo nuovo la vita. Per questo allarghiamo il nostro orizzonte e preghiamo per tutti dicendo: Re della pace, ascoltaci.
Tutti ripetono: Re della pace, ascoltaci
Diversi lettori si possono alternare:
Gesù Bambino, ti contempliamo nel presepe e ti riconosciamo principe della pace,
condividi questo dono prezioso con la tua Chiesa
e con il mondo intero. Ti preghiamo.
Gesù Bambino, la tua nascita non è stata semplice,
accompagna e sostieni tutti coloro che si trovano nella sofferenza, perché in Te possano ritrovare speranza. Ti preghiamo.
Gesù Bambino, tu sei nato al freddo e al gelo, con la compagnia di un bue ed un asinello,
visita e conforta chi si sente solo o isolato,
ed aiuta anche noi a farci compagni di cammino. Ti preghiamo.
Gesù Bambino, tu sei nato nella semplicità e nell’umiltà,
custodisci chi si trova ad affrontare la povertà,
e ricorda a noi che tu ci aspetti in ogni fratello in difficoltà. Ti preghiamo.
Gesù Bambino, la tua nascita è avvenuta lontano da casa,
proteggi tutti gli esuli, i profughi e i migranti,
perché nel loro viaggio di speranza trovino una meta accogliente. Ti preghiamo.
Gesù Bambino, il tuo sorriso apre le porte del paradiso, accogli tutti gli agonizzanti nel tuo abbraccio
e apri loro il regno dei cieli. Ti preghiamo.
Se lo si desidera si possono aggiungere liberamente preghiere spontanee.
Guida: E ora, insieme, preghiamo la preghiera che lo stesso Gesù ci ha insegnato:
Tutti: PADRE NOSTRO.
Guida: Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Tutti: Amen.
E tutti fanno un segno di croce a conclusione della preghiera.
Chi presiede:
Sia benedetto il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
O Dio, vieni a salvarci.
Signore, vieni presto in nostro aiuto.
Gloria
Alleluia.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
Non avete visto, pastori, un forte, non avete visto legioni di uomini; quelli hanno carri e cavalli, colui che è nato ha il Signore.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
La donna ha dato alla luce un bambino, lo hanno deposto in una mangiatoia, nella città di Betlem di Giudea non c’era alcun posto per lui.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
Quel bambino che è nato è un segno, con lui sorge un cielo nuovo, con lui spunta una terra nuova, viene proclamato il tempo del Signore.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
Giuseppe lo portò in terra d’Egitto, ma dall’Egitto il figlio fu chiamato ed andò ad abitare a Nazaret, ed egli sarà chiamato Nazareno.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
Lo Spirito del Signore è su di lui, lo ha mandato per i poveri ed i ciechi, per i prigionieri e i contriti di cuore: oggi la promessa è compiuta.
Pastori dite chi avete visto: annunciate chi è nato sulla terra!
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Hai moltiplicato la grazia e l’allegria, hai accresciuto la loro letizia, e come si rallegrano durante il raccolto, gioiscono davanti al tuo volto.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Infatti il giogo che pesava sopra il popolo, che opprimeva la sua spalla, il bastone nelle mani del suo aguzzino è stato ormai spezzato.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio; il dominio e la potenza saranno sulle sue spalle, Dio della pace è il suo nome.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Egli viene a stabilire un regno nuovo, nella casa di Davide suo servo, per consolidare e rafforzare la giustizia nella lode dei popoli.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Cristo, nostro salvatore, unico Figlio, nato dal Padre. La parola s’è fatta carne, nel seno della vergine Maria.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Sei speranza eterna per noi, luce e splendore del Padre, ed accogli la preghiera dei tuoi poveri figli nel mondo.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Questo giorno cielo, terra e mare lodano colui che ti ha inviato, ogni cosa che è in essi esultò nel vedere la tua nascita.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Anche noi in questo giorno celebriamo la tua venuta, col tuo sangue ci hai riscattato e per questo cantiamo un inno nuovo.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che egli ama.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Non abbiate paura.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Non abbiate paura, vi porto una buona notizia, sarà gioia grande per tutto il popolo.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore che è Cristo Signore.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Troverete un bambino avvolto in fasce adagiato in una mangiatoia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Da Betlem Efrata di Giudea, uscirà il salvatore del popolo di Dio.
Alleluia, alleluia, alleluia.
È nato a Betlem, abitò a Nazaret, predicò in Galilea e salì a Gerusalemme.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Kyrie eleison,
Christe eleison,
Kyrie eleison.
Chi presiede: Signore insegnaci a pregare:
Padre nostro.
Inno
Fermatevi genti dal vostro lavoro, venite, venite in Betlem.
Nato è il Signore Dio dell’universo.
Venite da ogni luogo voi che cercate pace,
è nato il salvatore, è il Signore.
(Recitata 33 volte il Venerdì Santo, il 2 novembre, il 25 dicembre libera 33 Anime del Purgatorio.
Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5.
Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI)
Ti adoro o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo di Gesù Cristo,
coperta e tinta del Suo Preziosissimo Sangue.
Adoro Te mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa,
per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen
Domenica tra Natale Capodanno o, in mancanza 30 dicembre.
O Dio, nostro creatore e Padre,
tu hai voluto che il tuo Figlio,
generato prima dell’aurora del mondo,
divenisse membro dell’umana famiglia;
ravviva in noi la venerazione
per il dono e il mistero della vita,
perché i genitori si sentano partecipi
della fecondità del tuo amore,
e i figli crescano in sapienza, pietà e grazia,
rendendo lode al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
O Dio, nostro Padre, che nella santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita,
fa’ che nelle nostre famiglie
fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa possiamo godere la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio , che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Te Deum laudámus:
te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem,
omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli,
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim
incessábili voce proclámant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus,
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra
maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus apostolòrum chorus,
te prophetárum laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus
laudat exércitus.
Te per orbem terrárum
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum et únicum Fílium;
Sanctum quoque Paráclitum Spíritum.
Tu rex glóriæ, Christe.
Tu Patris sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem,
non horrúisti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo,
aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes,
in glória Patris.
Iudex créderis esse ventúrus.
Te ergo quǽsumus,
tuis fámulis súbveni,
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis
in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine,
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, et extólle illos
usque in ætérnum.
Per síngulos dies benedícimus te;
et laudámus nomen tuum
in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
Dignáre, Dómine,
die isto sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos,
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi:
non confúndar in ætérnum
Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno
1 gennaio
O dolce Madre del Signore, su Te modello la mia vita, tu sei per me un’aurora radiosa, estasiata m’immergo tutta in Te.
O Madre, o Vergine Immacolata, in Te si riflette per me il raggio di Dio.
Tu m’ insegni ad amare il Signore nelle tempeste, Tu sei il mio scudo e la mia difesa dai nemici.
(Santa Faustina Kowalska)
6 gennaio
O Dio, che in questo giorno con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatti partecipi.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(domenica successiva all’epifania)
O Padre, che nel battesimo del Giordano, con l’autorità della tua voce e la discesa dello Spirito, ci hai presentato solennemente il Signore Gesù come l’Unigenito che tu ami, dona a chi, rigenerato dall’acqua e dallo Spirito è diventato tuo figlio, di vivere senza smarrimenti secondo il tuo disegno di amore.
Amen.
Largamente la tua paterna benedizione discenda dal cielo, o Dio, sulla tua Chiesa; conferma nella fedeltà a te chi è stato purificato dalle colpe e rigenerato dallo Spirito, e ravviva ogni giorno in noi la grazia battesimale.
Amen.
(2 febbraio)
O Maria, tu oggi sei salita umilmente al Tempio, portando il tuo divin Figlio e lo hai offerto al Padre per la salvezza di tutti gli uomini.
Oggi lo Spirito Santo ha rivelato al mondo che Cristo è la gloria di Israele e la luce delle genti.
Ti preghiamo, o Vergine santa, presenta anche noi, che pure siamo tuoi figli, al Signore, e fa’ che, rinnovati nello spirito,
possiamo camminare nella luce di Cristo finché lo incontreremo glorioso nella vita eterna.
Amen.
(11 febbraio)
O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso.
Amen.
3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.
Mobile
Signore Gesù, inizia il tempo di quaresima.
Un periodo per stare con te in modo speciale, per pregare, per digiunare, seguendoti così nel tuo cammino verso Gerusalemme, verso il Golgota e verso la vittoria finale sulla morte.
Sono ancora così diviso!
Voglio veramente seguirti, ma nel contempo voglio anche seguire i miei desideri e prestare orecchio alle voci che parlano di prestigio, di successo, di rispetto umano, di piacere, di potere e d’influenza.
Aiutami a diventare sordo a queste voci e più attento alla tua voce, che mi chiama a scegliere la via stretta verso la vita.
So che la Quaresima sarà un periodo difficile per me.
La scelta della tua via dev’essere fatta in ogni momento della mia vita.
Devo scegliere pensieri che siano i tuoi pensieri, parole che siano le tue parole, azioni che siano le tue azioni.
Non vi sono tempi o luoghi senza scelte.
E io so quanto profondamente resisto a scegliere te.
Ti prego, Signore: sii con me in ogni momento e in ogni luogo.
Dammi la forza e il coraggio di vivere questo periodo con fedeltà, affinché, quando verrà la Pasqua, io possa gustare con gioia la vita nuova che tu hai preparato per me.
Amen.
(J.M. Nouwen)
Mobile
O Dio onnipotente ed eterno, che non desideri la morte del peccatore, ma Ti lasci muovere a compassione da chi si umilia, considera, con la Tua infinita bontà, la debolezza dell’umana natura, e soccorrici, affinché, riconoscendo che siamo polvere e che, in conseguenza della disobbedienza umana, ritorneremo polvere, meritiamo di ottenere dalla Tua Misericordia il perdono di tutti i peccati, e il premio promesso a coloro che fanno penitenza.
Aiutaci, o Dio nostra salvezza, perché, con una vita migliore, ripariamo il male che abbiamo fatto.
Ascolta le nostre suppliche, o Signore, poiché la tua misericordia è piena di benevolenza.
Mobile
(pregare uniti a Gesù sulla Sua via Crucis)
Si recita il Credo
Il nostro vanto è nella croce di Gesù
La passione del Signore nostro Gesù Cristo è pegno sicuro di gloria e insieme ammaestramento di pazienza.
Che cosa mai non devono attendersi dalla grazia di Dio i cuori dei fedeli! Infatti il Figlio unigenito di Dio, coeterno al Padre, sembrandogli troppo poco nascere uomo dagli uomini, volle spingersi fino al punto di morire quale uomo e proprio per mano di quegli uomini che aveva creato lui stesso.
Gran cosa è ciò che ci viene promesso dal Signore per il futuro, ma è molto più grande quello che celebriamo ricordando quanto ha già compiuto per noi. Dove erano e che cosa erano gli uomini, quando Cristo morì per i peccatori?
Come si può dubitare che egli darà ai suoi fedeli la sua vita, quando per essi non ha esitato a dare anche la sua morte? Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini? Chi è infatti Cristo, se non quel Verbo “che era in principio e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”? (Gv 1, 1). Ebbene, questo Verbo di Dio “si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14). Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui non aveva nulla da cui ricevere la morte. Donde lo stupefacente scambio: fece sua la nostra morte e nostra la sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte di Cristo.
Prese su di sé la morte che trovò in noi e così assicurò quella vita che da noi non può venire. Ciò che noi avevamo meritato per il peccato, lo scontò colui che era senza peccato. E allora non ci darà ora quanto meritiamo per giustizia, lui che è l’artefice della giustificazione? Come non darà il premio ai santi, lui, fedeltà personificata, che senza colpa sopportò la pena dei cattivi? Confessiamo, perciò, o fratelli, senza timore, anzi proclamiamo che Cristo fu crocifisso per noi. Diciamolo, non già con timore, ma con gioia; non con rossore, ma con fierezza. L’apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria. Poteva celebrare le più grandi e affascinanti imprese del Cristo.
Poteva gloriarsi richiamando le eccelse prerogative del Cristo, presentandolo quale creatore del mondo in quanto Dio con il Padre, e quale padrone del mondo in quanto uomo simile a noi. Tuttavia non disse altro che questo: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal 6, 14).
(Sant’Agostino)
V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.
La Via della Croce è la via della vita. Essa è al centro del mistero della salvezza, del grande amore di Dio, il quale amandoci ha dato per noi il suo Figlio. Seguendo Cristo, percorriamo l’itinerario del dolore che sboccia in gioia, della crocifissione che prepara la risurrezione, della morte che si muta in vita.
Percorriamo e meditiamo questo cammino di salvezza in comunione con la Chiesa, nella quale perennemente si rinnova il martirio del suo Capo e suo Sposo.
Breve pausa di silenzio
Preghiamo.
O Dio, che hai redento l’uomo col sangue prezioso del tuo Figlio unigenito concedi a tutti noi la sapienza della croce per celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio e gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Gesù è condannato a morte
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 10-19
[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù] per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: “Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?”. Ed essi di nuovo gridarono: “Crocifiggilo!”. Ma Pilato diceva loro: “Che male ha fatto?”. Allora essi gridarono più forte: “Crocifiggilo!”. E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: “Salve, re dei Giudei!”. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
LA FEDE DELLA CHIESA
“Il Mistero pasquale della croce e della Risurrezione di Cristo è al centro della Buona Novella che gli Apostoli, e la Chiesa dopo di loro, devono annunziare al mondo. Il disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte redentrice del Figlio suo Gesù Cristo.
La Chiesa resta fedele all’ “interpretazione di tutte le Scritture” data da Gesù stesso sia prima, sia dopo la sua Pasqua: “Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” (Lc 24,26-27; Lc 24,44-45). Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato “riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi” (Mc 8,31), i quali lo hanno consegnato “ai pagani” perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20,19)”.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 571-572]
MEDITAZIONE
La sentenza di Pilato fu emessa sotto la pressione dei sacerdoti e della folla. La condanna a morte per crocifissione avrebbe dovuto soddisfare le loro passioni ed essere la risposta al grido: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!” (Mc 15, 13-14 ecc.). Il pretore romano pensò di sottrarsi alla sentenza lavandosi le mani, come si era disimpegnato prima dalle parole del Cristo che aveva identificato il suo regno con la verità, con la testimonianza alla verità (Gv 18, 38). Nell’uno e nell’altro caso Pilato cercava di conservare l’indipendenza, di restare in qualche modo “in disparte”. Ma erano solo apparenze. La Croce alla quale fu condannato Gesù di Nazaret (Gv 19, 16), come pure la sua verità del regno (Gv 18, 36-37), dovevano toccare la profondità dell’anima del pretore romano. Questa fu ed è una realtà di fronte alla quale non si può restare in disparte o al margine. Il fatto che Gesù , Figlio di Dio, sia stato interrogato sul suo regno, che per questo sia stato giudicato dall’uomo e condannato a morte, costituisce il principio di quella testimonianza finale di Dio che tanto ha amato il mondo. Noi ci troviamo di fronte a questa testimonianza e sappiamo che non ci è lecito lavarci le mani.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Dio, Padre nostro, effondi sempre più largamente in noi i benefici della tua redenzione e donaci di condividere la passione di Cristo per aver parte, un giorno, alla sua gloria di vincitore risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Padre nostro
Stabat Mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
Gesù è caricato della Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 12-16
Pilato cercava di liberare [Gesù]; ma i Giudei gridarono: “Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare”. Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “Via, via, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposero i sommi sacerdoti: “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
LA FEDE DELLA CHIESA
Tra le autorità religiose di Gerusalemme non ci sono stati solamente il fariseo Nicodemo o il notabile Giuseppe di Arimatea ad essere, di nascosto, discepoli di Gesù, ma a proposito di lui sono sorti dissensi per lungo tempo al punto che alla vigilia stessa della sua passione, san Giovanni può dire di essi che “molti credettero in lui” anche se in maniera assai imperfetta (Gv 12,42). La cosa non ha nulla di sorprendente se si tiene presente che all’indomani della Pentecoste “un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede” (At 6,7) e che “alcuni della setta dei farisei erano diventati credenti” (At 15,5) al punto che san Giacomo può dire a san Paolo che “parecchie migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla Legge” (At 21,20).
Le autorità religiose di Gerusalemme non sono state unanimi nella condotta da tenere nei riguardi di Gesù. I farisei hanno minacciato di scomunica coloro che lo avrebbero seguito. A coloro che temevano che tutti avrebbero creduto in lui e i Romani sarebbero venuti e avrebbero distrutto il loro Luogo santo e la loro nazione il sommo sacerdote Caifa propose profetizzando: È “meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera” (Gv 11,49-50). Il Sinedrio, avendo dichiarato Gesù “reo di morte” (6,66) in quanto bestemmiatore, ma avendo perduto il diritto di mettere a morte, consegna Gesù ai Romani accusandolo di rivolta politica, cosa che lo metterà alla pari con Barabba accusato di “sommossa” (Lc 23,19).
Sono anche minacce politiche quelle che i sommi sacerdoti esercitano su Pilato perché egli condanni a morte Gesù.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 595-596]
MEDITAZIONE
Ha inizio l’esecuzione, cioè l’attuazione della sentenza. Cristo condannato a morte deve essere caricato della Croce come gli altri due condannati che devono subire la stessa pena:” fu annoverato tra i malfattori” (Is 53, 12). Cristo s’avvicina alla Croce avendo tutto il corpo terribilmente straziato e contuso, col sangue che gli scorre sul volto dal capo coronato di spine. Ecce Homo! (Gv 19, 5). È in Lui tutta la verità del Figlio dell’uomo predetta dai profeti, la verità sul servo di Jahvé annunciata da Isaia: “Fu piagato per le nostre iniquità ... le sue piaghe ci hanno guariti” (Is 53, 5). È in Lui anche presente una certa conseguenza, che suscita stupore, di ciò che l’uomo ha fatto col suo Dio. Pilato dice: “Ecce Homo” (Gv 19, 5): “Guardate ciò che avete fatto di quest’uomo!”. In questa affermazione sembra parlare un’altra voce, che pare voler dire: “Guardate cosa avete fatto in quest’uomo col vostro Dio!”. È commovente l’avvicinamento, l’interferenza di questa voce che sentiamo attraverso la storia con ciò che giunge a noi mediante la consapevolezza della fede. Ecce Homo! Gesù “chiamato Messia” (Mt 27, 17) prende la Croce sulle sue spalle (Gv 19, 17). L’esecuzione è iniziata.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Dio, donaci spirito di carità e di pace perché l’offerta della vita, compiuta da Cristo a salvezza del mondo, si prolunghi nella memoria e nell’amore fraterno dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro
Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransivit gladius.
Gesù cade per la prima volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-8
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
LA FEDE DELLA CHIESA
“Tenendo conto della complessità storica del processo di Gesù espressa nei racconti evangelici, e quale possa essere il peccato personale dei protagonisti del processo (Giuda, il Sinedrio, Pilato), che Dio solo conosce, non si può attribuirne la responsabilità all’insieme degli Ebrei di Gerusalemme, malgrado le grida di una folla manipolata e i rimproveri collettivi contenuti negli appelli alla conversione dopo la Pentecoste. Gesù stesso perdonando sulla croce e Pietro sul suo esempio, hanno riconosciuto l’ “ignoranza” (At 3,17) degli Ebrei di Gerusalemme ed anche dei loro capi. Ancor meno si può, a partire dal grido del popolo: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli” (Mt 27,25) che è una formula di ratificazione, estendere la responsabilità agli altri Ebrei nel tempo e nello spazio. Molto bene la Chiesa ha dichiarato nel Concilio Vaticano II: “Quanto è stato commesso durante la Passione non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo. . . Gli Ebrei non devono essere presentati né come rigettati da Dio, né come maledetti, come se ciò scaturisse dalla Sacra Scrittura” [NA 4]. Tutti i peccatori furono gli autori della Passione di Cristo”
[Catechismo della Chiesa Cattolica 597]
MEDITAZIONE
Gesù cade sotto la Croce. Cade per terra. Non ricorre alle sue forze sovrumane, non ricorre alla potenza degli angeli. “Credi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?” (Mt 26, 53). Non chiede questo. Avendo accettato il calice dalle mani del Padre (Mc 14, 36 ecc.), vuole berlo fino in fondo. Vuole proprio questo. E perciò non pensa ad alcuna forza sovrumana, benché esse siano a sua disposizione. Possono provare dolorosa meraviglia coloro che l’avevano visto quando comandava alle umane infermità , alle mutilazioni, alle malattie, alla morte stessa. Ed ora? Nega Lui tutto questo? Eppure “noi speravamo” , diranno qualche giorno dopo i discepoli di Emmaus “Se tu sei il Figlio di Dio...” (Mt 27, 40), lo provocheranno i membri del Sinedrio: “Ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso” (Mc 15, 31; Mt 27, 42), griderà la folla. E Lui accetta queste frasi provocatorie, che sembrano annullare tutto il senso della sua missione, dei discorsi pronunciati, dei miracoli fatti. Accetta tutte queste parole, ha deciso di non opporsi. Vuole essere oltraggiato. Vuole vacillare. Vuole cadere sotto la Croce. Vuole. È fedele fino alla fine, fino nei minimi particolari a questa affermazione: “Non si faccia quello che io voglio, ma quello che vuoi Tu” (cf. Mc 14, 36 ecc.). Dio trarrà la salvezza dell’umanità dalle cadute di Cristo sotto la Croce.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Guarda, o Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio.
Egli vive e regna per i secoli eterni.
Amen
Padre nostro
O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater Unigeniti!
Gesù incontra sua Madre
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35. 51
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
[…] Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
LA FEDE DELLA CHIESA
“La Chiesa, nel magistero della sua fede e nella testimonianza dei suoi santi, non ha mai dimenticato che “ogni singolo peccatore è realmente causa e strumento delle sofferenze” del divino Redentore [Catechismo Romano, 1, 5, 11;]. Tenendo conto del fatto che i nostri peccati offendono Cristo stesso, la Chiesa non esita ad imputare ai cristiani la responsabilità più grave nel supplizio di Gesù, responsabilità che troppo spesso essi hanno fatto ricadere unicamente sugli Ebrei.
È chiaro che più gravemente colpevoli sono coloro che più spesso ricadono nel peccato. Se infatti le nostre colpe hanno tratto Cristo al supplizio della croce, coloro che si immergono nell’iniquità crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono con un delitto ben più grave in loro che non negli Ebrei. Questi infatti - afferma san Paolo non avrebbero crocifisso Gesù se lo avessero conosciuto come re divino. Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici.
E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati [San Francesco d’Assisi, Admonitio, 5, 3]”.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 598]
MEDITAZIONE
La Madre.
Maria incontra il Figlio sulla via della Croce. La croce di Lui diventa la croce di Lei, l’umiliazione di Lui è la sua, l’obbrobrio pubblico diviene quello di Lei. E’ l’umano ordine delle cose. Così lo debbono sentire coloro che la circondano e così lo coglie il suo cuore: “...A te pure una spada trapasserà l’anima” (Lc 2, 35). Le parole dette quando Gesù aveva quaranta giorni si adempiono in questo momento. Esse raggiungono ora la pienezza totale. E Maria va, trafitta da questa invisibile spada, verso il Calvario di suo Figlio, verso il proprio Calvario. La devozione cristiana la vede con questa spada nel cuore e così la dipinge e scolpisce. Madre dolorosa!
“O Tu che hai compatito con Lui!” , ripetono i fedeli, consapevoli nell’intimo proprio così si deve esprimere il mistero di questa sofferenza. Benché questo dolore le appartenga e la tocchi nella stessa profondità della sua maternità, tuttavia la verità piena di questa sofferenza viene espressa con la parola compassione. Ella appartiene allo stesso mistero: esprime in qualche modo l’unità con la sofferenza del Figlio.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Signore nel devoto ricordo della Beata Vergine Maria, data a noi come madre dolcissima presso la croce di Gesù tuo Figlio, aiutaci a completare in noi per la, Santa Chiesa, ciò che manca alla passione di Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Padre nostro
Quæ mærebat et dolebat
pia mater, cum videbat
Nati pœnas incliti.
Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 21-22
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio.
LA FEDE DELLA CHIESA
“La morte violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal suo primo discorso di Pentecoste: “Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio” (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno “consegnato” Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza da Dio.
Tutti i momenti del tempo sono presenti a Dio nella loro attualità. Egli stabilì dunque il suo disegno eterno di “predestinazione” includendovi la risposta libera di ogni uomo alla sua grazia: “Davvero in questa città si radunarono insieme contro il tuo santo servo Gesù, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d’Israele per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse” (At 4,27-28). Dio ha permesso gli atti derivati dal loro accecamento al fine di compiere il suo disegno di salvezza.”
[Catechismo della Chiesa Cattolica 599]
MEDITAZIONE
Simone di Cirene, chiamato a portare la Croce, certamente non la voleva portare. E’ stato quindi costretto. Egli camminava accanto al Cristo sotto lo stesso peso. Gli prestava le sue spalle quando le spalle del condannato sembravano troppo deboli. Gli era vicino: più vicino di Maria, più vicino di Giovanni, il quale, anche se uomo, non è stato chiamato per aiutarlo. Hanno chiamato lui, Simone di Cirene, padre di Alessandro e Rufo, come riporta il vangelo di Marco (Mc 15, 21). L’hanno chiamato, l’hanno costretto. Quanto è durata questa costrizione? Per quanto tempo gli ha camminato accanto, mostrando che niente lo univa al condannato, alla sua colpa, alla sua pena? Per quanto tempo è andato così, interiormente diviso, con una barriera di indifferenza verso l’Uomo che soffriva? “Ero nudo, ebbi sete, ero carcerato, ho portato la Croce...” e: l’hai portata con me?... davvero fino alla fine l’hai portata con me? Non si sa. San Marco riporta solo il nome dei figli del Cireneo e la tradizione sostiene che appartenevano alla comunità dei cristiani vicina a san Pietro.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Scenda su noi largamente, o Dio, la tua benedizione; nei misteri della passione redentrice, donaci di aprire il cuore alla salvezza conquistata da Cristo, nostro Signore e nostro Dio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Padre nostro
Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
La Veronica asciuga il volto di Gesù
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.
LA FEDE DELLA CHIESA
“La libera offerta che Gesù fa di se stesso ha la sua più alta espressione nella Cena consumata con i Dodici Apostoli nella “notte in cui veniva tradito” (1Cor 11,23). La vigilia della sua passione, Gesù, quand’era ancora libero, ha fatto di quest’ultima Cena con i suoi Apostoli il memoriale della volontaria offerta di sé al Padre per la salvezza degli uomini: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” (Lc 22,19). “Questo è il mio Sangue dell’Alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26,28).
L’Eucaristia che egli istituisce in questo momento sarà il “memoriale” del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 17,19).
[Catechismo della Chiesa Cattolica 610-611]
MEDITAZIONE
La tradizione ci ha tramandato la Veronica. Forse essa completa la storia del Cireneo. Perché è certo che - benché, essendo donna, non abbia fisicamente portato la Croce e non sia stata costretta a farlo - ella questa Croce con Gesù l’ha certamente portata: l’ha portata così come poteva, come in quel momento era possibile farlo e come le dettava il cuore, ed ha asciugato il suo Volto. Questo particolare, riferito dalla tradizione, sembra anche facile da spiegare: sulla pezzuola con la quale gli ha asciugato il Volto, sono rimaste impresse le sembianze di Cristo. Proprio perché era tutto insanguinato e sudato poteva lasciare tracce e contorni. Però il senso di questo particolare può anche essere interpretato diversamente, se lo si considera alla luce del discorso escatologico di Cristo. Sono molti indubbiamente coloro che domanderanno: “Signore, quando mai abbiamo fatto questo?”. E Gesù risponderà : “Tutto ciò che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me” (cf. Mt 25, 37-40). Il Salvatore infatti imprime la sua somiglianza su ogni atto di carità , come sul lino della Veronica.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Dio, tra le opere più mirabili è la rigenerazione dell’uomo; rendi vana l’azione del tentatore e spezza le catene mortali del peccato perché sia distrutta l’invidia che ci ha perduto e vinca l’amore che ci ha salvato.
Per Cristo nostro Signore.
Padre nostro
Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?
Gesù cade per la seconda volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal libro delle Lamentazioni. 3, 1-2. 9. 1
Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira.
Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce […]
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri […]
Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.
LA FEDE DELLA CHIESA
“Il disegno divino di salvezza attraverso la messa a morte del Servo, il Giusto, era stato anticipatamente annunziato nelle Scritture come un mistero di redenzione universale, cioè di riscatto che libera gli uomini dalla schiavitù del peccato. San Paolo professa, in una confessione di fede che egli dice di avere “ricevuto”, che “Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture ” (1Cor 15,3). La morte redentrice di Gesù compie in particolare la profezia del Servo sofferente. Gesù stesso ha presentato il senso della sua vita e della sua morte alla luce del Servo sofferente. Dopo la Risurrezione, egli ha dato questa interpretazione delle Scritture ai discepoli di Emmaus, poi agli stessi Apostoli.
San Pietro può, di conseguenza, formulare così la fede apostolica nel disegno divino della salvezza: “Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato, già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi” (1Pt 1,18-20). I peccati degli uomini, conseguenti al peccato originale, sono sanzionati dalla morte. Inviando il suo proprio Figlio nella condizione di servo, quella di una umanità decaduta e votata alla morte a causa del peccato, “colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21)”.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 601-602]
MEDITAZIONE
“Io sono un verme e non un uomo, ludibrio a tutti, scherno della plebe” (Sal 22, 7): le parole del profeta salmista trovano la loro piena realizzazione in queste strette, ardue stradine di Gerusalemme, durante le ultime ore che precedono la Pasqua. E si sa che queste ore, prima della festa, sono snervanti e che le strade sono affollate. E in tale contesto che si verificano le parole del salmista, anche se nessuno ci pensa. Non si rendono certamente conto di questo coloro che dimostrano disprezzo, per i quali questo Gesù di Nazaret che cade per la seconda volta sotto la Croce è diventato oggetto di ludibrio. E Lui lo vuole, vuole che si compia la profezia. Cade, quindi, esausto a causa dello sforzo. Cade per volontà del Padre, volontà pure espressa nelle parole del Profeta. Cade per volontà propria, perché: “come si adempirebbero le Scritture?” (Mt 26, 54): “Io sono un verme e non un uomo” (Sal 22, 7), quindi neppure “Ecce Homo” (Gv 19, 5), ancor meno, ancor peggio. Il verme striscia attaccato alla terra; l’uomo, invece, come re delle creature, vi cammina sopra. Il verme rode anche il legno: come il verme, il rimorso del peccato rode la coscienza dell’uomo. Rimorso per la seconda caduta.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Misericordioso ed eterno Iddio, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa’ che abbiamo sempre presente l’insegnamento della sua passione per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Padre nostro
Pro peccatis suæ gentis
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.
Gesù incontra le donne di Gerusalemme
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31
Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.
Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
.
LA FEDE DELLA CHIESA
Gesù non ha conosciuto la riprovazione come se egli stesso avesse peccato. Ma nell’amore redentore che sempre lo univa al Padre, egli ci ha assunto nella nostra separazione da Dio a causa del peccato al punto da poter dire a nome nostro sulla croce: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34; 603 Sal 22,2). Avendolo reso così solidale con noi peccatori, “Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi” (Rm 8,32) affinché noi fossimo “riconciliati con lui per mezzo della morte del Figlio suo” (Rm 5,10).
Nel consegnare suo Figlio per i nostri peccati, Dio manifesta che il suo disegno su di noi è un disegno di amore benevolo che precede ogni merito da parte nostra. “In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10). “Dio dimostra il suo amore verso di noi, perché mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,8).
Questo amore è senza esclusioni; Gesù l’ha richiamato a conclusione della parabola della pecorella smarrita: “Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli” (Mt 18,14). Egli afferma di “dare la sua vita in riscatto per molti ” (Mt 20,28); quest’ultimo termine non è restrittivo: oppone l’insieme dell’umanità all’unica persona del Redentore che si consegna per salvarla. La Chiesa, seguendo gli Apostoli, insegna che Cristo è morto per tutti senza eccezioni: “Non vi è, non vi è stato, non vi sarà alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto” [Concilio di Quierzy (853)]
[Catechismo della Chiesa Cattolica 603-605]
MEDITAZIONE
Ecco la chiamata al pentimento, al vero pentimento, al rimpianto, nella verità del male commesso. Gesù dice alle figlie di Gerusalemme che piangono alla sua vista: “Non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli” (Lc 23, 28). Non si può restare alla superficie del male, bisogna arrivare alle sue radici, alle cause, alla verità della coscienza fino in fondo. Proprio questo vuole dire il Gesù che porta la Croce, che da sempre “conosceva ciò che sta nell’uomo” (cf. Gv 2, 25) e sempre lo conosce. Perciò Lui deve restare sempre il più vicino testimone dei nostri atti e dei giudizi che su di essi facciamo nella nostra coscienza. Forse ci fa persino comprendere che questi giudizi devono essere ponderati, ragionevoli, oggettivi - dice: “non piangere” -, ma nello stesso tempo legati con tutto ciò che questa verità contiene: ce ne avverte perché è Lui che porta la Croce. Ti chiedo, Signore, di saper vivere e camminare nella verità!
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Signore, non chiudere la porta anche se ho fatto tardi. Non chiudere la porta: sono venuto a bussare. A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.
Tu che vivi e regni nei secoli eterni.
Amen.
Padre nostro
Tui nati vulnerati,
tam dignati pro me pati,
pœnas mecum divide.
Gesù cade per la terza volta
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal libro delle Lamentazioni. 3,27-32
È bene per l’uomo portare il giogo fin dalla giovinezza.
Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca,
forse c’è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni.
Poiché il Signore non rigetta mai...
Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.
LA FEDE DELLA CHIESA
Tutta la vita di Cristo è offerta al Padre.
Il Figlio di Dio “disceso dal cielo non per fare” la sua “volontà ma quella di colui che” l’ha “mandato” (Gv 6,38), “entrando nel mondo dice: . . Ecco, io vengo. . . per fare, o Dio, la tua volontà. . . Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” (Eb 10,5-10). Dal primo istante della sua Incarnazione, il Figlio abbraccia nella sua missione redentrice il disegno divino di salvezza: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Gv 4,34). Il sacrificio di Gesù “per i peccati di tutto il mondo” (1Gv 2,2) è l’espressione della sua comunione d’amore con il Padre: “Il Padre mi ama perché io offro la mia vita” (Gv 10,17). “Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” (Gv 14,31).
Questo desiderio di abbracciare il disegno di amore redentore del Padre suo anima tutta la vita di Gesù perché la sua Passione redentrice è la ragion d’essere della sua Incarnazione: “Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!” (Gv 12,27). “Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?” (Gv 18,11). E ancora sulla croce, prima che tutto sia compiuto, egli dice: “Ho sete” (Gv 19,28).
[Catechismo della Chiesa Cattolica 606-607]
MEDITAZIONE
“Umiliò se stesso ancor di più , facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di croce” (Fil 2, 8). Ogni stazione di questa Via è una pietra miliare di questa ubbidienza e di questo annientamento. La misura di questo annientamento la cogliamo quando cominciamo a seguire le parole del profeta: “Il Signore ha posto sopra di Lui l’iniquità di noi tutti... Tutti noi andavamo, come pecore, errando, ciascuno deviava per la sua strada, ma il Signore ha posto sopra di Lui l’iniquità di noi tutti” (Is 53, 6). La misura di questo annientamento la concepiamo quando vediamo che Gesù cade ancora, per la terza volta, sotto la Croce. La cogliamo quando meditiamo chi è colui che cade, chi è colui che giace nella polvere della strada sotto la Croce, accanto ai piedi di gente nemica che non gli risparmia umiliazioni e oltraggi... Chi è colui che cade? Chi è Gesù Cristo? “Egli, pur possedendo la natura divina, non pensò di valersi della sua eguaglianza con Dio, ma preferì annientare se stesso, prendendo la natura di schiavo e diventando simile agli uomini; e dopo che ebbe rivestito la natura umana, umiliò se stesso ancor di più, facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla morte di croce” (Fil 2, 6-8).
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Dio ricco di misericordia, dona a tutti i credenti la salvezza operata dalla passione redentrice e infrangi per il tuo amore infinito i vincoli dell’antica condanna in cui ricadiamo continuamente a motivo della nostra fragilità.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro
Eia Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.
Gesù è spogliato delle vesti
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 24
Poi [...] si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
LA FEDE DELLA CHIESA
La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’ “Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l’uomo in comunione con Dio riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).
Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza.
“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione ”, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità”. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 613-615]
MEDITAZIONE
Quando Gesù sta sul Golgota spogliato delle vesti, i nostri pensieri si rivolgono a sua Madre: ritornano indietro, all’origine di questo corpo, che già ora, prima della crocifissione, è tutto una piaga. Il mistero dell’Incarnazione: il Figlio di Dio prende il suo corpo dal seno della Vergine. Il Figlio di Dio parla al Padre con le parole del salmo: “Non hai voluto né sacrificio, né offerte... ma tu mi hai formato un corpo” (Sal 40, 8. 7; Eb 10, 6. 5). Il corpo dell’uomo esprime la sua anima. Il corpo di Cristo esprime l’amore verso il Padre: “Allora ho detto: Eccomi, io vengo... per fare, o Dio, la tua volontà” (Sal 40, 9; Eb 10, 7). “Io faccio sempre quello che é di suo piacimento” (Gv 8, 29). Questo corpo spogliato compie la volontà del Figlio e quella del Padre con ogni piaga, con ogni brivido di dolore, con ogni muscolo strappato, con ogni rivolo di sangue che scorre, con tutta la stanchezza delle braccia, con le ammaccature del collo e delle spalle, con un terribile dolore alle tempie. Questo corpo compie la volontà del Padre quando è spogliato delle vesti e trattato come oggetto di supplizio, quando racchiude in sé l’immenso dolore dell’umanità profanata. Il corpo dell’uomo viene profanato in vari modi. In questa stazione dobbiamo pensare alla Madre di Cristo, perché sotto il suo cuore, nei suoi occhi, tra le sue mani il corpo del Figlio di Dio ha ricevuto un’adorazione piena.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Dio, che hai redento l’uomo con il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito, a quelli che adorano la croce, concedi la liberazione dal peccato e la vita eterna che dalla stessa croce è per noi scaturita.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro
Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.
Gesù è inchiodato sulla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 25-27
Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
E l’iscrizione con il motivo della condanna diceva:
“Il re dei Giudei”.
Con lui crocifissero anche due ladroni,
uno alla sua destra e uno alla sinistra.
LA FEDE DELLA CHIESA
La croce è l’unico sacrificio di Cristo, che è il solo “mediatore tra Dio e gli uomini” (1Tm 2,5). Ma, poiché nella sua Persona divina incarnata, “si è unito in certo modo ad ogni uomo”, [GS 22] egli offre “a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero pasquale” [GS 22]. Egli chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo, poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme. Infatti egli vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari. Ciò si compie in maniera eminente per sua Madre, associata più intimamente di qualsiasi altro al mistero della sua sofferenza redentrice.
Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo [Santa Rosa da Lima; [cf. P. Hansen, Vita mirabilis, Louvain 1668].
[Catechismo della Chiesa Cattolica 618]
MEDITAZIONE
“Mi hanno traforato mani e piedi, posso contare tutte le mie ossa” (Sal 22, 17-18). “Posso contare...” : che parole profetiche! Eppure si sa che questo corpo è un riscatto. Un grande riscatto è tutto questo corpo: le mani, i piedi, ed ogni osso. Tutto l’Uomo in massima tensione: scheletro, muscoli, sistema nervoso, ogni organo, ogni cellula, tutto è in massima tensione. “Io, quando sarò stato innalzato da terra, trarrò a me tutti gli uomini” (Gv 12, 32). Ecco le parole che esprimono la piena realtà della crocifissione. Fa parte di essa anche questa terribile tensione che penetra le mani, i piedi e tutte le ossa: terribile tensione del corpo tutto intero, che, inchiodato come un oggetto alle travi della Croce, sta per essere annientato fino alla fine nelle convulsioni della morte. E nella stessa realtà della crocifissione entra tutto il mondo che Gesù vuole attirare a sé. Il mondo è sottoposto alla gravitazione del corpo che tende per inerzia verso il basso. Proprio in questa gravitazione sta la passione del Crocifisso. “Voi siete di quaggiù , io sono di lassù” (Gv 8, 23). Le sue parole dalla Croce sono: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34).
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Salvatore, sacerdote tu sei divenuto vittima; Redentore nostro ti sei fatto nostro prezzo: custodisci da tutti i mali coloro che tu hai redento.
Tu che vivi e regni per i secoli eterni.
Amen.
Padre nostro
Sancta Mater, istud agas,
Crucifixi fige plagas,
cordi meo valide.
Gesù muore sulla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 33-34. 37. 39
Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Alle tre Gesù gridò con voce forte:
Eloì , Eloì , lema sabactàni?,
che significa:
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?...
Ed egli, dando un forte grido, spirò [...]
Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:
“Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.
LA FEDE DELLA CHIESA
È l’amore “sino alla fine” (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell’offerta della sua vita. “L’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti” (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L’esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l’umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti.
[… ] La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento [Denz. -Schönm., 1529] sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” (Eb 5,9). E la Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza” [Inno “Vexilla Regis”].
[Catechismo della Chiesa Cattolica 616-617]
MEDITAZIONE
Ecco il più alto, il più sublime operare del Figlio in unione col Padre. Sì : in unione, nella più profonda unione, proprio quando grida: “Elì Elì, lamma sabacthà ni” , “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 34; Mt 27, 46). Questo operare si esprime con la verticalità del corpo teso lungo la trave perpendicolare della Croce con l’orizzontalità delle braccia tese lungo il legno trasversale. L’uomo che guarda queste braccia può pensare che esse con lo sforzo abbracciano l’uomo e il mondo. Abbracciano. Ecco l’uomo. Ecco Dio stesso. “In Lui... noi viviamo, ci moviamo e siamo” (At 17, 28). In Lui: in queste braccia tese lungo la trave trasversale della Croce. Il mistero della Redenzione. Gesù inchiodato alla Croce, immobilizzato in questa terribile posizione, invoca il Padre. Tutte le sue invocazioni testimoniano che Egli è uno con Lui. “Io e il Padre siamo una sola cosa” (Gv 10, 30); “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14, 9); “Il Padre mio non ha mai lasciato di operare fino al presente ed io pure opero” (Gv 5, 17).
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
O Padre, che ci hai ridato la vita eterna nella pasqua del tuo Unigenito venuto a farsi condannare per nostro amore, rivolgi a lui i nostri cuori e la nostra vita perché sia mite con noi quando ci verrà a giudicare e ci unisca alla sua gloria di Salvatore risorto.
Egli vive e regna per i secoli eterni.
Amen.
Padre nostro
Vidit suum dulcem Natum
morientem desolatum,
cum emisit spiritum.
Gesù è deposto dalla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 42-43. 46
Sopraggiunta ormai la sera, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il Regno di Dio, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce.
LA FEDE DELLA CHIESA
“Per la grazia di Dio, egli ”ha provato“ la morte a vantaggio di tutti” (Eb 2,9). Nel suo disegno di salvezza, Dio ha disposto che il Figlio suo non solamente morisse “per i nostri peccati” (1Cor 15,3) ma anche “provasse la morte”, ossia conoscesse lo stato di morte, lo stato di separazione tra la sua anima e il suo Corpo per il tempo compreso tra il momento in cui egli è spirato sulla croce e il momento in cui è risuscitato. Questo stato di Cristo morto è il Mistero del sepolcro e della discesa agli inferi. È il Mistero del Sabato Santo in cui Cristo deposto nel sepolcro manifesta il grande riposo sabbatico di Dio dopo il compimento della salvezza degli uomini che mette in pace l’universo intero.
La permanenza di Cristo nella tomba costituisce il legame reale tra lo stato di passibilità di Cristo prima della Pasqua e il suo stato attuale glorioso di risorto. È la medesima Persona del “Vivente” che può dire: “Io ero morto, ma ora vivo per sempre” (Ap 1,18).
“Questo è il mistero del disegno di Dio circa la morte e la risurrezione dai morti; se pure non ha impedito che la morte separasse l’anima dal corpo, come naturalmente avviene, li ha di nuovo ricongiunti l’uno all’altra con la Risurrezione, al fine di essere lui stesso, nella sua Persona, il punto d’incontro della morte e della vita arrestando in sé la decomposizione della natura causata dalla morte e divenendo lui stesso principio di riunione per le parti separate “[San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 16: PG 45, 52B]”.
[Catechismo della Chiesa Cattolica 624-625]
MEDITAZIONE
Nel momento in cui il corpo di Gesù viene tolto dalla Croce ed è posto tra le braccia della Madre, torna innanzi ai nostri occhi il momento in cui Maria ha accettato il saluto dell’angelo Gabriele: “Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio, che chiamerai col nome di Gesù ... il Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre... e il suo regno non avrà mai fine” (Lc 1, 31-33). Maria ha detto solo: “che mi avvenga secondo la tua parola” (Lc 1, 38), come se fin d’allora avesse voluto esprimere quanto sta vivendo in questo momento. Nel mistero della Redenzione si intrecciano la Grazia, cioè il dono di Dio stesso, e “il pagamento” del cuore umano. In questo mistero siamo arricchiti di un Dono dall’alto e nello stesso tempo siamo comprati dal riscatto del Figlio di Dio. E Maria, che fu più di ogni altro arricchita di doni, paga anche di più . Col cuore. A questo mistero è unita la meravigliosa promessa formulata da Simeone durante la presentazione di Gesù nel tempio: “A te pure una spada trapasserà l’anima affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori” (Lc 2, 35). Anche questo si compie. Quanti cuori umani si aprono davanti al cuore di questa Madre che ha tanto pagato! E Gesù è di nuovo tutto nelle sue braccia, come lo è stato nella stalla di Betlemme, durante la fuga in Egitto, a Nazaret. Pietà.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Signore, che per la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa’ che per la sua risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro
Fac me vere tecum flere,
Crucifixo condolere,
donec ego vixero.
Gesù è deposto nel sepolcro
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Marco. 15, 46-47
Giuseppe d’Arimatea, avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto.
LA FEDE DELLA CHIESA
La morte di Cristo è stata una vera morte in quanto ha messo fine alla sua esistenza umana terrena. Ma a causa dell’unione che la Persona del Figlio ha mantenuto con il suo Corpo, non si è trattato di uno spogliamento mortale come gli altri, perché “non era possibile che” la morte “lo tenesse in suo potere” [At 2,24] e perciò “la virtù divina ha preservato il Corpo di Cristo dalla corruzione” [San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, III, 51, 3]. Di Cristo si può dire contemporaneamente: “Fu eliminato dalla terra dei viventi” (Is 53,8) e: “Il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione” (Sal 16,9-10). La Risurrezione di Gesù “il terzo giorno” (1Cor 15,4; Lc 24,46) ne era il segno, anche perché si credeva che la corruzione si manifestasse a partire dal quarto giorno. Il Battesimo, il cui segno originale e plenario è l’immersione, significa efficacemente la discesa nella tomba del cristiano che muore al peccato con Cristo in vista di una vita nuova: “Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4).
[Catechismo della Chiesa Cattolica 627-628]
MEDITAZIONE
Dal momento in cui l’uomo, a causa del peccato, è stato allontanato dall’albero della vita la terra è diventata un cimitero. Quanti uomini, tanti sepolcri. Un grande pianeta di tombe. Nei pressi del Calvario, vi era una tomba che apparteneva a Giuseppe d’Arimatea. In questa tomba, col consenso di Giuseppe, è stato posto il corpo di Gesù dopo la sua deposizione dalla Croce. Ve lo deposero in fretta, in modo che la cerimonia terminasse prima della festa di Pasqua, che aveva inizio al tramonto. Tra tutte le tombe sparse sui continenti del nostro pianeta, ce n’è una nella quale il Figlio di Dio, l’uomo Gesù Cristo, ha vinto la morte con la morte. “O mors! Ero mors tua!” (1 antif. Lodi Sabato Santo). L’albero della Vita, dal quale l’uomo a causa del peccato è stato respinto, si è rivelato nuovamente agli uomini nel corpo di Cristo. “Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 51). Nonostante il nostro pianeta si ripopoli sempre di tombe, nonostante il cimitero nel quale l’uomo sorto dalla polvere ritorna in polvere cresca, tuttavia tutti gli uomini che guardano alla tomba di Gesù Cristo vivono nella speranza della Risurrezione.
(Giovanni Paolo II)
PREGHIAMO
Scenda, Signore, la tua benedizione su noi che abbiamo commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Padre nostro
Quando corpus morietur,
fac ut animæ donetur
paradisi gloria.
Amen.
Scenda, Signore, la tua benedizione su noi che hai riscattato con la morte del tuo Figlio; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe, nascondimi.
Non permettere che io mi separi da te.
Dal nemico maligno, difendimi
Nell’ora della mia morte chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con i tuoi Santi nei secoli dei secoli.
Amen.
(S. Ignazio di Loyola)
Breve pausa di silenzio
(19 marzo)
O San Giuseppe con te, per tua intercessione noi benediciamo il Signore.
Egli ti ha scelto tra tutti gli uomini per essere il casto sposo di Maria e il padre putativo di Gesù.
Tu hai vegliato continuamente, con affettuosa attenzione la Madre e il Bambino per dare sicurezza alla loro vita e permettere di adempiere la loro missione.
Il Figlio di Dio ha accettato di sottoporsi a te come a un padre, durante il tempo della sua infanzia e adolescenza e di ricevere da te gli insegnamenti per la sua vita di uomo.
Ora tu ti trovi accanto a Lui.
Continua a proteggere la Chiesa tutta.
Ricordati delle famiglie, dei giovani e specialmente di quelli bisognosi; per tua intercessione essi accetteranno lo sguardo materno di Maria e la mano di Gesù che li aiuta.
Amen
Ave o Giuseppe uomo giusto, Sposo verginale di Maria e padre davidico del Messia;
Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il Figlio di Dio che a Te fu affidato: Gesù.
San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia divina,
e soccorrici nell’ora della nostra morte.
Amen.
A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; estendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Glorioso San Giuseppe, guarda a noi prostrati alla tua presenza, con il cuore pieno di gioia perché ci annoveriamo, sebbene indegni, nel numero dei tuoi devoti. Desideriamo oggi in un modo speciale, mostrarti la gratitudine che riempie le nostre anime per i favori e le grazie così segnalate che continuamente riceviamo da Te.
Grazie, amato San Giuseppe, per i così immensi benefici che ci hai dispensato e costantemente ci dispensi. Grazie per tutto il bene ricevuto e per la soddisfazione di questo giorno felice, poiché io sono il padre (o la madre) di questa famiglia che desidera essere consacrata a Te in modo particolare. Occupati, o glorioso Patriarca, di tutte le nostre necessità e delle responsabilità della famiglia.
Tutto, assolutamente tutto, noi affidiamo a Te. Animati dalle tantissime attenzioni ricevute, e pensando a quello che diceva la nostra Madre Santa Teresa di Gesù, che sempre mentre visse le ottenesti la grazia che in questo giorno ti supplicava, noi osiamo fiduciosamente pregarti, di trasformare i nostri cuori in vulcani ardenti di vero amore. Che tutto quanto ad essi si avvicina, o con essi in qualche modo si relaziona, rimanga infiammato da questo rogo immenso che è il Cuore Divino di Gesù. Ottienici la grazia immensa di vivere e morire d’amore.
Donaci la purezza, l’umiltà del cuore e la castità del corpo. Infine, Tu che conosci meglio di noi stessi le nostre necessità e le nostre responsabilità, occupati di esse e accoglile sotto il tuo patrocinio.
Aumenta il nostro amore e la nostra devozione alla Santissima Vergine e conducici per mezzo di Lei a Gesù, perché così avanziamo sicuri per il cammino che ci porta alla felice eternità.
Amen.
O Vergine santa, che l’angelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”, noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.
L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno, ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce.
La tua annunciazione è l’aurora della redenzione e della salvezza nostra.
Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno si muterà in alba immortale.
Amen.
I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell’annunziarvi l’Angelo di Dio.
Ave, Maria
II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l’Angelo di Dio.
Ave, Maria
III. Sia benedetto, o Maria, quell’annunzio felice, che dal cielo vi recò l’Angelo di Dio.
Ave, Maria
IV. Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio.
Ave, Maria
V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v’assoggettaste al volere di Dio.
Ave, Maria
VI. Sia benedetta, o Maria, quell’Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio.
Ave, Maria
VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio.
Ave, Maria
VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio.
Ave, Maria
IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l’umana salute con l’Incarnazione del Figliuolo di Dio.
Ave, Maria
Eterno Creatore dell’universo,
che volendo redimere il genere umano hai deciso l’incarnazione del tuo Figlio dalla verginità perfetta di Maria in virtù dello Spirito santo, dona alla Chiesa che ti supplica di custodire con fedeltà intemerata e di testimoniare sempre più intensamente in una vita senza colpa il tuo Verbo ineffabile, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen!
Mobile
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Isræl es tu rex, Dávidis et ínclita proles,
nómine qui in Dómini, rex benedícte, venis.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Corus in excélsis te laudat cælicus omnis,
et mortális homo, et cuncta creáta simul.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Plebs Hebræa tibi cum palmis óbvia venit;
cum prece, voto, hymnis, ádsumus ecce tibi.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Hi tibi passúro solvébant múnia laudis;
nos tibi regnánti pángimus ecce melos.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Hi placuére tibi, pláceat devótio nostra:
rex bone, rex clemens, cui bona cuncta placent.
Glória, laus et honor tibi sit,
rex Christe redémptor,
cui pueríle decus prompsit Hosánna pium.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Tu sei il re di Israele, di Davide l’inclita prole, che, in nome del Signore, re benedetto vieni.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Tutti gli angeli in coro ti lodan nell’alto dei cieli, lodan te sulla terra uomini e cose insieme.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Tutto il popolo ebreo recava a te incontro le palme, or con preghiere e voti, canti eleviamo a te.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
A te che andavi a morte levavano il canto di lode, ora te nostro re, tutti cantiamo in coro.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore, come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
Ti furono accetti, tu accetta le nostre preghiere,
re buono, re clemente, cui ogni bene piace.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen
Mobile
Il Giovedì Santo, nella notte in cui fu tradito, Gesù prese il pane nelle Sue sante mani e, alzando gli occhi a Te, Dio Padre onnipotente, rese grazie con la preghiera, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse:
«Prendete e mangiatene tutti. Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.»
Dopo la cena, allo stesso modo, prese questo glorioso calice, nelle Sue sante mani, Ti rese grazie. Con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse:
«Prendete e bevetene tutti. Questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di Me.»
Noi crediamo, o Padre, all’immenso amore del tuo Figlio Gesù, che si è sacrificato per al nostra salvezza.
Noi lo crediamo, Padre!
Noi crediamo che Gesù, il giovedì, prima della Sua Passione, si è reso veramente presente per noi nel pane e nel vino.
Noi lo crediamo, Padre!
Noi vogliamo dirti grazie, o Padre, perché ci hai dato il tuo diletto Figlio Gesù.
Noi lo crediamo, Padre!
In nome di Gesù, noi ti supplichiamo: fa’ che ci comunichiamo spesso e con cuore puro e pieno d’amore.
Noi lo crediamo, Padre!
Lode a Te, o Padre, per mezzo del Figlio Tuo Gesù, nello Spirito Santo.
Amen.
Mobile
La presente preghiera va recitata davanti al crocifisso.
Recitata 33 volte il Venerdì Santo, il 2 novembre, il 25 dicembre libera 33 Anime del Purgatorio, mentre recitata 50 volte ogni venerdì libera 5 Anime del Purgatorio.
Essa venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI.
Ti adoro o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo di Gesù Cristo,
coperta e tinta del Suo Preziosissimo Sangue.
Adoro Te mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa,
per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen
Vexilla regis prodeunt,
fulget crucis mysterium,
quo carne carnis conditor
suspensus est patibulo.
Confixa clavis viscera
tendens manus, vestigia
redemptionis gratia
hic inmolata est hostia.
Quo vulneratus insuper
mucrone diro lanceae,
ut nos lavaret crimine,
manavit unda sanguine.
Inpleta sunt quae concinit
David fideli carmine,
dicens nationibus:
regnavit a ligno Deus.
Arbor decora et fulgida,
ornata regis purpura,
electa, digno stipite
tam sancta membra tangere!
Beata cuius brachiis
pretium pependit saeculi
statera facta est corporis
praedam tulitque Tartari.
Fundis aroma cortice,
vincis sapore nectare,
jucunda fructu fertili
plaudis triumpho nobili.
Salve ara, salve victima
de passionis gloria,
qua vita mortem pertulit
et morte vitam reddidit.
Ecco il vessillo della croce,
mistero di morte e di gloria:
l’artefice di tutto il creato
è appeso a un patibolo.
Un colpo di lancia trafigge
cuore del Figlio di Dio:
sgorga acqua e sangue, un torrente
che lava i peccati del mondo.
O albero fecondo e glorioso,
ornato d’un manto regale,
talamo, trono e altare
al corpo di Cristo Signore.
O croce beata che apristi
le braccia a Gesù Redentore
bilancia del grande riscatto
che tolse la preda all’Inferno.
O croce, unica speranza,
sorgente di vita immortale
accresci ai fedeli la grazia,
ottieni alle genti la pace.
Amen.
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito, fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.
Per Cristo nostro Signore.
Amen
I. PER LA SANTA CHIESA
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai rivelato in Cristo
la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l’opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa,
diffusa su tutta la terra, perseveri con fede salda
nella confessione del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
II. PER IL PAPA
O Dio onnipotente ed eterno, sapienza che regge l’universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano,
da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
III. PER TUTTI I FEDELI DI OGNI ORDINE E GRADO
O Dio onnipotente ed eterno,
che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa,
accogli le preghiere che ti rivolgiamo, perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità, nel loro ordine e grado, ti possano fedelmente servire.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
IV. PER I CATECUMENI
O Dio onnipotente ed eterno,
che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei [nostri] catecumeni l’intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti tra i tuoi figli di adozione.
Per Cristo nostro Signore.
V. PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
O Dio onnipotente ed eterno,
che raduni i tuoi figli ovunque dispersi e li custodisci nell’unità, volgi lo sguardo al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo siano una cosa sola nell’integrità della fede e nel vincolo dell’amore.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
VI. PER GLI EBREI
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai affidato le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza,
esaudisci con bontà le preghiere della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
VII. PER COLORO CHE NON CREDONO IN CRISTO
O Dio onnipotente ed eterno,
dona a coloro che non credono in Cristo di trovare la verità, camminando alla tua presenza con cuore sincero, e concedi a noi di essere nel mondo testimoni più autentici della tua carità, progredendo nell’amore vicendevole e nella piena conoscenza del mistero della tua vita.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
VIII. PER COLORO CHE NON CREDONO IN DIO
O Dio onnipotente ed eterno,
tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te che solo quando ti trovano hanno pace: fa’ che, tra le difficoltà della vita, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla nostra testimonianza, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e Padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
IX. PER I GOVERNANTI
O Dio onnipotente ed eterno,
nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, la prosperità dei popoli e la libertà religiosa.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
X. PER QUANTI SONO NELLA PROVA
O Dio onnipotente ed eterno,
consolazione degli afflitti, sostegno dei sofferenti, ascolta il grido di coloro che sono nella prova, perché tutti nelle loro necessità sperimentino la gioia di aver trovato il soccorso della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
XI. PER I DEFUNTI
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai abbandonato il tuo unico Figlio alla morte di croce perché tutti noi, chiamati a morire con Lui, potessimo con lui rinascere alla vita, dona ai nostri fratelli, che nella fede hanno lasciato questo mondo, di entrare nella gioia della luce senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
R/. Amen.
Adoriamo la tua croce, o Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa resurrezione. Dal legno della croce è venuta la salvezza in tutto il mondo.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, mostri il Suo Volto su di noi, e abbia misericordia
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io per te ho flagellato l’Egitto e i primogeniti suoi,
e tu mi hai consegnato per essere flagellato.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io ti ho guidato fuori dall’Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io ti ho fatto strada con la nube,
e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato,
a te, Signore, lo ridòno;
tutto è tuo,
di tutto disponi
secondo la tua volontà:
dammi solo il tuo amore e la tua grazia;
e questo mi basta.
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Nascondimi dentro le tue piaghe.
Non permettere che io mi separi da te.
Difendimi dal nemico maligno.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con tutti i santi nei secoli dei secoli.
Amen.
Mobile
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli.
Gioia e splendore di questa santissima notte.
1. Siccome il Signore nostro Gesù Cristo ha reso glorioso con la sua risurrezione il giorno che aveva reso luttuoso con la morte, noi, rievocando i due momenti in un’unica commemorazione solenne, vegliamo ricordando la sua morte, esultiamo aspettando la sua risurrezione. Questa è la nostra festa annuale, questa è la nostra Pasqua, non più figurata nell’uccisione dell’agnello, come per il popolo antico, ma portata a compimento per il popolo nuovo nell’immolazione del Salvatore, perché Cristo nostra Pasqua, è stato immolato 1, e le cose vecchie son passate ed ora ne sono nate delle nuove 2. È se piangiamo è per il peso dei nostri peccati, e se esultiamo, è perché giustificati dalla sua grazia, perché egli è stato messo a morte per i nostri peccati, ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione 3. Per quelli piangiamo, di questo ci rallegriamo, e sempre siamo nella gioia. Quanto per causa nostra e a nostro vantaggio è stato compiuto di triste o anticipato di lieto, non lo lasciamo passare con ingrata dimenticanza, ma lo celebriamo con riconoscente memoria. Vegliamo dunque, carissimi, perché la sepoltura di Cristo si è protratta fino a questa notte, cosicché proprio in, questa notte è avvenuta la risurrezione di quella sua carne che allora fu oltraggiata sul legno, adesso è adorata in cielo e sulla terra. Naturalmente questa notte si considera come facente parte del giorno di domani, che per noi è il giorno del Signore. Ed era opportuno che risorgesse di notte, perché con la sua risurrezione ha rischiarato le nostre tenebre; non per nulla già poco tempo prima si cantava a lui: Illuminerai la mia lampada, Signore; mio Dio, illuminerai le mie tenebre 4. Così la nostra stessa pietà mette in risalto questo mistero così grande; come la nostra fede, rafforzata dalla sua risurrezione, è già sull’attenti, così anche questa notte, già così piena di luci, sia ancor più luminosa per il nostro vegliare, in modo che noi, insieme a tutta la Chiesa diffusa per il mondo intero, possiamo badare in modo giusto a non esser trovati nella notte. Per tanti e tanti popoli, che dovunque questa fulgida solennità ha radunato insieme nel nome di Cristo, il sole è già tramontato, ma il fulgore non se n’è andato, perché a un cielo pieno di luce ha fatto seguito una terra ugualmente piena di luce.
A paragone di questa le altre non si possono neanche chiamare veglie.
2. Ché se uno volesse cercare le ragioni di questa nostra veglia così meravigliosa, è facile trovarle e rispondere con veracità: colui che ci ha fatto dono della gloria del suo nome è lui che ha dato splendore a questa notte; colui a cui diciamo: Illuminerai le mie tenebre 5, ricolma di luce i nostri cuori; e come con occhi pieni di gioia contempliamo lo splendore di tutte queste luci, così con mente illuminata comprendiamo le ragioni di questa notte così splendente. Perché dunque i cristiani celebrano oggi la loro veglia annuale? È questa infatti la nostra veglia grande; a nessun’altra veglia solenne corre il nostro pensiero quando in questo senso si chiede o si dice: Quando si farà la veglia? Fra tanti giorni si farà la veglia. Come se, a confronto di questa, tutte le altre non si possano neanche chiamar veglie. È vero che l’Apostolo ha raccomandato alla Chiesa la frequenza sia dei digiuni che delle veglie quando, parlando di se stesso, afferma: Nei frequenti digiuni, nelle veglie frequenti 6. Ma la veglia di questa notte è così grande da meritarsi quel nome come proprio, mentre per le altre è comune. E allora, secondo quanto ci concederà il Signore, prima diremo qualcosa sulle veglie in genere, poi qualcosa in particolare su quella di oggi.
Chi desidera sempre vivere deve prolungare le sue veglie.
3. In quella vita, per raggiungere il cui riposo fatichiamo tanto e che la Verità ci promette nella risurrezione dopo la morte di questo corpo o addirittura dopo la fine del mondo, noi mai dormiremo come anche mai morremo. Cos’è il sonno infatti se non una specie di morte giornaliera che non porta via del tutto l’uomo e non lo tiene molto a lungo? E la morte che cos’è se non un sonno lunghissimo e profondissimo, dal quale Dio risveglia l’uomo? E allora dove la morte non c’è più, non ci potrà essere più neanche il sonno, che ne è l’immagine. Il sonno non è retaggio che dei mortali. Questo tipo di riposo non ce l’hanno gli angeli; siccome essi vivono sempre, non hanno bisogno di riparare le loro forze con il sonno. Là dove è la vita stessa, è veglia senza fine; ivi il vivere non è che vegliare, e il vegliare è vivere. Noi invece, in questo corpo che si corrompe e che appesantisce l’anima 7, siccome non possiamo vivere se non ripariamo le forze col sonno, dobbiamo interrompere la vita con l’immagine della morte, per poter vivere almeno a pezzi e bocconi. E allora chi con castità e innocenza si abitua a far veglie frequenti, senza dubbio si avvicina alla vita degli angeli (ché altrimenti più la debolezza della carne grava col suo peso terreno, più vengono compressi i celesti desideri) e intanto raffrena questo peso di morte con veglie prolungate, per acquistarsi dei meriti per la vita eterna. Chi invece desidera vivere sempre, ma non ama di vegliare un po’ a lungo, è in contraddizione con se stesso; vorrebbe che non ci fosse la morte, e intanto non ne vuole attenuare l’immagine. È per questa ragione, è in questo senso che il cuore del cristiano si deve esercitare nelle veglie frequenti.
Questa veglia celebra la risurrezione e il nostro passaggio dalla morte alla vita.
4. Ed ora, fratelli, vi proponiamo qualche riflessione perché possiate capire bene la veglia speciale di questa notte. Vi ho detto perché dovremmo spesso accorciare il sonno e prolungare le veglie; ora vi dirò perché noi facciamo veglia con così grande solennità proprio in questa notte. Che Cristo Signore sia risorto dai morti il terzo giorno, nessun cristiano lo mette in dubbio. Il santo Vangelo poi attesta che ciò è avvenuto precisamente in questa notte. Certamente un giorno completo si calcola a partire dalla notte che lo precede, anche se non questo era l’ordine dei giorni come viene menzionato nella Genesi; per quanto anche lì prima c’erano state le tenebre; infatti le tenebre ricoprivano l’abisso, quando Dio disse: Sia la luce. E la luce fu 8. Siccome però quelle tenebre non costituivano ancora la notte, non c’erano neanche i giorni. E Dio separò la luce dalle tenebre 9, e prima la luce la chiamò giorno, poi le tenebre le chiamò notte, e così il primo giorno viene calcolato dal momento della creazione della luce fino al secondo mattino 10. È chiaro perciò che quei giorni ebbero inizio con la luce e che, passata la notte, ciascuno terminava col mattino successivo. Ma da quando l’uomo creato si piegò dalla luce della giustizia alle tenebre del peccato (da cui però l’ha liberato la grazia di Cristo), è successo che noi calcoliamo i giorni a partire dalla notte, perché ci sforziamo e, con l’aiuto del Signore, nutriamo la speranza che il nostro sia un passare non dalla luce alle tenebre, ma dalle tenebre alla luce. Dice così anche l’Apostolo: La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce 11. Perciò il giorno della passione del Signore, quello in cui fu crocifisso, aveva tenuto dietro alla sua propria notte già passata e si era concluso terminando con la Parasceve, che i Giudei chiamano anche “Cena pura”, cominciando, dall’inizio di quella notte, l’osservanza del sabato. Poi il giorno del sabato, che era cominciato con la notte che lo precedeva, era terminato al crepuscolo della notte seguente, che già fa parte dell’inizio del giorno del Signore, quello che il Signore ha consacrato con la gloria della sua risurrezione. È quindi di questa notte, con cui comincia il giorno del Signore, che noi ora, con questa solennità, celebriamo la ricorrenza; con questa veglia rievochiamo la notte in cui il Signore è risorto e in cui ha per noi inaugurato quella vita di cui parlavamo poc’anzi, nella quale non è affatto né morte né sonno alcuno, iniziandola nella sua carne che ha risuscitato talmente dal sonno che ormai non può più morire, ormai il sonno non ha più potere su di lui 12. È chiaro infatti che egli risuscitò in quella notte il cui termine lambiva già l’alba perché, quando di buon mattino quelli che lo cercavano con sì affettuoso amore vennero al sepolcro, non ne trovarono il corpo e dagli angeli ricevettero l’annuncio che egli era già risuscitato. Ed egli, nella cui risurrezione acclamiamo in una veglia un po’ più prolungata, ci concederà di regnare con lui nella vita che non ha fine. E poi, anche se in queste ore in cui prolunghiamo la nostra veglia, il suo corpo fosse stato ancora nel sepolcro e non fosse ancora risuscitato, vegliando così, non siamo incoerenti neanche in questo caso; egli infatti dormì perché stessimo svegli noi, lui che era morto perché fossimo vivi noi.
Amen.
Exsultet iam angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et, aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.
Quapropter astantes vos, fratres carissimi,
ad tam miram huius sancti luminis claritatem,
una mecum, quaeso,
Dei omnipotentis misericordiam invocate.
Ut, qui me non meis meritis
intra Levitarum numerum dignatus est aggregare,
luminis sui claritatem infundens,
cerei huius laudem implere perficiat.
Vers. Dominus vobiscum.
Resp. Et cum spiritu tuo.
Vers. Sursum corda.
Resp. Habemus ad Dominum.
Vers. Gratias agamus Domino Deo nostro.
Resp. Dignum et iustum est.
Vere dignum et iustum est,
invisibilem Deum Patrem omnipotentem
Filiumque eius unigenitum,
Dominum nostrum Iesum Christum,
toto cordis ac mentis affectu et vocis ministerio personare.
Qui pro nobis aeterno Patri Adae debitum solvit,
et veteris piaculi cautionem pio cruore detersit.
Haec sunt enim festa paschalia,
in quibus verus ille Agnus occiditur,
cuius sanguine postes fidelium consecrantur.
Haec nox est,
in qua primum patres nostros, filios Israel
eductos de Aegypto,
Mare Rubrum sicco vestigio transire fecisti.
Haec igitur nox est,
quae peccatorum tenebras columnae illuminatione purgavit.
Haec nox est,
quae hodie per universum mundum in Christo credentes,
a vitiis saeculi et caligine peccatorum segregatos,
reddit gratiae, sociat sanctitati.
Haec nox est,
in qua, destructis vinculis mortis,
Christus ab inferis victor ascendit.
Nihil enim nobis nasci profuit,
nisi redimi profuisset.
O mira circa nos tuae pietatis dignatio!
O inaestimabilis dilectio caritatis:
ut servum redimeres, Filium tradidisti!
O certe necessarium Adae peccatum,
quod Christi morte deletum est!
O felix culpa,
quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem!
O vere beata nox,
quae sola meruit scire tempus et horam,
in qua Christus ab inferis resurrexit!
Haec nox est, de qua scriptum est:
Et nox sicut dies illuminabitur:
et nox illuminatio mea in deliciis meis.
Huius igitur sanctificatio noctis fugat scelera, culpas lavat:
et reddit innocentiam lapsis
et maestis laetitiam.
Fugat odia, concordiam parat
et curvat imperia.
In huius igitur noctis gratia, suscipe, sancte Pater,
laudis huius sacrificium vespertinum,
quod tibi in hac cerei oblatione sollemni,
per ministrorum manus
de operibus apum, sacrosancta reddit Ecclesia.
Sed iam columnae huius praeconia novimus,
quam in honorem Dei rutilans ignis accendit.
Qui, licet sit divisus in partes,
mutuati tamen luminis detrimenta non novit.
Alitur enim liquantibus ceris,
quas in substantiam pretiosae huius lampadis
apis mater eduxit.
O vere beata nox,
in qua terrenis caelestia, humanis divina iunguntur!
Oramus ergo te, Domine,
ut cereus iste in honorem tui nominis consecratus,
ad noctis huius caliginem destruendam,
indeficiens perseveret.
Et in odorem suavitatis acceptus,
supernis luminaribus misceatur.
Flammas eius lucifer matutinus inveniat:
Ille, inquam, lucifer, qui nescit occasum:
Christus Filius tuus,
qui, regressus ab inferis, humano generi serenus illuxit,
et tecum vivit et regnat in saecula saeculorum.
Resp. Amen.
Esulti il coro degli angeli,
esulti l’assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.
E voi, fratelli carissimi,
qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.
Cel.Il Signore sia con voi.
Ass.E con il tuo spirito.
Cel.In alto i nostri cuori.
Ass.Sono rivolti al Signore.
Cel.Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
Ass.È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l’esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi all’eterno Padre il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell’Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all’amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte in cui Cristo ha distrutto la morte
e dagli inferi risorge vittorioso.
Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!
O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere
il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi.
Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
Dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.
O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.
Riconosciamo nella colonna dell’Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l’ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.
Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
O Padre,
che nella celebrazione pasquale hai rianimato il mondo con la forza della grazia divina, serbaci per sempre i doni che l’annua festività ci ha portato, perché nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni possiamo arrivare alla vita che non finisce.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(da Pasqua a Pentecoste)
Sfolgora il sole di Pasqua
risuona il cielo di canti
esulta di gioia la terra.
Il Signore è risorto da morte
Dagli abissi del nulla Cristo Gesù,
il Signore Vittorioso ritorna
con i santi padri di un tempo
ALLELUIA, ALLELUIA
ALLELUIA, ALLELUIA
O Gesù, re immortale
unisci alla tua vittoria
anche noi, tuoi discepoli
nel battesimo un giorno rinati
Irradia sulla tua Chiesa,
pegno d’amore e di pace,
la luce della tua Pasqua,
la certezza d’averti fra noi.
Sia gloria e onore a Cristo,
al Padre e al Santo Spirito,
ora e nei secoli eterni.
Amen
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la risurrezione del Signore, di rinascere nella luce della vita, rinnovati dal tuo Spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
(8 maggio e prima domenica di ottobre)
(recitata alle ore 12)
O Augusta Regina delle Vittorie,
o Sovrana del Cielo e della Terra,
al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi,
o Regina gloriosa del Rosario,
noi devoti figli tuoi,
raccolti nel tuo Tempio di Pompei in questo giorno solenne,
effondiamo gli affetti del nostro cuore
e con confidenza di figli
ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza,
dove siedi Regina,
volgi, o Maria,
il tuo sguardo pietoso su di noi,
sulle nostre famiglie,
sull’Italia, sull’Europa, sul mondo.
Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli
che amareggiano la nostra vita.
Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo,
quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino
e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori.
Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù
e contristano il tuo sensibilissimo cuore.
Mostrati a tutti quale sei,
Regina di pace e di perdono.
Ave, o Maria
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli,
con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù
e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo:
siamo meritevoli dei più aspri castighi,
ma Tu ricordati che, sul Golgota,
raccogliesti, col Sangue divino,
il testamento del Redentore moribondo,
che ti dichiarava Madre nostra,
Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra,
sei la nostra Avvocata, la nostra speranza.
E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli,
gridando: Misericordia!
O Madre buona,
abbi pietà di noi, delle anime nostre,
delle nostre famiglie, dei nostri parenti,
dei nostri amici, dei nostri defunti,
soprattutto dei nostri nemici
e di tanti che si dicono cristiani,
eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo.
Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate,
per tutta l’Europa, per tutto il mondo,
perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave, o Maria
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci!
Gesù ha riposto nelle tue mani
tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina,
alla destra del tuo Figlio,
splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli.
Tu distendi il tuo dominio
per quanto sono distesi i cieli,
e a te la terra e le creature tutte sono soggette.
Tu sei l’onnipotente per grazia,
Tu dunque puoi aiutarci.
Se tu non volessi aiutarci,
perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione,
non sapremmo a chi rivolgerci.
Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi,
tuoi figli, perduti.
Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia
e la mistica Corona che miriamo nella tua mano,
ci ispirano fiducia che saremo esauditi.
E noi confidiamo pienamente in te,
ci abbandoniamo come deboli figli
tra le braccia della più tenera fra le madri,
e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave, o Maria
Chiediamo la benedizione a Maria
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina,
che non puoi negarci in questo giorno solennissimo.
Concedi a tutti noi l’amore tuo costante
e in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te
finché non ci avrai benedetti.
Benedici, o Maria,
in questo momento il Sommo Pontefice.
Agli antichi splendori della tua Corona,
ai trionfi del tuo Rosario,
onde sei chiamata Regina delle Vittorie,
aggiungi ancor questo, o Madre:
concedi il trionfo alla Religione
e la pace alla umana Società.
Benedici i nostri Vescovi,
i Sacerdoti
e particolarmente tutti coloro che zelano
l’onore del tuo Santuario.
Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei
e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria,
Catena dolce che ci rannodi a Dio,
vincolo di amore che ci unisci agli Angeli,
torre di salvezza negli assalti dell’inferno,
porto sicuro nel comune naufragio,
noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia,
a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra
sarà il nome tuo soave,
o Regina del Rosario di Pompei,
o Madre nostra cara,
o Rifugio dei peccatori,
o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre,
in terra e in cielo.
Amen.
Salve, Regina
(40 giorni dopo Pasqua)
O mio buon Gesù! consolatore degli afflitti, avete detto ai vostri Apostoli «Vado a prepararvi il luogo, acciocché dove sono Io abbiate ad essere anche voi.»
Avete preparato, come spero, anche per me il domicilio nella casa del vostro Padre.
Voi mi avete preceduto nella ignominia della croce e risorto ascendeste al Cielo, di là ritornerete nel giorno del giudizio per rimunerarmi in proporzione del frutto che avrò ricavato dalla vostra Passione e Morte.
Voi mi siete modello e rimuneratore dei patimenti. Imiterò la divina grazia, la vostra pazienza onde possa ricevere la corona promessa a chi soffre.
Vi prometto che sarò fedele fino alla morte, affinché possa ottenere il luogo che Voi mi avete preparato nella casa del Padre vostro.
Sempre fino all’ultimo respiro combatterò da forte col vostro aiuto per la giustizia, onde raggiungere la vita eterna, che credo con tutta fermezza.
(31 maggio)
Maria, Madre sollecita nella Visitazione,
insegnaci l’ascolto della Parola, un ascolto che ci fa sussultare e, in fretta, ci fa dirigere verso tutte le situazioni di povertà dove è necessaria la presenza del Figlio tuo.
Insegnaci a portare Gesù, silenziosamente e umilmente, come hai fatto Tu!
Le nostre fraternità (famiglie) siano in mezzo a coloro che non lo conoscono per diffondere il Suo Vangelo testimoniandolo non con le parole ma con la vita; non annunciandolo ma vivendolo!
Insegnaci a viaggiare semplicemente come hai fatto Tu, con lo sguardo sempre fisso su Gesù presente nel grembo tuo: contemplandolo, adorandolo e imitandolo.
Maria, donna del Magnificat, insegnaci ad essere fedeli alla nostra missione: portare Gesù alla gente!
O Madre diletta, è la tua stessa missione,
la prima che Gesù ti ha affidato e che ti sei degnata di condividere con noi.
Soccorrici e intercedi per noi affinché facciamo quello che facesti tu nella casa di Zaccaria: glorificare Dio e santificare le persone in Gesù, grazie a Lui e per Lui! Amen!
(Beato Fr. Charles de Foucauld)
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo Spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.” (Sap.11,23-26; 12,1-2).
Spirito Santo, dono di Dio all’anima mia, io resto assalito dall’emozione e dall’ammirazione, pensando a Te. Non trovo nulla che possa dire la felicità intima che provo, sapendoti mio ospite dolcissimo e vita divina in me. Come acque inondanti, l’anima mia è sopraffatta dalla quiete, dall’amore, dalla contemplazione saporosa di Te. Io sono come attonito dinanzi a tanta degnazione; penso alla tua bellezza, stupenda oltre ogni dire e immaginare; penso alla tua inesauribile ricchezza di grazia, di doni, di virtù, di frutti e beatitudini. Penso alla tua tenera bontà, che Ti spinge ad abitare in me. Tu hai tutto, Tu puoi tutto, Tu mi puoi dare tutto. Sono in uno stato di ammirazione commossa, nonostante la mia miseria, che mi fa essere l’ultimo della terra. Ti benedico, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti chiedo tutto. Dammi tutto, o Spirito Santo!
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Non c’è dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rm 8,1-2).
Spirito del Signore e celeste donatore, con la più profonda umiltà, ma anche con tutta la potenza dei miei ardenti desideri, chiedo i tuoi santi doni, particolarmente la sapienza e la pietà. Accresci in me questi doni fino al loro sviluppo completo affinché l’anima mia sia docile ed obbediente a Te, Maestro interiore, ed io viva abitualmente dei tuoi doni e nella contemplazione intima e soave di Te e di tutta la Trinità.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace” (Rm 8,5-6).
Spirito Santo, Maestro interiore e santificatore, io Ti domando con insistenza instancabile di voler istruire il mio intelletto su tutta la verità e parlare al mio cuore, di volermi santificare curando la mia anima come hai curato quella della Madonna, l’Immacolata tua Sposa, dei Martiri e dei Santi. Io sono avido di santità: non per me, ma per dare gloria a Te, Maestro dei maestri, gloria alla Trinità, splendore alla Chiesa, esempio alle anime. Non c’è mezzo migliore per essere veri apostoli che essere santi, perché, all’infuori della santità, si conclude ben poco. Spirito Santo ascolta la mia preghiera ed esaudisci i miei ardenti desideri.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustificazione” (Rm 8,8-10).
Spirito Santo, verità e luce beatissima, sento una profonda amarezza nel constatare che Tu sei quasi completamente sconosciuto o dimenticato dalla maggior parte di noi. Non ti pensiamo mai, distratti come siamo da tante preoccupazioni, assorbiti dallo spirito del mondo, sbadati e incuranti delle tue premure e delicatezze. Quale ingratitudine! Gran parte di questa colpa è nostra, che non viviamo questa verità e della quale quasi mai parliamo alle anime. Accogli, Spirito divino, questi miei poveri sentimenti, in riparazione di così deplorevole dimenticanza e per implorare tanta luce per me, per i sacerdoti e per i fedeli.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom.8,11).
Spirito Santo, amore e soavità del Padre e del Figlio, fiore e profumo della santità di Dio, fuoco divino acceso in me, rendi tutto nuovo il mio cuore; togli ogni macchia e oscurità, brucia ogni impurità e rendimi conforme all’immagine del Figlio divino. Spirito di fuoco che ti degni di abitare personalmente in me per santificarmi, accendi in me questo fuoco d’amore; penetra ed investi con la tua fiamma tutta l’anima mia; scaccia ogni affetto disordinato; spingimi a conquiste apostoliche; donami la grazia di essere fiamma e di ardere di puro ed eterno amore.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, morirete; se invece con l’aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete” (Rm 8,12-13).
Spirito di fortezza che hai dato ai martiri la forza di morire lietamente per la causa di Cristo Signore, infondi in me questo dono divino in tutta la sua intensità. Scuoti il mio torpore e la mia indolenza, rendimi forte nell’intraprendere tutto quello che il Signore mi chiede, senza badare a sacrifici e fatiche, a gloria tua e a beneficio spirituale e materiale di tutti i fratelli. Dammi forza di continuare con ardore, senza stancarmi e senza possibilità di abbandonare quanto ho cominciato. Dammi coraggio ed energia nel difendere intrepidamente la Chiesa, nell’affermare davanti a tutti l’integrità della fede e la vera obbedienza al Papa ed ai Vescovi. Dammi lo slancio sovrumano dell’apostolato; che io vi perseveri fino alla fine, a costo di qualunque martirio dell’anima o del corpo. Spirito divino, circondami della tua onnipotenza sostienimi con il tuo vigore ed avvolgimi della tua invincibile fortezza.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Tutti quelli infatti che sono giudicati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: ‘Abbà, Padre!’” (Rm 8,14-15).
Spirito di verità e di luce, fiamma e calore della luce, luce beatissima, dirada e disperdi dalla mia mente tutte le ombre dell’errore e del dubbio. Irradia ed illumina con perfetta chiarezza l’intimo della mia anima. Che io respinga sempre ogni errore; che aderisca fortemente alla verità secondo gli insegnamenti della Chiesa; che cammini nel tuo splendore. Vestito della tua santa luce, che io resti sempre nella tua verità e pura chiarezza.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17).
Spirito purificatore, purificami da ogni macchia. Santificami e dammi le virtù di Gesù, le stesse sue intenzioni e disposizioni interiori. Sii in me lo stesso Spirito di Gesù. Spira all’anima mia, verso Gesù, lo stesso amore che il Padre spira al suo Figlio divino e dammi la stessa attrazione che il Padre sente verso il suo diletto e carissimo Figlio Gesù.
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Quanta più preghiera e digiuno in preparazione.
(farla, e viverla con serietà, e in cui pregare anche per l’effusione dello Spirito Santo sulla nostra famiglia e Parrocchia)
Nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.
“Da che cosa derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che combattono le vostre membra? Bramate e non riuscite a possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che Egli ha fatto abitare in noi?” (Gc.4,1-5).
Spirito Santo, ti supplico di illuminare la mia mente con luce vivida, necessaria per me e per coloro che chiedono da me, e di sostenere la mia debole volontà con grazie di amore e di fortezza. Divino santificatore, conducimi alla vetta della santità attraverso il lavoro continuo, paziente, docile alle tue premure. La santità sei Tu ed io devo lasciarti vivere in me, assecondando la tua opera di perfezione. Divino rinnovatore, rinnova tutto, rimuovi ogni male, ogni pericolo, ogni cattiveria, rifai tutto nuovo per me, tutto puro, tutto santo. Divino vivificatore, anima della mia anima, dammi la forza di attestare e glorificare sempre, insieme con te il Figlio divino e di vivere per la sua gloria e morire nel suo amore. Divino donatore, dammi i tuoi doni per contemplare Dio nella luce dei suoi misteri, per comprendere il vero valore della vita e delle cose e per amare tutti con pura carità, come se già fossi in cielo. Grazie! Amen!
3 Gloria al Padre.
O Dio, che hai istruito i Tuoi fedeli
illuminando i loro cuori con la Luce dello Spirito Santo,
concedi a noi di avere nello stesso Spirito il gusto del bene,
e di godere sempre del Suo conforto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(Mobile)
Giorno di immensa gioia
nella città di Dio:
La fiamma dello Spirito
risplenda nel cenacolo.
Si rinnova il prodigio
degli antichi profeti:
una mistica ebbrezza
tocca le lingue e i cuori.
Giorno di immensa gioia
nella città di Dio:
La fiamma dello Spirito
risplenda nel cenacolo.
O stagione beata
della Chiesa nascente,
che accoglie nel suo grembo
le primizie dei popoli.
Giorno di immensa gioia
nella città di Dio:
La fiamma dello Spirito
risplenda nel cenacolo.
È questo il giubileo
dell’anno cinquantesimo,
che riscatta gli schiavi
e proclama il perdono.
Giorno di immensa gioia
nella città di Dio:
La fiamma dello Spirito
risplenda nel cenacolo.
Manda su noi, Signore,
il dono del tuo Spirito,
concedi al mondo inquieto
la giustizia e la pace.
Giorno di immensa gioia
nella città di Dio:
La fiamma dello Spirito
risplenda nel cenacolo.
O luce di eterna sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d’eterno amore.
Amen!
O Dio, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e rinnova anche oggi nel cuore dei credenti i prodigi che nella tua bontà hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cieloun raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,vieni datore dei doni,vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,nella calura, riparo,nel pianto, conforto.
O luce beatissima,invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,nulla è nell’uomo,nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,bagna ciò che è arido,sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,scalda ciò che è gelido,raddrizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa,dona gioia eterna.
Amen.
(Mobile)
(Inno dei primi vespri della solennità della Santissima Trinità)
O Trinità beata,
oceano di pace,
la Chiesa a te consacra
la sua lode perenne.
Padre d’immensa gloria,
Verbo d’eterna luce,
Spirito di sapienza
e carità perfetta.
Roveto inestinguibile
di verità e d’amore;
ravviva in noi la gioia
dell’agape fraterna.
O principio e sorgente
della vita immortale,
rivelaci il tuo volto
nella gloria dei cieli.
Amen.
Tu es sanctus, Dominus Deus solus, qui facis mirabilia.
Tu es fortis, Tu es magnus Tu es altissimus, Tu es rex omnipotens, Tu Pater Sancte, rex caeli et terrae.
Tu es trinus et unus, Dominus Deus deorum, Tu es bonum, omne bonum, summum bonum, Dominus Deus vivus et verus.
Tu es amor, caritas; Tu es sapientia, Tu es umilitatas, Tu es patientia, Tu es pulchritudo, Tu es mansuetudo; Tu es securitas, Tu es quietas, Tu es gaudium, Tu es spes nostra et letitia, Tu es iustitia, Tu es tempeantia, Tu es omnia divitia nostra ad sufficientiam.
Tu es pulcritudo, Tu es mansuetudo, Tu es protector, Tu es custos et defensor noster; Tu es fortitudo, Tu es refrigerium.
Tu es spes nostra, Tu es fides nostra, Tu es caritas nostra, Tu es tota dulcedo nostra, Tu es vita aeterna nostra:
Magnus et admirabilis Dominus, Deus omnipotens, misericors Salvator.
Tu sei santo, o Signore, solo Dio, che compi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo, Tu sei onnipotente, Tu Padre Santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino e uno, Signore, Dio degli dei. Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore, carità; Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete, Tu sei gioia, Tu sei nostra speranza e letizia, Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei ogni nostra ricchezza in sovrabbondanza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine; Tu sei protettore, Tu sei nostro custode e difensore, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità, Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, o Signore grande e mirabile, Dio onnipotente, misericordioso salvatore.
(San Francesco d’Assisi)
Sii benedetto, o Padre, che nel tuo infinito amore ci hai donato l’unigenito tuo Figlio, fattosi carne per opera dello Spirito Santo nel seno purissimo della Vergine Maria, e nato a Betlemme duemila anni or sono. Egli s’è fatto nostro compagno di viaggio e ha dato nuovo significato alla storia, che è un cammino fatto insieme nel travaglio e nella sofferenza, nella fedeltà e nell’amore, verso quei nuovi cieli e quella nuova terra in cui Tu, vinta la morte, sarai tutto in tutti.
Lode e gloria a Te, Trinità Santissima, unico e sommo Dio!
Per tua grazia, o Padre, ogni giorno sia tempo di conversione profonda e di gioioso ritorno a Te; sia tempo di riconciliazione tra gli uomini e di ritrovata concordia tra le nazioni; tempo in cui le lance si mutino in falci e al fragore delle armi succedano i canti della pace. Donaci, o Padre, di vivere (l’Anno giubilare) docili alla voce dello Spirito, fedeli nella sequela di Cristo, assidui nell’ascolto della Parola e nella frequenza alle sorgenti della grazia.
Lode e gloria a Te, Trinità Santissima, unico e sommo Dio!
Sostieni, o Padre, con la forza dello Spirito, l’impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione e guida i nostri passi sulle strade del mondo, per annunciare Cristo con la vita orientando il nostro pellegrinaggio terreno verso la Città della luce. Risplendano i discepoli di Gesù per il loro amore verso i poveri e gli oppressi; siano solidali con i bisognosi e larghi nelle opere di misericordia; siano indulgenti verso i fratelli per ottenere essi stessi da Te indulgenza e perdono.
Lode e gloria a Te, Trinità Santissima, unico e sommo Dio!
Concedi, Padre che i discepoli del tuo Figlio, purificata la memoria e riconosciute le proprie colpe, siano una cosa sola, così che il mondo creda. Si dilati il dialogo tra i seguaci delle grandi religioni, e tutti gli uomini scoprano la gioia di essere tuoi figli. Alla voce supplice di Maria, Madre delle genti, si uniscano le voci oranti degli apostoli e dei martiri cristiani, dei giusti di ogni popolo e di ogni tempo, perché l’Anno Santo sia per i singoli e per la Chiesa motivo di rinnovata speranza e di giubilo nello Spirito.
Lode e gloria a Te, Trinità Santissima, unico e sommo Dio!
A Te, Padre onnipotente, origine del cosmo e dell’uomo, per Cristo, il Vivente, Signore del tempo e della storia, nello Spirito che santifica l’universo, la lode, l’onore, la gloria oggi e nei secoli senza fine.
Amen!
(S. Giovanni Paolo II)
(13 giugno)
Si quæris miracula
mors, error, calamitas,
dæmon, lepra fugiunt,
ægri surgunt sani.
Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.
Pereunt pericula,
cessat et necessitas;
narrent hi, qui sentiunt,
dicant Paduani.
Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.
Glória Patri et Filio et Spíritui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper
et in sæcula sæcolorum.
Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.
Se cerchi i miracoli,
ecco messi in fuga la morte,
l’errore, le calamità e il demonio;
ecco gli ammalati divenir sani.
Il mare si calma, le catene si spezzano;
i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.
S’allontanano i pericoli, scompaiono le necessità:
lo attesti chi ha sperimentato la protezione del Santo di Padova.
Il mare si calma, le catene si spezzano;
i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Il mare si calma, le catene si spezzano;
i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.
Amen.
(Mobile)
Lauda, Sion Salvatórem,
lauda ducem et pastórem
in hymnis et cánticis.
Quantum potes, tantum aude:
quia maior omni laude,
nec laudáre súfficis.
Laudis thema speciális,
panis vivus et vitális
hódie propónitur.
Quem in sacræ mensa cenæ,
turbæ fratrum duodénæ
datum non ambígitur.
Sit laus plena, sit sonóra,
sit iucúnda, sit decóra
mentis iubilátio.
Dies enim solémnis ágitur,
in qua mensæ prima recólitur
huius institútio.
In hac mensa novi Regis,
novum Pascha novæ legis
Phase vetus términat.
Vetustátem nóvitas,
umbram fugat véritas,
noctem lux elíminat.
Quod in cena Christus gessit,
faciéndum hoc expréssit
in sui memóriam.
Docti sacris institútis,
panem, vinum, in salútis
consecrámus hóstiam.
Dogma datur Christiánis,
quod in carnem transit panis,
et vinum in sánguinem.
Quod non capis, quod non vides,
animósa firmat fides,
præter rerum órdinem.
Sub divérsis speciébus,
signis tantum, et non rebus,
latent res exímiæ.
Caro cibus, sanguis potus:
manet tamen Christus totus,
sub utráque spécie.
A suménte non concísus,
non confráctus, non divísus:
ínteger accípitur.
Sumit unus, sumunt mille:
quantum isti, tantum ille:
nec sumptus consúmitur.
Sumunt boni, sumunt mali:
sorte tamen inæquáli,
vitæ vel intéritus.
Mors est malis, vita bonis:
vide paris sumptiónis
quam sit dispar éxitus.
Fracto demum sacraménto,
ne vacílles, sed memento,
tantum esse sub fragménto,
quantum toto tégitur.
Nulla rei fit scissúra:
signi tantum fit fractúra:
qua nec status nec statúra
signáti minúitur.
(Ecce panis)
Ecce panis Angelórum,
factus cibus viatórum:
vere panis fíliórum,
non mitténdus cánibus.
In figúris præsignátur,
cum Isaac immolátur:
agnus paschæ deputátur:
datur manna pátribus.
Bone Pastor, panis vere,
Iesu, nostri miserére:
tu nos pasce, nos tuére:
tu nos bona fac vidére
in terra vivéntium.
Tu, qui cuncta scis et vales:
qui nos pascis hic mortales:
tuos ibi commensáles,
coherédes et sodales
fac sanctórum cívium.
Amen.
Allelúia.
Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore,
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue:
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi lo mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Quando spezzi il sacramento,
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
È diviso solo il segno,
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.
(Ecce panis)
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon Pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi;
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo,
nella gioia dei tuoi santi.
Amen.
Alleluia.
(San Tommaso d’Aquino)
Pange, lingua, gloriosi
Corporis mysterium,
Sanguinisque pretiosi,
Quem in mundi pretium
Fructus ventris generosi
Rex effudit gentium.
Nobis datus, nobis natus
Ex intacta Virgine,
Et in mundo conversatus,
Sparso verbi semine,
Sui moras incolatus
Miro clausit ordine.
In supremae nocte cenae
recumbens cum fratribus,
observata lege plene
cibis in legalibus
Cibum turbae duodenae
se dat suis manibus.
Verbum caro, panem verum
verbo carnem efficit:
fitque sanguis Christi merum,
et si sensus deficit,
ad firmandum cor sincerum
sola fides sufficit.
(Tantum ergo)
Tantum ergo sacramentum
veneremur cernui,
et antiquum documentum
novo cedat ritui;
praestet fides supplementum
sensuum defectui.
Genitori Genitoque
laus et iubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio;
Procedenti ab utroque
compar sit laudatio.
Amen.
Canta, o lingua,
il mistero del Corpo glorioso
e del Sangue prezioso
che il Re delle nazioni,
frutto di un grembo generoso,
sparse per il riscatto del mondo.
A noi dato, per noi nato
da una pura Vergine,
visse nel mondo,
sparse il seme della sua parola
e chiuse in modo mirabile
il tempo della sua dimora terrena.
Nella notte dell’Ultima Cena,
sedendo a mensa con i suoi fratelli,
dopo aver osservato pienamente
le prescrizioni della legge
relative ai cibi permessi,
si diede in cibo al gruppo dei dodici
con le proprie mani.
Il Verbo fatto carne cambia con la sua parola
il pane vero nella Sua carne
e il vino nel Suo sangue,
e se i sensi vengono meno,
la fede basta per rassicurare
un cuore sincero.
(Tantum ergo)
Adoriamo, dunque, prostrati
un sì gran sacramento;
l’antica legge
ceda al nuovo rito,
e la fede supplisca
al difetto dei nostri sensi.
Gloria e lode,
salute, onore,
potenza e benedizione
al Padre e al Figlio:
pari lode abbia Colui
che procede da entrambi.
Amen
(San Tommaso d’Aquino
su base di Venanzio Fortunato)
(Mobile)
O Gesù redentore, immagine del Padre, luce d’eterna luce, accogli il nostro canto.
Per radunare i popoli nel patto dell’amore, distendi le tue braccia sul legno della croce.
Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare
i misteri pasquali
della nostra salvezza.
A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli.
Amen.
Gesù dolcissimo,
il cui immenso amore per gli uomini
viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio,
di trascuratezza, di disprezzo,
ecco che noi,
prostrati innanzi a te,
intendiamo riparare
con particolari attestazioni di onore
una così indegna freddezza
e le ingiurie con le quali da ogni parte
viene ferito dagli uomini
l’amantissimo tuo Cuore
Memori però che noi pure
altre volte ci macchiammo di tanta indegnità,
e provandone vivissimo dolore,
imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia,
pronti a riparare con volontaria espiazione,
non solo i peccati commessi da noi,
ma anche quelli di coloro che,
errando lontano dalla via della salute,
ricusano di seguire te come pastore e guida,
ostinandosi nella loro infedeltà,
o calpestando le promesse del battesimo,
hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.
E mentre intendiamo espiare
tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti,
ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare:
l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento,
le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti,
la profanazione dei giorni festivi,
le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi,
gli insulti lanciati contro il tuo Vicario
e l’ordine sacerdotale,
le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato
lo stesso sacramento dell’amore divino,
e infine le colpe pubbliche delle nazioni
che osteggiano i diritti
e il magistero della Chiesa da te fondata.
Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti!
Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato,
noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni
della Vergine tua madre, di tutti i santi
e delle anime pie,
quella soddisfazione che tu stesso un giorno
offristi sulla croce al Padre
e che ogni giorno rinnovi sugli altari,
promettendo con tutto il cuore
di voler riparare, per quanto sarà in noi
e con l’aiuto della tua grazia,
i peccati commessi da noi e dagli altri
e l’indifferenza verso sì grande amore
con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della
legge evangelica,
specialmente della carità,
e di impedire inoltre con tutte le nostre forze
le ingiurie contro di te,
e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela.
Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù,
per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice,
questo volontario ossequio di riparazione,
e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza
e nel tuo servizio fino alla morte
con il gran dono della perseveranza,
mediante il quale possiamo tutti un giorno
pervenire a quella patria,
dove tu col Padre e con lo Spirito Santo
vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
(Pio XI)
(Mobile)
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l’invoco con filiale confidenza.
Sii Tu l’ispiratrice d’ogni mio pensiero, il modello d’ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch’io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni:
per riparare le offese che ti reca l’umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono;
per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre.
Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
(29 giugno)
Nel nome del Padre
del Figlio
e dello Spirito Santo,
Amen.
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cieloun raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,vieni datore dei doni,vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,nella calura, riparo,nel pianto, conforto.
O luce beatissima,invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,nulla è nell’uomo,nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,bagna ciò che è arido,sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,scalda ciò che è gelido,raddrizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa,dona gioia eterna.
Amen.
San Pietro Apostolo, eletto da Gesù ad essere la roccia su cui è costruita la Chiesa, benedici e proteggi il sommo Pontefice, i Vescovi e tutti i cristiani sparsi nel mondo.
Concedi a noi una fede viva e un amore grande alla Chiesa.
San Paolo Apostolo, propagatore del Vangelo fra tutte le genti, benedici e aiuta i missionari nella fatica dell’evangelizzazione e concedi a noi di essere sempre testimoni del Vangelo e di adoperarci per l’avvento del regno di Cristo nel mondo.
Amen.
O Santi Apostoli Pietro e Paolo, io (recitare il proprio nome) vi eleggo oggi e per sempre come miei speciali protettori ed avvocati, e mi rallegro umilmente, tanto con voi, o San Pietro principe degli Apostoli, perchè siete quella pietra su cui Iddio edificò la sua Chiesa, che con voi, o San Paolo, prescelto da Dio per vaso di elezione e predicatore della verità, e vi prego di ottenermi viva fede, speranza ferma e carità perfetta, totale distacco da me stesso, disprezzo del mondo, pazienza nelle avversità e umiltà nelle prosperità, attenzione nell’orazione, purità di cuore, retta intenzione nell’operare, diligenza nell’adempiere gli obblighi del mio stato, costanza nei proponimenti, rassegnazione al volere di Dio, e perseveranza nella divina grazia sino alla morte.
E così, mediante la vostra intercessione, ed i gloriosi vostri meriti, superate le tentazioni del mondo, del demonio e della carne, sia fatto degno di venire dinanzi al cospetto del supremo ed eterno Pastore delle anime, Gesù Cristo, il quale con il Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli, per goderlo ed amarlo eternamente.
Amen.
Padre Nostro
Ave Maria
Gloria al Padre
O santi Apostoli, che rinunciaste a tutte le cose del mondo per seguire al primo invito il grande maestro di tutti gli uomini, Cristo Gesù, otteneteci, vi preghiamo, che anche noi viviamo con il cuore sempre staccato da tutte le cose terrene e sempre pronti a seguire le divine ispirazioni.
Gloria al Padre
O santi Apostoli, che, istruiti da Gesù Cristo, impiegaste tutta la vita nell’annunciare ai diversi popoli
il Suo Divino Vangelo, otteneteci, vi preghiamo, di essere sempre fedeli osservanti di quella Religione santissima che voi fondaste con tanti stenti e, a vostra imitazione, aiutateci a dilatarla, difenderla e glorificarla con le parole, con le opere e con tutte quante le nostre forze.
Gloria al Padre
O santi Apostoli, che dopo aver osservato e incessantemente predicato il Vangelo,
ne confermaste tutte le verità sostenendo intrepidi le più crudeli persecuzioni e i più tormentosi
martirii in sua difesa, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di essere sempre disposti, come voi,
a preferire piuttosto la morte che tradire in qualsiasi maniera la causa della fede.
Gloria al Padre
(1 luglio)
Signore Gesù Cristo, che ci hai redenti con il tuo Sangue prezioso, noi ti adoriamo!
Prezzo infinito del riscatto dell’universo, mistico lavacro delle anime nostre, il tuo Sangue divino è il pegno della nostra salvezza presso il Padre misericordioso.
Sii sempre benedetto e ringraziato, Gesù, per il dono del tuo Sangue, che con Spirito di amore eterno hai offerto fino all’ultima stilla per farci partecipi della vita divina.
Il Sangue che hai versato per la nostra redenzione ci purifichi dal peccato e ci salvi dalle insidie del maligno.
Il Sangue della nuova ed eterna alleanza, nostra bevanda nel sacrificio eucaristico, ci unisca a Dio e tra di noi nell’amore, nella pace e nel rispetto di ogni persona, specialmente dei poveri.
Sangue di vita, di unità e di pace; mistero d’amore e sorgente di grazia, inebria i nostri cuori del Santo Spirito.
Signore Gesù, vorremmo compensarti delle ingratitudini e degli oltraggi che ricevi continuamente dai peccati delle tue creature.
Accetta la nostra vita in unione con l’offerta del tuo Sangue, perché possiamo completare in noi ciò che manca alla tua Passione per il bene della Chiesa e per la redenzione del mondo.
Signore Gesù Cristo, fa’ che tutti i popoli e tutte le lingue ti possano benedire e ringraziare qui in terra e nella gloria dei cieli con il canto di lode: “Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue e hai fatto di noi un regno per il nostro Dio”.
Amen.
Signore Gesù, che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il tuo Sangue, ti adoro, ti benedico e a te con viva fede mi consacro. Con l’aiuto del tuo Spirito m’impegno a fare di tutta la mia esistenza, animata dalla memoria del tuo Sangue, un servizio fedele alla volontà di Dio per l’avvento del tuo Regno.
Per il tuo Sangue versato in remissione dei peccati, purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore, perché risplenda sempre più in me l’immagine dell’uomo nuovo creato secondo giustizia e santità.
Per il tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio e tra gli uomini, rendimi docile strumento di comunione fraterna.
Per la potenza del tuo Sangue, prova suprema della tua carità, dammi il coraggio di amare te e i fratelli fino al dono della vita.
Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce, perché la mia goccia di sangue, unita al tuo, giovi alla redenzione del mondo.
Sangue divino, che vivifichi con la tua grazia il Corpo Mistico, rendimi pietra viva nella Chiesa.
Dammi la Passione dell’unità tra i cristiani. Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo. Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie, perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e servire il vero Dio.
Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova, concedimi di perseverare nella fede, nella speranza e nella carità, perché, da te segnato, possa uscire da questo esilio ed entrare nella terra promessa del paradiso, per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti.
Amen.
O piaghe, o Sangue Prezioso del mio Signore, che io ti benedica in eterno.
O amore del mio Signore divenuto piagato! Quanto siamo lontani dalla conformità alla tua vita.
O Sangue di Gesù Cristo, balsamo delle nostre anime, sorgente di ogni misericordia, fa’ che la mia lingua, imporporata di sangue nella quotidiana celebrazione della Messa, ti benedica adesso e sempre.
O Signore, chi non ti amerà?
Chi non arderà di affetto verso di te? Le tue piaghe, il tuo Sangue, le spine, la croce: il divin Sangue in particolare, versato fino all’ultima stilla, con quale voce eloquente grida al mio povero cuore! Poiché tu agonizzasti e moristi per me e per salvarmi, io darò, se occorre, anche la vita, perché giunga al possesso beato del cielo.
O Gesù, sei stato fatto per noi redenzione. Dal tuo costato aperto, arca di salute, fornace di carità, uscì sangue ed acqua a ricordo del bene dei sacramenti e della tenerezza del tuo amore, o Cristo, che ci hai amato e lavato nel tuo Sangue!
(San Gaspare del Bufalo)
(31 luglio)
O Padre dell’anima mia
e da me sommamente venerato,
io, prostrato ai Vostri piedi
come se vi vedessi qui presente,
vi prego e vi supplico
che non cessiate di pregare Iddio per me,
onde mi conceda la grazia
di conoscere la sua santissima volontà
e di eseguirla perfettamente.
Così sia.
(San Francesco Saverio)
Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato,
a te, Signore, lo ridòno;
tutto è tuo,
di tutto disponi
secondo la tua volontà:
dammi solo il tuo amore e la tua grazia;
e questo mi basta.
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, ascoltami.
Nascondimi dentro le tue piaghe.
Non permettere che io mi separi da te.
Difendimi dal nemico maligno.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
Fa’ che io venga a te per lodarti
con tutti i santi nei secoli dei secoli.
Amen.
(Sant’Ignazio di Loyola)
(6 agosto)
Sul monte glorioso, Gesù,
abitati dall’immenso
ci mostri il Paradiso
passando per la passione
che trasfigura l’esistenza
nel respiro della preghiera.
Si scende a valle, Gesù,
per scalare il calvario
nel tempo segnato
da gioie e affanni
sotto il peso della croce
come novello cireneo.
Dal Tabor con te, Gesù,
alla valle del pianto
per asciugare ogni lacrima
silenziosa e nascosta
che mostra la tua gloria
nel suo immenso splendore.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(6 agosto)
La Vergine Maria, durante il suo terreno pellegrinaggio, condusse una vita piena di preoccupazioni, angustie e dolori; inoltre si avverò ciò che il santo vecchio Simeone aveva predetto, perché un’acutissima spada le trapassò il cuore ai piedi della croce del suo divino Figlio, nostro Redentore. I fedeli, fin dall’antichità, non trovarono difficoltà nell’ammettere che Maria fosse morta, come già il suo Unigenito. Ma ciò non impedì loro di credere e professare apertamente che non fu soggetto alla corruzione del sepolcro il suo sacro corpo e che non fu ridotto in putredine e in cenere l’augusto tabernacolo del Verbo divino. Anzi, illuminati dalla divina grazia e spinti dall’amore verso Colei che è Madre di Dio e Madre nostra dolcissima, hanno contemplato in luce sempre più chiara l’armonia meravigliosa dei privilegi che il provvidentissimo Dio ha elargito all’alma Socia del nostro Redentore, e che hanno raggiunto un tale altissimo vertice, quale da nessun essere creato, eccettuata la natura umana di Cristo, è stato mai raggiunto (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Vergine beatissima, per quel giubilo immenso che provò l’anima all’avviso che era terminato il corso della tua vita in terra, impetraci di vivere in modo d’incontrare con letizia la morte.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(7 agosto)
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.”
(Lc 1, 46-48)
Fin da antichità, sia in oriente che in occidente i fedeli credevano all’assunzione della Beata Vergine Maria e la Chiesa celebrava come festa la dormizione di Maria.Per esempio, il Papa Adriano I scrisse all’Imperatore Carlo Magno queste parole: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei» (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Vergine amabilissima, che fosti sempre fonte di consolazione per i Santi Apostoli, degnati di consolare noi pure nei nostri travagli, ma specialmente nell’agonia e nell’ora della morte.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità.
Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(8 agosto)
“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome”
(Lc 1,49)
La sede apostolica, erede dell’ufficio affidato al Principe degli apostoli di confermare nella fede i fratelli (cf. Lc 22, 32), con la sua autorità rese sempre più solenne questa festa. Infatti, la festa dell’Assunzione dal posto onorevole che ebbe fin dall’inizio tra le altre celebrazioni mariane, fu portata in seguito fra le più solenni di tutto il ciclo liturgico. Il papa San Sergio I, prescrivendo la litania o processione stazionale per le quattro feste mariane, enumera insieme la Natività, l’Annunciazione, la Purificazione e la Dormizione di Maria.
(cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Vergine Immacolata, per quella forza del divino amore che sciolse da ogni legame il tuo purissimo spirito, ottieni a noi pure di chiudere la nostra vita con un atto di vero amore di Dio che ci unisca per sempre al Sommo Bene.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità.
Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(9 agosto)
“Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!”
(Sof 3, 14)
San Giovanni Damasceno, considerando l’assunzione corporea dell’alma Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Era necessario che colei, che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, conservasse anche senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Era necessario che colei, che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino, abitasse nei tabernacoli divini. Era necessario che la sposa del Padre abitasse nei talami celesti. Era necessario che colei che aveva visto il suo Figlio sulla croce, ricevendo nel cuore quella spada di dolore dalla quale era stata immune nel darlo alla luce, lo contemplasse sedente alla destra del Padre. Era necessario che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e da tutte le creature fosse onorata come Madre e Ancella di Dio» (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Con te ci rallegriamo, Vergine eletta, degli onori che gli Angeli fecero al tuo corpo, cantando inni di lode e di gloria a quell’arca adorabile in cui si era incarnato il Verbo eterno. Impetraci di conservarci sempre puri e casti, affinché noi possiamo godere della compagnia degli Angeli nel cielo.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità.
Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(10 agosto)
Tra i teologi scolastici non mancarono di quelli che, volendo penetrare più addentro nelle verità rivelate e mostrare l’accordo tra la ragione teologica e la fede cattolica, fecero rilevare che questo privilegio dell’assunzione di Maria vergine concorda mirabilmente con le verità che ci sono in
gnate dalla sacra Scrittura.
Così per citare soltanto alcuni testi fra i più usati, vi sono di quelli che riportano le parole del Salmista: «Vieni o Signore, nel tuo riposo; tu e l’Arca della tua santificazione» (Sal 131, 8), e vedono nell’Arca dell’Alleanza fatta di legno incorruttibile e posta nel tempio del Signore, quasi una immagine del corpo purissimo di Maria vergine, preservato da ogni corruzione del sepolcro ed elevato a tanta gloria nel cielo. Allo stesso scopo descrivono la Regina che entra trionfalmente nella reggia celeste e si asside alla destra del divino Redentore (Sal 44, 10.14-16), nonché la Sposa del Cantico dei cantici «che sale dal deserto, come una colonna di fumo dagli aromi di mirra e d’incenso» per essere incoronata (Ct 3, 6; cf. 4, 8; 6, 9). L’una e l’altra vengono proposte come figure di quella Regina e Sposa celeste, che, insieme col divino Sposo, è innalzata alla reggia dei cieli (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Benedetta sei tu, Vergine ammirabile, per la felice glorificazione del tuo corpo che fu rivestito di celeste bellezza. Aiutaci, o cara Madre, a soffrire volentieri per amore di Gesù ogni patimento affinché meritiamo anche noi, nella nostra risurrezione, le doti di un corpo glorioso.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(11 agosto)
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.”
(Ap 12,1)
I dottori scolastici videro adombrata l’assunzione della vergine Madre di Dio, non solo in varie figure dell’Antico Testamento, ma anche in quella Donna vestita di sole, che l’apostolo Giovanni contemplò nell’isola di Patmos (Ap 12, 1s). Così pure, fra i detti del Nuovo Testamento, considerarono con particolare interesse le parole «Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne» (Lc 1, 28), poiché vedevano nel mistero dell’assunzione un complemento della pienezza di grazia elargita alla beatissima Vergine, e una benedizione singolare in opposizione alla maledizione di Eva (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Veneriamo, o gran Madre di Dio, la tua gloriosa Assunzione al cielo. Accompagnata dagli angelici cori, salisti in nobile trionfo e, dall’Unigenito tuo Figlio, fosti innalzata al più sublime trono di gloria. Distacca da questo mondo e rapisci con te i nostri cuori, e fa’ che anche noi ci umiliamo qui in terra, per poter poi essere con te esaltati in cielo.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(12 agosto)
«Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo»
(Lc 1,68)
Quando nel medio evo la teologia scolastica raggiunse il suo massimo splendore, Sant’Alberto Magno, dopo aver raccolti, per provare questa verità, vari argomenti, fondati sulla Sacra Scrittura, la tradizione, la liturgia e la ragione teologica, conclude: «Da queste ragioni e autorità e da molte altre è chiaro che la beatissima Madre di Dio è stata assunta in corpo ed anima al disopra dei cori degli angeli. E ciò crediamo assolutamente vero».
San Tommaso, seguendo le vestigia del suo insigne Maestro, benché non abbia mai trattato espressamente la questione, tuttavia ogni volta che occasionalmente ne parla, ritiene costantemente con la chiesa cattolica che insieme all’anima è stato assunto al cielo anche il corpo di Maria (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
O gran Figlia dell’Eterno Padre, Maria, da lui fatta Signora del cielo e della terra, degnati di esercitare il tuo potere anche a vantaggio nostro, abbattendo i nemici nostri e della santa Chiesa, affinché in noi e fuori di noi, non trionfi altro che la fede di Gesù, tuo Figlio.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(13 agosto)
«Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?»
(Ct 8, 5)
San Bonaventura ritiene assolutamente certo che, come Dio preservò Maria santissima dalla violazione del pudore e dell’integrità verginale nella concezione e nel parto, così non ha permesso che il suo corpo si disfacesse in putredine e cenere. Interpretando poi e applicando in senso accomodatizio alla beata Vergine queste parole della s. Scrittura: «Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?» (Ct 8, 5), così ragiona: «E di qui può constare che è ivi (nella città celeste) corporalmente. … Poiché infatti … la beatitudine non sarebbe piena, se non vi fosse personalmente; e poiché la persona non è l’anima, ma il composto, è chiaro che vi è secondo il composto, cioè il corpo e l’anima, altrimenti non avrebbe una piena fruizione» (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
O gran Madre del Verbo eterno, per quella celeste sapienza di cui fosti pregiata nel trionfo del tuo divin Figlio, impetra a tutti i cristiani, e anche a tutti gli eretici e infedeli, lume per conoscere la verità del Vangelo e grazia per seguirla esattamente.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità.
Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Durante la novena bisogna lottare contro satana con la preghiera.
Il 12, 13 e 14 agosto bisogna pregare di più e rinunciare a qualcosa, offrendola in sacrificio, in preparazione alla Festa dell’Assunzione
(14 agosto)
“La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?”
(1 Cor 15, 54-55)
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (cfr. Papa Pio XII, Const. apost. Munificentissimus Deus, 1° novembre 1950).
Noi ti salutiamo, o purissima Sposa dello Spirito Santo! Vergine saggia che vedi le nostre miserie; possente Regina che ci puoi soccorrere; Madre amorosa che sei tutta amore per noi, rendici degni del tuo amore con l’imitazione delle tue virtù e specialmente della tua carità, affinché possiamo essere un giorno partecipi della tua gloria immortale.
Ave Maria
Preghiamo.
O Dio, che ti sei degnato di scegliere per tua dimora il grembo verginale di Maria Santissima, concedi, ti supplichiamo, che sostenuti dal suo aiuto, possiamo partecipare alla sua stessa eredità.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
(15 agosto)
O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini, noi crediamo nella tua assunzione in anima e corpo al cielo,
ove sei acclamata da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi.
E noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che ti ha esaltata sopra tutte le creature e per offrirti l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.
Noi confidiamo che i tuoi occhi misericordiosi si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre sofferenze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù ripeterti per ciascuno di noi:
Ecco tuo figlio.
E noi ti invochiamo nostra madre e ti prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.
Noi crediamo che nella gloria, dove regni vestita di sole e coronata di stelle, sei la gioia e la letizia degli angeli e dei santi.
E noi in questa terra, ove passiamo pellegrini, guardiamo verso di te, nostra speranza; attiraci con la soavità della tua voce per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
(Pio XII)
Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi Ti ringraziamo e Ti benediciamo perchè la Vergine Maria, Madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella Gloria del Cielo.
In Lei primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza.
Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro Colei che ha generato il Signore della vita.
Amen.
O Vergine Santissima assunta in cielo, che sempre ti sei benignata di accogliere le preghiere, i sospiri e le lacrime dei tuoi devoti e tante grazie hai elargito con materna bontà, degnati di rivolgere i tuoi occhi misericordiosi anche a noi, che pieni di fiducia a te ricorriamo.
Soccorrici nei nostri bisogni, consolaci nelle afflizioni, liberaci dai pericoli, dal peccato e da ogni male.
O tenera nostra madre, ottieni a tutti dal tuo figliuolo Gesù la grazia della santa perseveranza, per essere ammessi un giorno alla eterna felicità del cielo.
Amen
3 Ave Maria
(28 agosto)
O grande Agostino, nostro padre e maestro, conoscitore dei luminosi sentieri di Dio ed anche delle tortuose vie degli uomini, noi ammiriamo le meraviglie che la Grazia divina ha operato in te, rendendoti appassionato testimone della verità e del bene, a servizio dei fratelli. All’inizio di un nuovo millennio segnato dalla croce di Cristo, insegnaci a leggere la storia nella luce della Provvidenza divina, che guida gli eventi verso l’incontro definitivo col Padre.
Orientaci verso mete di pace, alimentando nel nostro cuore il tuo stesso anelito per quei valori sui quali è possibile costruire, con la forza che proviene da Dio, la città a misura dell’uomo. La profonda dottrina, che con studio amoroso e paziente hai attinto alle sorgenti sempre vive della Scrittura, illumini quanti sono oggi tentati da alienanti miraggi. Ottieni loro il coraggio di intraprendere il cammino verso quell’uomo interiore nel quale è in attesa Colui che, solo, può dare pace al nostro cuore inquieto.
Tanti nostri contemporanei sembrano aver smarrito la speranza di poter giungere, tra le molte contrastanti ideologie, alla verità, di cui tuttavia il loro intimo conserva la struggente nostalgia. Insegna loro a non desistere mai dalla ricerca, nella certezza che, alla fine, la loro fatica sarà premiata dall’incontro appagante con quella Verità suprema che è sorgente di ogni verità creata. Infine, o Sant’Agostino, trasmetti anche a noi una scintilla di quell’ardente amore per la Chiesa, la Cattolica madre dei santi, che ha sostenuto ed animato le fatiche del tuo lungo ministero. Fa’ che, camminando insieme sotto la guida dei legittimi Pastori, giungiamo alla gloria della Patria celeste, ove, con tutti i Beati, potremo unirci al cantico nuovo dell’alleluia senza fine.
Amen.
(8 settembre)
O Vergine nascente,
speranza e aurora di salvezza al mondo intero, volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti, qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie!
O Vergine fedele,
che sei stata sempre pronta e sollecita ad accogliere, conservare e meditare la Parola di Dio, fa’ che anche noi, in mezzo alle drammatiche vicende della storia, sappiamo mantenere sempre intatta la nostra fede cristiana, tesoro prezioso tramandatoci dai Padri!
O Vergine potente,
che col tuo piede schiacci il capo del serpente tentatore, fa’ che realizziamo, giorno dopo giorno, le nostre promesse battesimali, con le quali abbiamo rinunziato a Satana, alle sue opere ed alle sue seduzioni, e sappiamo dare al mondo una lieta testimonianza della speranza cristiana.
O Vergine clemente,
che hai sempre aperto il tuo cuore materno alle invocazioni dell’umanità, talvolta divisa dal disamore ed anche, purtroppo, dall’odio e dalla guerra, fa’ che sappiamo sempre crescere tutti, secondo l’insegnamento del tuo figlio, nell’unità e nella pace, per essere degni figli dell’unico Padre celeste.
Amen.
(S. Giovanni Paolo II)
(12 settembre)
O potente Madre di Dio e Madre mia Maria, è vero che non sono degno neppure di nominarti, ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza. Concedimi, benchè la mia lingua sia impura, di poter sempre chiamare in mia difesa il tuo santissimo e potentissimo Nome, perchè il tuo Nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.
Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia che il tuo Nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita. Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo, poichè in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria. Così voglio fare durante la mia vita e spero particolarmente nell’ora della morte, per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome: “O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.
Maria, amabilissima Maria, che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome, o soltanto pensando a Te! Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene questo nome così amabile e potente.
O Signora, non mi basta nominarti qualche volta, voglio invocarti più spesso per amore; voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora, in modo tale da poter esclamare anch’ io insieme a Sant’ Anselmo: “O Nome della Madre di Dio, Tu sei l’amore mio!”.
Mia cara Maria, mio amato Gesù, i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori. La mia mente si dimentichi di tutti gli altri, per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.
Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria, quando sarà giunto il momento della mia morte, in cui l’anima dovrà lasciare il corpo, concedetemi allora, per i vostri meriti, la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo: “Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.
(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(5 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(6 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(7 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(8 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(9 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(10 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(11 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(12 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(dal 5 al 13 settembre - Durante la novena porre in modo particolare al centro di tutto la Santa Croce)
(13 settembre)
O Dio vieni a salvarmi,
Signore vieni presto in mio aiuto
Gloria
Ti adoro, o Croce Santa
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.
5 Gloria per le 5 piaghe di Gesù
1 Pater, Ave e Gloria per la piaga della spalla
1 Pater, Ave, Gloria per il Volto Santo
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla sua tua Santissima Presenza, prostrato Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani ed i miei piedi. Posso contate tutte le mie ossa” (Sal 21,17-18)
1 Pater, Ave e Gloria per l’acquisto dell’indulgenza plenaria
Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell’osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l’ingratitudine di quelle famiglie cristiane che Ti hanno rinnegato. Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l’amore che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell’eternità.
Così sia!
(14 settembre)
O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.
O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.
O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.
O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.
O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte.
O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire.
Amen!
(Papa Francesco)
(15 settembre)
Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.
O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!
Quae moerébat et dolébat,
Pia Mater dum videbat
nati poenas íncliti.
Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?
Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
doléntem cum Filio?
Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis sùbditum.
Vidit suum dulcem natum
moriéndo desolátum,
dum emísit spíritum.
Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.
Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.
Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.
Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.
Fac me tecum pìe flere [Fac me vere tecum flere],
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.
Iuxta crucem tecum stare,
Et me tibi sociáre [te libenter sociare]
in planctu desídero.
Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.
Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac consòrtem
et plagas recólere.
Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruòre Fílii.
Flammis ne urar succènsus [Inflammatus et accensus],
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.
Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.
Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória.
Amen.
Addolorata, in pianto
la Madre sta presso la Croce
da cui pende il Figlio.
Immersa in angoscia mortale
geme nell’intimo dei cuore
trafitto da spada.
Quanto grande è il dolore
della benedetta fra le donne,
Madre dell’Unigenito!
Piange la Madre pietosa
contemplando le piaghe
del divino suo Figlio.
Chi può trattenersi dal pianto
davanti alla Madre di Cristo
in tanto tormento?
Chi può non provare dolore
davanti alla Madre
che porta la morte del Figlio?
Per i peccati del popolo suo
ella vede Gesù nei tormenti
del duro supplizio.
Per noi ella vede morire
il dolce suo Figlio,
solo, nell’ultima ora.
O Madre, sorgente di amore,
fa’ ch’io viva il tuo martirio,
fa’ ch’io pianga le tue lacrime.
Fa’ che arda il mio cuore
nell’amare il Cristo-Dio,
per essergli gradito.
Ti prego, Madre santa:
siano impresse nel mio cuore
le piaghe del tuo Figlio.
Uniscimi al tuo dolore
per il Figlio tuo divino
che per me ha voluto patire.
Con te lascia ch’io pianga
il Cristo crocifisso
finché avrò vita.
Restarti sempre vicino
piangendo sotto la croce:
questo desidero.
O Vergine santa tra le vergini,
non respingere la mia preghiera,
e accogli il mio pianto di figlio.
Fammi portare la morte di Cristo,
partecipare ai suoi patimenti,
adorare le sue piaghe sante.
Ferisci il mio cuore con le sue ferite,
stringimi alla sua croce,
inèbriami del suo sangue.
Nel suo ritorno glorioso
rimani, o Madre, al mio fianco,
salvami dall’eterno abbandono.
O Cristo, nell’ora del mio passaggio
fa’ che, per mano a tua Madre,
io giunga alla mèta gloriosa.
Quando la morte dissolve il mio corpo
aprimi, Signore, le porte del cielo,
accoglimi nel tuo regno di gloria.
Amen
(23 settembre)
Padre Pio,
tu sei vissuto nel secolo dell’orgoglio e sei stato umile.
Padre Pio,
accanto a te nessuno sentiva la Voce: e tu parlavi con Dio; vicino a te nessuno vedeva la Luce: e tu vedevi Dio.
Padre Pio,
mentre noi correvamo affannati tu restavi in ginocchio e vedevi l’Amore di Dio inchiodato ad un Legno, ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore: per sempre!
Padre Pio,
aiutaci a piangere davanti alla Croce, aiutaci a credere davanti all’Amore, aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio, aiutaci a cercare il perdono come abbraccio di pace, aiutaci ad essere cristiani con le ferite che versano sangue di carità fedele e silenziosa: come le ferite di Dio!
Amen
(Card. Angelo Comastri)
(29 settembre)
San Michele Arcangelo,
difendici nella battaglia contro le insidie e la malvagità del demonio, sii nostro aiuto.
Te lo chiediamo supplici: che il Signore lo comandi.
E tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione della anime.
Amen.
(2 ottobre)
Custódes hóminum
psállimus ángelos,
natúræ frágili quos Pater áddidit
cæléstis cómites, insidiántibus
ne succúmberet hóstibus.
Nam quod corrúerit próditor ángelus,
concéssis mérito pulsus honóribus,
ardens invídia péllere nítitur
quos cælo Deus ádvocat.
Huc, custos, ígitur pérvigil ádvola,
avértens pátria de tibi crédita
tam morbos ánimi quam requiéscere
quicquid non sinit íncolas.
Sanctæ sit Tríadi laus pia iúgiter,
cuius perpétuo númine máchina
triplex hæc régitur, cuius in ómnia
regnat glória sǽcula.
Amen.
Cantiamo gli angeli custodi degli uomini,
che il Padre affiancò come celesti compagni alla nostra fragile natura, perché non soccombesse ai nemici che la insidiano.
Infatti, l’angelo traditore che era andato in rovina, giustamente privato degli onori concessi, ardente di invidia cerca di tenere lontani coloro che Dio chiama al cielo.
Qui dunque, o custode, vigile accorri, allontanando dal luogo a te affidato tanto le malattie dell’animo quanto qualunque cosa non permetta che gli abitanti riposino.
Sempre sia lode alla Trinità Santa, dalla cui perpetua volontà è retta questa triplice macchina [la terra, il cielo e gli inferi] e la cui gloria regna in tutti i secoli.
Amen.
(San Roberto Bellarmino)
(4 ottobre)
O San Francesco,
stimmatizzato della Verna, il mondo ha nostalgia di te quale icona di Gesù crocifisso.
Ha bisogno del tuo cuore aperto verso Dio e verso l’uomo, dei tuoi piedi scalzi e feriti, delle tue mani trafitte e imploranti.
Ha nostalgia della tua debole voce, ma forte della potenza del Vangelo.
Aiuta, Francesco, gli uomini d’oggi a riconoscere il male del peccato e a cercarne la purificazione nella penitenza.
Aiutali a liberarsi dalle stesse strutture di peccato, che opprimono l’odierna società.
Ravviva nella coscienza dei governanti
l’urgenza della pace nelle Nazioni e tra i Popoli.
Trasfondi nei giovani la tua freschezza di vita, capace di contrastare le insidie delle molteplici culture di morte.
Agli offesi da ogni genere di cattiveria comunica, Francesco, la tua gioia di saper perdonare.
A tutti i crocifissi dalla sofferenza, dalla fame e dalla guerra, riapri le porte della speranza.
Amen.
(1 domenica di ottobre)
(recitata alle ore 12)
O Augusta Regina delle Vittorie,
o Sovrana del Cielo e della Terra,
al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi,
o Regina gloriosa del Rosario,
noi devoti figli tuoi,
raccolti nel tuo Tempio di Pompei in questo giorno solenne,
effondiamo gli affetti del nostro cuore
e con confidenza di figli
ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza,
dove siedi Regina,
volgi, o Maria,
il tuo sguardo pietoso su di noi,
sulle nostre famiglie,
sull’Italia, sull’Europa, sul mondo.
Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli
che amareggiano la nostra vita.
Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo,
quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino
e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori.
Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù
e contristano il tuo sensibilissimo cuore.
Mostrati a tutti quale sei,
Regina di pace e di perdono.
Ave, o Maria
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli,
con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù
e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo:
siamo meritevoli dei più aspri castighi,
ma Tu ricordati che, sul Golgota,
raccogliesti, col Sangue divino,
il testamento del Redentore moribondo,
che ti dichiarava Madre nostra,
Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra,
sei la nostra Avvocata, la nostra speranza.
E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli,
gridando: Misericordia!
O Madre buona,
abbi pietà di noi, delle anime nostre,
delle nostre famiglie, dei nostri parenti,
dei nostri amici, dei nostri defunti,
soprattutto dei nostri nemici
e di tanti che si dicono cristiani,
eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo.
Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate,
per tutta l’Europa, per tutto il mondo,
perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave, o Maria
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci!
Gesù ha riposto nelle tue mani
tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina,
alla destra del tuo Figlio,
splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli.
Tu distendi il tuo dominio
per quanto sono distesi i cieli,
e a te la terra e le creature tutte sono soggette.
Tu sei l’onnipotente per grazia,
Tu dunque puoi aiutarci.
Se tu non volessi aiutarci,
perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione,
non sapremmo a chi rivolgerci.
Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi,
tuoi figli, perduti.
Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia
e la mistica Corona che miriamo nella tua mano,
ci ispirano fiducia che saremo esauditi.
E noi confidiamo pienamente in te,
ci abbandoniamo come deboli figli
tra le braccia della più tenera fra le madri,
e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave, o Maria
Chiediamo la benedizione a Maria
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina,
che non puoi negarci in questo giorno solennissimo.
Concedi a tutti noi l’amore tuo costante
e in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te
finché non ci avrai benedetti.
Benedici, o Maria,
in questo momento il Sommo Pontefice.
Agli antichi splendori della tua Corona,
ai trionfi del tuo Rosario,
onde sei chiamata Regina delle Vittorie,
aggiungi ancor questo, o Madre:
concedi il trionfo alla Religione
e la pace alla umana Società.
Benedici i nostri Vescovi,
i Sacerdoti
e particolarmente tutti coloro che zelano
l’onore del tuo Santuario.
Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei
e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria,
Catena dolce che ci rannodi a Dio,
vincolo di amore che ci unisci agli Angeli,
torre di salvezza negli assalti dell’inferno,
porto sicuro nel comune naufragio,
noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia,
a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra
sarà il nome tuo soave,
o Regina del Rosario di Pompei,
o Madre nostra cara,
o Rifugio dei peccatori,
o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre,
in terra e in cielo.
Amen.
Salve, Regina
(18 ottobre)
Cantore della misericordia di Dio, storico delle origini della Chiesa, a tutti indichi le vie meravigliose dell’amore e l’impegno esaltante del lavoro apostolico, a tutti testimoni la bellezza della patria celeste; aiutaci a vivere il presente con la forza della speranza, che anche nel dolore possiamo trovare la pace e la felicità del domani promesso.
O insigne benefattore della umanità, sostegno degli infelici, consolatore degli oppressi, speranza dei carcerati, a te ricorriamo nei nostri bisogni. E’ grande il tuo merito presso Dio, forte la premura di renderci felici. Liberaci tutti da pubbliche e private calamità; ma particolarmente impetraci da Dio la liberazione delle anime nostre da ogni colpa, fa che noi usciamo dalla schiavitù del peccato, che viviamo nell’osservanza della divina legge, e nella pratica di tutte le virtù, affinché meritiamo la felicità di godere con te la pace dei giusti, Così sia.
(1 novembre)
O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.
Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l’oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi!
Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale.
Amen.
O voi tutti che regnate con Dio nel cielo, dai seggi gloriosi della vostra beatitudine, volgete uno sguardo pietoso sopra di noi, esuli dalla celeste patria.
Voi raccoglieste l’ampia messe delle buone opere, che andaste seminando con lagrime in questa terra di esilio.
Dio è adesso il premio delle vostre fatiche e l’oggetto dei vostri gaudii.
O beati del cielo, ottenete a noi di camminare dietro i vostri esempi e di ricopiare in noi stessi le vostre virtù, affinchè, imitando voi in terra, diventiamo con voi partecipi della gloria in cielo.
Così sia.
Padre Nostro,
Ave Maria,
Gloria.
O Dio, Padre buono e misericordioso, ti ringraziamo perché in ogni tempo tu rinnovi e vivifichi la tua Chiesa, suscitando nel suo seno i Santi: attraverso di essi tu fai risplendere la varietà e la ricchezza dei doni del tuo Spirito di amore.
Noi sappiamo che i Santi, deboli e fragili come noi, hanno capito il vero senso della vita, sono vissuti nell’eroismo della fede, della speranza e della carità,hanno imitato perfettamente il Figlio tuo, ed ora, vicini a Gesù nella gloria, sono nostri modelli e intercessori.
Ti ringraziamo perchè hai voluto che continuasse tra noi e i Santi la comunione di vita nell’unità dello stesso Corpo mistico di Cristo.
Ti chiediamo, o Signore, la grazia e la forza di poter seguire il cammino che essi ci hanno tracciato, affinché alla fine della nostra esistenza terrena possiamo giungere con loro al beatificante possesso della luce e della tua gloria.
Amen.
Ai tuoi fedeli ottenga aiuto, o Dio, la perfetta preghiera dei santi, affinché quanti li onorano nel loro giorno solenne, condividano anche la loro pace.
Poiché Tu solo sei la nostra vera pace e l’amore indistruttibile, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
(2 novembre)
Il giorno 2 novembre, i fedeli possono lucrare un’Indulgenza Plenaria applicabile solo alle anime del Purgatorio alle seguenti condizioni:
-visita di una chiesa (tutte le chiese o oratori);
-recita del Pater e del Credo;
-confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi);
-comunione;
-preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave e Gloria).
Dal 1° all’8 novembre
Alle solite condizioni, i fedeli possono lucrare (una volta al giorno) una Indulgenza Plenaria applicabile alle anime del Purgatorio:
-visitando il cimitero;
-pregando per i defunti;
O Dio, onnipotente ed eterno, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso tutte le tue creature, concedi il perdono e la pace a tutti i nostri fratelli defunti, perché immersi nella tua beatitudine ti lodino senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Ti preghiamo, Signore, per tutti i parenti, amici, conoscenti che nel corso di questi anni ci hanno lasciati. Per coloro che in vita hanno avuto fede in te, che in te hanno riposto ogni speranza, che ti hanno amato, ma anche per coloro che di te non hanno capito nulla e che ti hanno cercato in modo sbagliato e ai quali infine ti sei svelato come veramente sei: misericordia e amore senza limiti. Fa’ o Signore che veniamo un giorno tutti insieme a fare festa con te in Paradiso.
Amen.
Anime sante del Purgatorio, noi ci ricordiamo di voi per alleggerire la vostra purificazione con i nostri suffragi; voi ricordatevi di noi per aiutarci, perché è vero che per voi stesse non potete far nulla, ma per gli altri potete moltissimo. Le vostre preghiere sono molto potenti e giungono presto al trono di Dio. Otteneteci la liberazione da tutte le disgrazie, le miserie, le malattie, le angosce e i travagli. Otteneteci la pace dello spirito, assisteteci in tutte le azioni, soccorreteci prontamente nei nostri bisogni spirituali e temporali, consolateci e difendeteci nei pericoli. Pregate per il Santo Padre, per la glorificazione della Santa Chiesa, per la pace delle nazioni, perché i principi cristiani siano amati e rispettati da tutti i popoli e fate che un giorno possiamo venire con voi nella Pace e nella Gioia del Paradiso.
3 Gloria al Padre,
3 Eterno riposo.
Mio Dio eterno ed amabile, prostrato in adorazione della tua immensa Maestà umilmente Ti offro i pensieri, le parole, le opere, le sofferenze che ho patito e quelle che patirò in questo giorno.
Mi propongo di compiere ogni cosa per tuo amore, per la tua gloria, per adempiere alla tua divina volontà, così da suffragare le Anime sante del Purgatorio e supplicare la grazia di una vera conversione di tutti i peccatori. Intendo operare ogni cosa in unione alle purissime intenzioni che nella loro vita ebbero Gesù, Maria, tutti i Santi che sono in Cielo ed i giusti che sono sulla terra.
Ricevi, mio Dio, questo mio cuore, e dammi la tua santa benedizione insieme alla grazia di non commettere peccati mortali durante la vita, e di unirmi spiritualmente alle Sante Messe che oggi si celebrano nel mondo, applicandole in suffragio delle Anime sante del Purgatorio e specialmente di (nome) affinché siano purificate e finalmente libere dalle sofferenze.
Mi propongo di offrire i sacrifici, le contrarietà e ogni sofferenza che la tua Provvidenza ha stabilito oggi per me, per aiutare le Anime del Purgatorio e ottenere loro sollievo e pace.
Amen.
Gesù amabilissimo, oggi Ti presentiamo le necessità delle Anime del Purgatorio. Esse soffrono tanto e desiderano ardentemente venire a Te, loro Creatore e Salvatore, per restare con Te in eterno. Ti raccomandiamo, o Gesù, tutte le Anime del Purgatorio, ma specialmente quelle che sono morte improvvisamente per incidenti, infortuni o malattie, senza poter preparare la loro anima ed eventualmente liberare la loro coscienza. Ti preghiamo anche per le Anime più abbandonate e per quelle che sono più vicine alla gloria. Ti scongiuriamo in modo particolare di aver pietà delle Anime dei nostri parenti, amici, conoscenti ed anche dei nostri nemici. Per tutti intendiamo applicare le indulgenze che ci sarà possibile acquistare. Accogli, o pietosissimo Gesù, queste nostre umili preghiere. Te le presentiamo per le mani di Maria Santissima, tua Madre Immacolata, del glorioso Patriarca San Giuseppe, tuo Padre putativo, e di tutti i Santi del Paradiso.
Amen.
(21 novembre)
Padre Santo, secondo la tradizione, Maria consacrò la sua giovane vita al tuo servizio nel tempio. Fa’ che quanti sono stati consacrati a Dio dal Battesimo, comprendano la missione loro affidata e vivano realmente per la tua maggior gloria.
Padre nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!
Padre santo, cui Maria, tempio e tabernacolo del Verbo incarnato, per prima ha presentato il vero culto, in spirito e verità, fa’ che quanti, nella Chiesa, scelgono la via della consacrazione al Signore, siano sempre fedeli alla loro vocazione.
Padre nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!
Padre santo, cui Maria sul Calvario, ha presentato se stessa unitamente al suo unico Figlio Gesù, vittima a te gradita, fa’ che quanti partecipano al santo Sacrificio dell’altare, rivivano il mistero della Croce, offrendoti se stessi insieme a Gesù e Maria.
Padre nostro,
Ave Maria,
Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!
(Ultima domenica dell’anno liturgico)
O Cristo Gesù, io ti riconosco per Re universale.
Tutto quello che è stato fatto, per te è stato creato.
Esercita pure su di me tutti i tuoi diritti.
Io rinnovo le mie promesse del Battesimo:
rinuncio a satana, alle sue vanità e alle sue opere; e prometto di vivere da buon cristiano.
In modo particolare mi impegno di testimoniare sempre con coraggio la mia fede.
Cuore divino di Gesù, ti offro le mie povere azioni per ottenere che tutti i cuori riconoscano la tua sacra regalità, e che, in tal modo, il regno della tua pace si stabilisca in tutto il mondo.
Amen.
Padre nostro,
Ave Maria,
Gloria.